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Reparto di oncologia

Genova, incendio all'ospedale San Martino: 1 morto

Genova, incendio all'ospedale San Martino: 1 morto

Grave incendio nella notte all'ospedale San Martino di Genova: "In pochi secondi, è stato l'inferno", hanno raccontato i sopravvissuti ancora frastornati per l'accaduto. Il bilancio è di una vittima e un ferito grave, 25 degenti sono stati trasferiti. Il rogo è divampato da una stanza singola situata nel reparto di oncologia, all'interno del Dipartimento di Medicina interna. All'origine dell'incidente, probabilmente, una sigaretta accesa nonostante il divieto di fumo.

Le vittime - A innescare le fiamme, il paziente deceduto: Marco Tesser, un malato terminale di 60 anni, che era collegato con le bombole dell'ossigeno. Stando alle prime informazioni, raccolte da soccorritori e inquirenti, pare che il fuoco l'abbia rapidamente avvolto senza lasciargli possibilità di scampo.  Una parente dell'uomo, che si trovava in ospedale per assisterlo, è stata ricoverata in gravi condizioni al Centro grandi Ustionati del Villa Scassi, nel quartiere di Sampierdarena: secondo le prime indiscrezioni, le ferite riportate occuperebbero il 15% del suo corpo.  

I soccorsi - L'allarme è scattato quando erano da poco passate le 3.  Ad accorgersi delle fiamme, le infermiere del turno notturno.Sul luogo, 3 squadre di pompieri, coadiuvate dai medici del 118. Pressoché immediata, l'evacuazione del reparto. Un’assistente è stata ricoverata al Centro grandi Ustionati del Villa Scassi, nel quartiere di Sampierdarena: secondo le prime sommarie indiscrezioni, le ferite riportate non sarebbero gravi, ma occorrerà attendere altri esami. Sul caso è stata immediatamente avviata un’indagine dalla squadra specializzata dei vigili del Fuoco e dalla polizia. Tutte le persone presenti al momento del fatto sono state brevemente ascoltate dagli inquirenti dopo il completamento dei soccorsi. 

Aveva tentato già il suicidio - Marco Tessier aveva tentato già tentato ieri il suicidio gettandosi da una finestra dell’ospedale. L’uomo era stato bloccato prima che potesse precipitare. La notizia, accertata dalla polizia, rafforza l’ipotesi che sia stata la stessa vittima, malato oncologico terminale, ad appiccare l’incendio, con l’intenzione di togliersi la vita. A rendere improbabile l’ipotesi di un incendio dovuto a casualità è anche il fatto che nella stanza non erano presenti apparecchi che potessero provocare il rogo, e non risulta si sia avuto un corto circuito. I vigili del fuoco dovranno accertare il mezzo utilizzato per appiccare il fuoco.

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