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Via la web tax, resta l'imposta sugli smartphone

La misura prevede un aumento di 5,20 euro per telefonini e tablet, e di 40 euro sui decoder con memoria interna

Via la web tax, resta l'imposta sugli smartphone

Il governo Renzi rinvia, o per meglio dire "rimuove" (secondo la dicitura su Twitter dello stesso Renzi) la web tax, che avrebbe imposto a tutte le società online che vendono prodotti su internet in Italia di pagare nel nostro Paese tutte le tasse sulle operazioni commerciali. La rinuncia al miliardo di euro annui che il governo Letta aveva calcolato nell'approntare il provvedimento, rende maggiore il rischio che il governo, invece, dia il via libera a un altro tributo, la cosiddetta "tassa sugli smartphone". 

Si tratta di un'imposta fino a 5,20 euro per i nuovi smartphone e tablet e di 40 euro per i decoder con memoria interna. E che tecnicamente si chiama "ridterminazione dei compensi per copia privata". Un tributo che paghiamo già, con importi sugli smartphone pari a 90 centesimi di euro. A fissare le cifre è il Decreto del 30 dicembre 2009 che ne stabilisce il periodico aggiornamento, per adeguarle allo sviluppo delle tecnologie digitali in cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d’autore. Dunque per fare una copia di contenuti audio-video di cui siamo già legittimi proprietari. Per esempio per portare la compilation di Cd e Dvd su un secondo dispositivo personale come un lettore Mp3, smartphone o tablet. Gli incassi Siae servono dunque per compensare i mancati introiti degli autori. Secondo le stime d'acquisto del comparto hi-tech per il 2014 (8 milioni di tablet, 10 milioni di computer e pc) con l'aumento della tassa lo Stato potrebbe incassare 200 milioni di euro in più l'anno.

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Commenti all'articolo

  • dbell56

    18 Aprile 2014 - 09:09

    Potrebbe incassare! Il condizionale è d'obbligo perchè le previsioni relative alle entrate sono difficilmente determinabili e quantificabili. E' l'esperienza economico-aziendale che da sempre l'afferma questo assioma, per cui esso è diventato verità assolutamente inconfutabile. Mentre i costi sono facilmente determinabili, per cui agire sugli stessi è molto più facile, sui ricavi, appunto, No.

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