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Dl Abruzzo, sì del Senato

Ora tocca alla Camera

Dl Abruzzo, sì del Senato

L'Aula del Senato ha approvato il decreto sul terremoto: a favore hanno votato i gruppi di maggioranza, mentre le opposizioni si sono astenute. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. A favore hanno votato 135 senatori, 90 sono state le astensioni e nessun voto contrario.Un milione di euro in favore dell'Abruzzo terremotato proveniente da risparmi nell'organizzazione della tradizionale parata del 2 giugno: è l'annuncio dato dal ministro della difesa, Ignazio La Russa, oggi in visita a L'Aquila e alle zone colpite dal sisma. Lo stanziamento della somma di denaro, che sarà impiegata soprattutto per il ripristino della viabilità, è contenuto in un emendamento del governo al decreto sul terremoto in conversione al Parlamento.

E l’Aula del senato ha anche dato il via libera all'emendamento della commissione Ambiente, originato dalla proposta del Governo approvata in commissione, che stabilisce che il contributo dello Stato a seguito del terremoto in Abruzzo per la ricostruzione o riparazione delle abitazioni considerate principali sarà a fondo perduto e determinato in ogni caso in modo tale da coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, la ricostruzione o l'acquisto di un alloggio equivalente. L'emendamento della Commissione al decreto terremoto prevede che lo Stato pagherà, a fondo perduto e al 100%, la ricostruzione e la riparazione della prima casa. Nel testo si prevede in alternativa anche la possibilità, su base volontaria, dell'utilizzo del credito d’imposta o del finanziamento agevolato. Il contributo si otterrà solo al netto dei rimborsi assicurativi. Nella stessa norma si prevede che lo Stato possa subentrare nei mutui delle persone che hanno subito danni dal terremoto, qualora dovessero richiederlo, per un importo massimo di 150.000 euro.

Giallo richieste di indennizzo - Intanto all’Aquila è mistero sulle richieste di indennizzo dei danni subiti dal terremoto del 6 aprile scorso. Le domande presentate nel capoluogo abruzzese superano di un terzo il numero degli iscritti all’anagrafe cittadina. I residenti sono 70mila, le richieste sono invece circa 100mila. La denuncia è stata fatta dal direttore generale del Comune dell’Aquila, Massimiliano Cordeschi, ai microfoni del giornale radio Rai, spiegando che a causa di queste incongruenze i pagamenti sono ancora fermi: “Ancora non iniziano - ha detto Cordeschi - perché c’è un problema di numeri troppo elevati: considerando coloro i quali stanno nelle tende, coloro i quali stanno negli alberghi sommati a chi chiede l’autonoma sistemazione siamo oltre le 100mila persone. L’Aquila è una città di 70mila abitanti e quindi è palese che ci sia una incongruenza nei numeri ed è per questo che un minimo di controlli rapidi siamo costretti a farli. Noi abbiamo in anagrafe registrati un certo numero cittadini. Qua c’è un numero maggiore, dobbiamo capire da dove viene. Provvederemo al più presto ai pagamenti - assicura - ma almeno il controllo anagrafico sarà sicuramente attivato. Immaginiamo - annuncia - di cominciare a liquidare per la fine di maggio”. Se tutte le richieste attuali dovessero essere accolte, le somme erogate ammonterebbero a 4 milioni e 800mila euro al mese. Al contrario la cifra, secondo le stime dell’amministrazione, non dovrebbe superare i 2 milioni e mezzo.

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