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Fuori la burocrazia: le storie di chi è vittima delle carte clicca e racconta la tua

Fuori la burocrazia: le storie di chi è vittima delle carte clicca e racconta la tua

 Un Paese bloccato dalla burocrazia. La vera zavorra dell'Italia restano sempre commi, lettere e rimandi ad altre leggi che rendono le nuove norme sempre più complicate. Tradotto significa un peso per il nostro Paese quantificabile in 61 miliardi di euro che grava sulle imprese a causa della lentezza della giustizia. Ovvero poco più di 14 mila euro di media per ogni azienda - già costrette a fare i conti con l'anno nero dei fallimenti - al di sotto dei 250 dipendenti. Così sono migliaia le storie di italiani che hanno visto sfumare i loro sogni e i loro progetti restando sotto i colpi della macchina infernale delle carte bollate. Libero vuole dare voce a chi ha vissuto in prima persona le odissee legate alla burocrazia. 

Scrivete le vostre storie a 
burocraziafolle@liberoquotidiano.it






 

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Commenti all'articolo

  • linhof

    16 Aprile 2014 - 22:10

    Salve, mio padre è morto di incidente stradale, mai riuscito ad avere un processo infatti l' assicurazione senza sentenza non paga. L'investitore, ex alunno di mia madre ha battuto cassa, "Io senza auto non posso mantenere la mia famiglia" gli è stata comperata un'auto, l'avvocato dopo anni che non riusciva ad ottenere quello che spettava presenta il conto, 30 milioni delle vecchie lire.

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  • massibatori

    15 Aprile 2014 - 14:02

    Buonasera, penso di non essere da solo ma in forte compagnia e questo se vogliamo è ancor più clamoroso, a me è successo di vedermi diniegare una pratica di permesso a costruire nel comune di Lucca , perchè il tecnico che doveva istruirla ha latitato per due anni fino alla variante sia del comune di Lucca che dell'Autorità di bacino dove non veniva più permesso tale realizzazione.

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  • alvit

    15 Aprile 2014 - 10:10

    Siete dei giornalai e non giornalisti. Ora volete che vi si racconti le nostre esperienze, ma se non pubblicate nemmeno i commenti che vi scriviamo. Questa mattina ho perso più di mezzora a commentare i vostri articolini, ma non me ne avete pubblicato nemmeno uno. Andate a quel paese, vi state dimostrando dei buffoni. Rispettate i vostri lettori o fate un altro lavoro. VERGOGNA.

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