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L'inchiesta

Expo, tangenti e arresti. L'sms di Paris: "Greganti governa le Coop, è un martello"

Expo, tangenti e arresti. L'sms di Paris: "Greganti governa le Coop, è un martello"

Altro che cane sciolto, Primo Greganti "è quello che governa le Coop". Rosse, naturalmente. A confermare il ruolo centrale del Compagno G nella vicenda delle tangenti e appalti per Expo è un sms di Angelo Paris, ex numero due di Expo finito in manette 10 giorni fa insieme allo stesso Greganti, al faccendiere Gianstefano Frigerio, l'imprenditore vicentino Enrico Maltauro e l'ex segretario ligure dell'Udc Sergio Cattozzo. Nel messaggio che ha inviato a "tale Massimiliano Riva", emerge dall'inchiesta dei pm milanesi Gittardi e D'Alessio, Paris esaltava il ruolo dell'ex storico funzionario del Pci e tesserato del Pd fino allo scoppio dello scandalo: "Le coop rosse al momento performano male su Expo, e quindi lui è il martello che le fa rigare. Ma hai capito che dimensione c'è in ballo su Expo?".

Appalti agli amici - Milioni di euro in appalti e tangenti, per pochi. Perché, come spiega Paris, l'importante per chi volesse entrare nell'affare era diventare intimo della "Cupola", con Greganti a garantire contatti politici con il centrosinistra e il Professore, Frigerio, a fare altrettanto con il centrodestra. Dalle carte degli inquirenti emerge un contatto tra la Seinco, società intestata alle figlie dello stesso Greganti (che ai magistrati ha ribadito di occuparsi da anni di legno, e non più di appalti) e la Cooperativa Muratori & Cementisti (Cmc) di Ravenna. Quest'ultima partecipa alla costruzione del padiglione francese, ma a Repubblica il presidente Massimo Matteucci precisa di aver ottenuto tutto "alla luce del sole, senza tangenti".

Frigerio e le nomine - Nelle intercettazioni agli atti, Frigerio continua a fare riferimento ai suoi contatti importanti in Regione Lombardia e ancora più su, con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e il mondo di Comunione e Liberazione. Fino ad arrivare a parlare delle nomine alle grandi partecipate statali: "Io c'ho un amico, di cui mi fido di più... del mondo ciellino - diceva il Professore al telefono con Antonio Rognoni, potente manager di Infrastrutture lombarde anche lui finito in manette -. E' Sanese, io parlo solo con Nicola, adesso neanche con Lupi, perché poi mi metto dentro nelle cose troppo momentanee... abbiamo costruito - riporta Repubblica - una cosa che ha un suo peso... abbiamo portato Scino a fare il segretario generale dell'Authority ai Trasporti (nel settembre 2013, ndr), l'abbiamo fatto io e Sanese". Che sia la verità o semplice millanteria, è ancora tutto da verificare.

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Commenti all'articolo

  • antonioarezzo

    04 Giugno 2014 - 12:12

    quest'inchiesta fara la fine dell MPS. tutto sepolto ! quando ci sono di mezzo i compagni, non si sa come mai dopo un po' non se ne sente piu' parlare.

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  • afadri

    04 Giugno 2014 - 10:10

    ....ma vorrei sapere. Alla fine che fine faranno. Penso che dopo qualche giornata trascorsa in carcere saranno messi ai domiciliari e da li continueranno come prima.! Questa è la (in)giustizia Italiana.!

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  • seve

    04 Giugno 2014 - 09:09

    Quando dico che la democrazia Italiana è in effetti una mefitica LADROCRAZIA senza fine ,non è una esagerazione. In più siamo ingabbiati in una Europa che è più simile a una associazione per delinquere a conduzione tedesca che a una unione effettiva di stati ,associazione che guarda agli spread ,al 3% e se ne frega di tutto il resto ,si pensi al mare nostrum. Ma finiamola che è meglio.

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  • Ricafede

    19 Maggio 2014 - 11:11

    Che strano, in una regione controllata dalla destra (da sempre) ruba solo la sinistra....

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