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Terremoto a Napoli

Napoli, aggiustavano fascicoli di processi
in cambio di soldi
Ventisei arresti

Coinvolti avvocati, un poliziotto, e cancellieri: sono accusati di corruzione in atti giudiziari e violazione del segreto istruttorio

Nell'inchiesta appare  anche un consulente tecnico della procura e del tribunale (sottoposto a misura interdittiva) perché su incarico di un avvocato e in cambio di denaro avrebbe redatto perizie psichiatriche d’ufficio compiacenti a favore di un pregiudicato; u
Napoli, aggiustavano fascicoli di processi
in cambio di soldi
Ventisei arresti

 

Accesso abusivo a sistemi informatici, corruzione in atti giudiziari, violazione del segreto istruttorio, occultamento di fascicoli processuali. Sono queste alcune delle accuse mosse a 26 persone dalla procura di Napoli, che ha ottenuto dal gip altrettante misure cautelari di cui tre di custodia in carcere, 22 con il beneficio dei domiciliari e una interdittiva. I provvedimenti riguardano vicende commesse in uffici giudiziari, in particolare presso la corte di Appello di Napoli e il tribunale di Sorveglianza. 

Avvocati, poliziotti e periti E' scopiato quindi un vero e proprio terremoto alla Corte d’Appello e al Tribunale di sorveglianza. L'indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto   Alessandro Pennasilico. Tra gli arrestati vi sono 4 avvocati e 9 tra   cancellieri, commessi e operatori giudiziari. Coinvolto anche un consulente tecnico della procura e del tribunale (sottoposto a misura interdittiva) perché su incarico di un avvocato e in cambio di denaro avrebbe redatto perizie psichiatriche d’ufficio compiacenti a favore di un pregiudicato; un ispettore di polizia del commissariato di quartiere Vicaria-Mercato che sostituiva relazioni sfavorevoli fatte da colleghi per conto del tribunale di Sorveglianza con altre false e favorevoli. Gli indagati complessivamente sono 45. Sono in corso perquisizioni in studi di avvocati e negli uffici giudiziari. 

 

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Commenti all'articolo

  • Adduso

    16 Gennaio 2013 - 12:12

    Quanto segue è molto analogo all’argomento dell’articolo. Infatti, in un contesto fallimentare (parliamo di una vicenda con anche attentati definiti dalle Autorità di ‘’matrice mafiosa’’ e con ‘’attività politico-mafiose’’) a pagare delle somme indebite (palesi mazzette) per 200 milioni di LIRE mediante l’Inps senza neppure una sentenza, è stata di fatto la Magistratura (per garantire il ‘’silenzio’’ ?). E per mettermi a tacere sono stati fatti sparire nel medesimo tribunale i documenti in corso di procedimento, per poi, la stessa analoga magistratura che indirettamente ha pagato gli importi e ha fatto pure altro, accusare me che invece sto a casa mia e non certo nel relativo tribunale. Non solo, mi hanno nel frattempo massacrato in tutti i sensi con dieci processi di cui nove già assolto e diversi giudizi civili. Pensate ero operato ed in chemio terapia e venivo trascinato in tribunale in continuazione. Speravano probabilmente che pure morissi. E questa mia vicenda la conoscono formal

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  • seve

    15 Gennaio 2013 - 15:03

    non poteva essere diversamente. io no.

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