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Shopping sul web e in tv: le nuove regole anti-fregatura

Shopping sul web e in tv: le nuove regole anti-fregatura

Dal prossimo giugno, quando cliccheremo per fare un acquisto su internet, potremo farlo con maggiore tranquillità: truffe, inganni e costi aggiuntivi avranno vita più dura. Questo grazie alla direttiva europea denominata “consumer rights”, recepita dal decreto legislativo numero 21 dello scorso febbraio, che scatterà dal primo di giugno. Una legge che tutela i consumatori sugli acquisti fatti al di fuori dei locali commerciali, ovvero per tutto quello che si compra non in negozio: on line, ma anche al telefono o in tv. Vi è mai capitato, per esempio, di trovare nei contratti servizi in più, non richiesti e a pagamento? Ecco, la nuova norma serve proprio a evitare brutte sorprese.

Ecco dunque alcune novità. I consumatori dovranno avere informazioni assolutamente chiare e certe sul prodotto, sui prezzi e sull’identità del venditore, con relativi indirizzi e recapiti. Non ci potranno essere supplementi di prezzo dovuti all’utilizzo di altri mezzi di pagamento. Le linee telefoniche dedicate ai clienti dalle aziende dovranno avere tariffe base. In caso di vendite a distanza il diritto di recesso aumenta da 10 a 14 giorni, che arriva addirittura a 1 anno e 14 giorni se il venditore non ha informato il cliente su tale diritto. E il rimborso dovrà avvenire entro 14 giorni successivi al recesso con lo stesso mezzo di pagamento utilizzato per l’acquisto. Inoltre, il venditore dovrà indicare chiaramente che, cliccando su un determinato link, si procederà all’acquisto e quindi all’esborso di denaro. Mentre, per quanto riguarda i contratti stipulati al telefono, si stabilisce che qualsiasi tipo di accordo commerciale è valido solo dopo l’invio di una firma cartacea o elettronica.

Tutto ciò perché la crescita dell’e-commerce è ormai esponenziale e rappresenta una bella fetta di torta del mercato. «Nel 2013 c’è stato un incremento del 18 per cento degli acquisti on line, per un giro d’affari di 11,3 miliardi di euro. Un vero e proprio boom che ha riguardato soprattutto il settore dell’abbigliamento. E, naturalmente, più i consumatori si sentono tutelati e garantiti, più acquistano» spiega Luigia Grasso, degli affari legislativi di Confindustria, intervenendo al convegno organizzato dall’Agcm (l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ovvero l’Antitrust) ieri a Palazzo Giustiniani a Roma per presentare la nuova direttiva.

Proprio la “consumer rights”, infatti, attribuisce all’Antitrust gli stessi poteri istruttori e sanzionatori previsti per le pratiche commerciali scorrette, con multe fino a 5 milioni di euro alle imprese che non rispettano le nuove normative. «Tutelare i diritti dei cittadini in questo settore porta a generare una concorrenza migliore, con più offerte e a prezzi più bassi. Questo significa più acquisti, con tutto quello che di positivo ne consegue a livello di Pil e di crescita economica» osserva il presidente dell’Agcm, Giovanni Pitruzzella.

Un piccolo aiuto per contribuire a portare l’Italia fuori dalla crisi? Chissà. Nel frattempo le associazioni dei consumatori esultano. Anche se secondo qualcuno si poteva fare di più. Per esempio, sono rimasti fuori i prodotti digitali (come software, film e musica), i biglietti di viaggio (treni e aerei) e i pacchetti vacanza. Insomma, se acquistate una settimana al mare o in montagna, non avrete tutte queste tutele. «Però possiamo ritenerci soddisfatti, per una volta abbiamo un’Europa buona, dalla parte dei cittadini» afferma il presidente di Altro Consumo, Paolo Martinello. Nel 2013, dei 639.442 contatti tra l’associazione e i consumatori, 120.250 (il 18,8 per cento) hanno riguardato il settore delle telecomunicazioni (telefonia fissa, mobile, internet, pay tv, etc.). Mentre «un altro punto dolente è rappresentato dal telemarketing, ovvero le vendite in tv, dove le frodi sono all’ordine del giorno» aggiunge Massimiliano Dona, segretario dell’Unione nazionale consumatori.

Per quanto riguarda l’Antitrust, invece, tra i vari interventi, nel 2013 l’autorità ha oscurato 33 siti web che vendevano scarpe contraffatte e potenzialmente tossiche, a febbraio 2014 ha comminato 290 mila euro di multa per pratiche commerciali scorrette ad agenzie di viaggio on line, mentre sanzioni per centinaia di migliaia di euro sono state inflitte ad agenzie on line di vendita di farmaci soggetti a prescrizione medica. Fino al caso più eclatante: i 180 milioni di euro di multa inflitti a Roche e Novartis per aver fatto cartello nel mercato dei farmaci per la vista.

di Gianluca Roselli

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