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Diseducazione sportiva?

Gabole anche nel calcio dei bimbi
In finale va la squadra che perde

Gabole anche nel calcio dei bimbi
In finale va la squadra che perde

Assurdità pseudo burocratica applicata all’universo infantile o dolorosa preparazione sul campo di quel che la vita potrà riservare ai nostri figli? Raccontiamo. Domenica scorsa si ritrovano allo stadio comunale di Bovisio Masciago (Milano) sedici società calcistiche - categoria pulcini 2003, dunque fra i 10 e gli 11 anni d’età - in rappresentanza di tutte le province lombarde, per le finali regionali del torneo chiamato «Sei bravo», organizzato dalla Federazione Italiana Gioco Calcio. L’atmosfera è davvero di festa, la giornata di sole aiuta. Tanto per chiarire: chi scrive è tra gli spettatori in quanto genitore di uno dei piccoli atleti, giocatore della squadra Lombardia Uno. In mattinata si svolgono le prime selezioni, compagini divise in quattro gironi, non partite tradizionali ma prove d’abilità tecnica, punteggi calcolati con criteri particolari. Comunque: le quattro squadre prime di ogni girone si sarebbero poi affrontate nel pomeriggio per stabilire la vincitrice. Il premio è simbolicamente importante: partecipare alle finali nazionali nientemeno che a Coverciano, vicino a Firenze, nel centro sportivo in cui si allena la Nazionale.
Le squadre che arrivano a contendersi cotanto onore sono Vis Nova, Insubria, Lombardia Uno e Forza e Coraggio. In realtà anche nel pomeriggio avrebbero dovuto svolgersi sfide tecniche particolari, ma gli organizzatori - visto il prolungarsi della manifestazione - decidono di non tener più conto del programma previsto e fanno svolgere un torneo all’italiana: ogni squadra avrebbe affrontato tutte le altre in partite normali, sette giocatori contro sette. Che uno dice: perfetto, è anche più semplice, chi vince vince, e - si pensa a rigor di logica - anche i punti in base ai quali sarà stilata la classifica finale saranno calcolati normalmente: 3 per la vittoria, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta. La sfida fra le due squadre indicate come favorite - Lombardia Uno e Forza e Coraggio - finisce 9 a 1 per la prima, e a nulla vale l’opportunità (legittimamente colta dalla Forza e Coraggio) di giocare con un uomo in più una volta superati i quattro gol di svantaggio. Alla fine, ecco la graduatoria calcolata in base ai risultati sul campo: prima la Lombardia Uno con 7 punti (due vittorie e un pareggio), seconda la Forza e Coraggio con 4 punti (una vittoria, una sconfitta e un pareggio), seguono Vis Nova a 3 e Insubria a 2 punti. E vai con festeggiamenti, delusioni, applausi, genitori che si preparano alle foto di rito. Tutto normale, tutto bello. Almeno così pare.
Perché poi ecco che intervengono gli adulti. Le squadre sono già disposte per le premiazioni, ma dalla tribuna si percepisce che qualcosa non va: dirigenti e allenatori - in particolare quelli di Lombardia Uno e Forza e Coraggio insieme con i rappresentanti della Federazione - discutono davanti ai bambini, che si guardano con espressioni interrogative.
E adesso attenzione, perché si entra nel pianeta Italia. Si viene a scoprire che i punti del torneo finale vengono assegnati secondo questo schema assurdo: la classifica è sì stilata sommando i punteggi normali - dunque 3 per la vittoria, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta - e però poi alle squadre vengono alla fine assegnati i punteggi definitivi secondo un altro schema, che non tiene conto dei risultati effettivi, cioè 8 punti al primo classificato, 6 al secondo, 4 al terzo e 2 al quarto. Quindi: alla Lombardia Uno - prima - vanno 8 punti, alla Forza e Coraggio - seconda - 6 punti (invece dei 4 del conto normale), poi le altre. Ma non finisce qui. Perché da regolamento - si sa, in Italia siamo pieni di regolamenti e cavilli pronti a ribaltare qualsiasi ragionamento di buon senso - alla Forza e Coraggio vengono assegnati altri 2 punti in più rispetto alla rivale poiché trattasi di “scuola calcio riconosciuta”, titolo assegnato in base a particolari requisiti e meriti della società (che però nulla c’entrano con questo torneo), e non di “scuola calcio” normale com’è la Lombardia Uno. Risultato: la classifica cambia, la Forza e Coraggio arriva ad avere lo stesso punteggio della Lombardia Uno. Sconcerto generale, mezz’ora di discussioni, bambini in lacrime. Alla fine, incredibile, si va alla mitologica lotteria dei rigori, e passa la Forza e Coraggio. Che quindi vince il torneo sulla Lombardia Uno, nonostante tra l’altro nello scontro diretto sia stata sconfitta per 9 a 1. Seguono scene invereconde, con genitori che gridano, altri che esultano, i «pulcini» della Lombardia Uno che piangono. E nessuno - nessuno - della Federazione che va a spiegar loro che cos’è successo.
Non si sa bene come chiosare quest’articolo. Intendiamoci, naturalmente i piccoli atleti c’entrano nulla, si sono sfidati con onestà e impegno - e francamente chissenefrega se il figliolo del cronista non giocherà a Coverciano. Sono gli adulti, come sempre succede, a rovinare tutto. A ’sto giro hanno deciso di impartire alle nuove generazioni quest’italianissimo insegnamento: non sempre vince chi si afferma sul campo, con lo sconfitto comunque orgoglioso della sua partecipazione e pronto a impegnarsi per affermarsi la prossima volta. No, questa sarebbe la regola dello sport normale. Invece qui si vince in base a cavilli e interpretazioni francamente poco comprensibili (soprattutto dai bambini), che possono ribaltare completamente il risultato conquistato in gara. Ecco la triste sostanza, al di là di ogni spiegazione. E però, signori delle Federazione, questa è un’altra cosa, non si chiama sport. Somiglia terribilmente alla politica. Alla politica italiana, in particolare.
E dunque, ai ragazzi (tutti) ci sentisamo soltanto di dire Forza. E, soprattutto, Coraggio.

