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Ma il Cav si poteva ascoltare...

Stato-mafia, la Consulta: Intercettare il Quirinale dannoso per le istituzioni

Depositate le motivazioni della sentenza con cui la Corte Costituzionale accolse il conflitto sollevato dal Quirinale: "Distruggere immediatamente le registrazioni"

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano

Sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale la Corte Costituzionale, lo scorso 4 dicembre, accolse il conflitto sollevato dal Quirinale nei confronti della Procura di Palermo relativo alle intercettazioni in cui, indirettamente, veniva coinvolto il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Le intercettazioni furono disposte nell'ambito della presunta trattativa tra Stato e mafia. 

"Dannose per le istituzioni" - Così oggi si scopre che secondo la Consulta, la "propalazione" del contenuto dei colloqui di Napolitano "sarebbe estremamente dannosa non solo per la figura e per le funzioni del Capo dello Stato, ma anche e soprattutto per il sistema costituzionale complessivo". Fin troppo facile sottolineare come quando vennero diffuse le conversazioni private di Silvio Berlusconi, allora premier, nell'ambito del processo Ruby nessuno mosse un dito e men che meno sostenne che tale condotta forse dannosa per le istituzioni.

"Distruzione immediata" - La Corte Costituizionale prosegue sottolineando la necessità di "distruggere nel più breve tempo le registrazioni casualmente effettuati di conversazioni telefoniche del presidente della Repubblica. Per le toghe, insomma, è questa la soluzione, messa nero su bianco nella sentenza numero 1 del 2013, e con cui viene posta la pietra tombale sul conflitto tra il Quirinale, la Procura di Palermo e sulle parole di Napolitano intercettate nell'ambito della trattativa.

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Commenti all'articolo

  • routier

    24 Gennaio 2013 - 13:01

    Una domandina piccola piccola: se i Presidenti della Repubblica sono intoccabili come mai Cossiga (che certamente non è stato peggiore di Napolitano) ha dovuto lasciare il Quirinale prima della fine mandato? (Due pesi e due misure?)

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  • Liberopensatore1950

    16 Gennaio 2013 - 14:02

    Il Presidente della Repubblica, in senso ampio astratto e generale, oppure Napolitano, non possono essere toccati? Ad ogni buon conto, siccome si prala sempre del giudizio dall'estero, negli Stati Uniti, sicuramente sarebbe stato impichment, ma noi non siamo quel che pare invece essere, infatti, laddove potrebbero esserci elementi di chiarezza..., un sano fuoco purificatore, cancella tutto. Possiamo stare tranquilli, la mafia non esiste, quella abusiva, esiste quella autorizzata...

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  • arwen

    16 Gennaio 2013 - 13:01

    Democrazia compiuta.

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  • futuro libero

    16 Gennaio 2013 - 12:12

    distruggere subito perchè molto pericolose per lo stato.Ma è davvero inquietante. Ma che patto avranno mai fatto questi comunisti con la mafia d'accordo con la magistratura? Se al posto di napolitano ci fosse stato Berlusconi le intercettazioni sarebbero già apparse su repubblica e il corrieredella sera e Berlusconi in galera. NAPOLITANO VERGOGNATI VERGOGNATI VERGOGNATI VERGOGNATI VERGOGNATI DIMETTITI DIMETTITI DIMETTITTI DIMETTITI VIA DALL'ITALIA VIA DALL'ITALIA VIA DALL'ITALIA .NON SONO AMMESSI TRADITORI DEL PAESE.

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