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Gli scivoloni della toga

D'Isa, il giudice che ha condannato Berlusconi, su Facebook tifava per Genny 'a Carogna

D'Isa, il giudice che ha condannato Berlusconi, su Facebook tifava per Genny 'a Carogna

Toglietegli tutto, ma non il calcio. La famiglia D’Isa in questi giorni preferisce glissare sui rapporti con i Terenzio, stirpe di imprenditori del Frusinate con diversi guai giudiziari. In compenso il giudice Claudio D’Isa e i figli avvocati Dario e Renato, tappezzano la Rete di messaggi da veri ultrà del Napoli calcio. Per esempio Dario ha come foto del profilo uno scatto con l’ex campione partenopeo Ezequiel Lavezzi, mentre suo fratello Renato, il 7 maggio, ha pubblicato questo post a proposito degli incidenti con sparatoria prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli: «La sensazione è che l’Italia mediatica (e non) stia aspettando la notizia (oppure conferma) dagli inquirenti che in realtà la pistola apparteneva a un tifoso napoletano». E non a un romanista come in effetti era lo sparatore. «In 4 giorni di trasmissioni varie non ho sentito nessuno che abbia posto realmente l'attenzione sul triplice tentato omicidio giustificato oltreché dalla follia anche dall'odio razziale». La riflessione scatena l’istinto ultrà del padre magistrato: «Mi viene da pensare che effettivamente il proverbio due pesi e due misure sia il più appropriato in questa vicenda. Genny Di Tommaso è quello che è, sa di esserlo e non fa niente per nasconderlo, ma gli altri?».



 

 


Di Tommaso è Genny «'a carogna», il capo ultrà del Napoli immortalato in mondovisione con indosso una t-shirt in difesa di Antonino Speziale, il tifoso condannato a 8 anni per l’omicidio dell'ispettore capo Filippo Raciti. Il D’Isa versione Curva B prima precisa: «Certamente non condivido il messaggio che Genny portava sulla maglia», ma poi promuove «'a carogna» al rango di giurista: «Sostanzialmente ha criticato una sentenza che ritiene, evidentemente, ingiusta». Ma se Genny è quasi giustificato, chi D’Isa non perdona è Andrea Agnelli: «Ma il buon presidente della Juve non ha fatto la stessa cosa (di Genny ndr)? Ritiene ancora che gli scudetti siano 32 e non 30, anzi ha esplicitamente detto che non verrà appuntata la terza stella sulla maglia dei giocatori, e questo non è lo stesso comportamento? Non è che non sta riconoscendo una sentenza, sia pure del giudice sportivo, ma comunque di un’istituzione dello Stato? Ma a lui il daspo lo daranno?». Per l’alto magistrato Agnelli e «'a carogna» pari sono. Forse sarà per questo che non ha trovato disdicevole sedersi allo stesso tavolo di due plurinquisiti come Vincenzo e Luigi Terenzio. 

di Giacomo Amadori

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Commenti all'articolo

  • er sola

    15 Maggio 2014 - 17:05

    Normale carogna chiama carogna.

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  • atlantide23-

    15 Maggio 2014 - 16:04

    prova ne sia, che certi giudici fanno cio' che vogliono, e' la dichiarazione di uno di loro, mi pare proprio bruti liberati ma cmq uno di magistratura democratica che ,dopo la condanna di Berlusconi affermo' che, dove non e' riuscita la politica, e' intervenuta la magistratura, per eliminare politicamente, il Cavaliere. Avete capito la portata di questa affermazione ?

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  • atlantide23-

    15 Maggio 2014 - 16:04

    ormai l'hanno capito tutti, a parte i sinistri, che "certi" giudici possono fare e dire cio' che vogliono, proprio come i dittatori.

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  • Aprile2016

    15 Maggio 2014 - 15:03

    ***Che Iddio abbia almeno pietà dei nostri connazionali "TRINARICIUTI" e beceri. Ossia coloro del "tanto peggio tanto meglio" che odiano oltre sé stessi, la loro famiglia, la Nostra Patria e la società in cui vivono in quanto sono soltanto dei piccoli individui ignoranti e falliti.*

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