di ANDREA SCAGLIA

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Commenti all'articolo

  • alberto.bianchi.bz

    08 Giugno 2014 - 01:01

    Nel Comunicato n. 1 del Settore Giovanile Scolastico è prevista una classifica di merito per chi partecipa al "6 bravo a scuola di calcio", del tipo punteggio a chi partecipa alle riunioni organizzate dal Settore Giovanile, al numero di tecnici qualificati per società in rapporto ai bambini iscritti, e via dicendo. Il comunicato anche prevede che nell'attività di base non si tirino rigori....

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  • marcello.priore

    05 Giugno 2014 - 17:05

    Come vedi non voglio criticare le squadre in gioco e non mi permetterei mai di farlo perché dietro quelle bandiere ci sono 28 bambini. Per quel che mi riguarda chi gestisce il tutto avrebbe dovuto prevedere che determinate decisioni avrebbero provocato delle conseguenze. P.S. WIKIPEDIA GIRONE ALL’ITALIANA

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    • toro5577

      10 Giugno 2014 - 23:11

      le conseguenze le provocate solo voi adulti.

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  • marcello.priore

    05 Giugno 2014 - 16:04

    I regolamenti, è vero che sono pubblici da tempo, ma è vero anche che sono stati studiati su dinamiche di gioco diverse da quella del girone all’italiana. Ti ricordo che il programma della giornata è cambiato la mattina, forse nel momento in cui si cambiano i programmi di gioco bisognerebbe pensare anche a modificare le modalità di punteggio cosa dici?

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  • marcello.priore

    05 Giugno 2014 - 14:02

    E facile parlare senza conoscere... vorrei precisare che prima di tutto il Lombardia Uno è una società aperta a tutti a dimostrazione di ciò ricordo che solo nella categoria 2003 esistono n°8 squadre. Per quanto riguarda i 2 punti non sono per questo motivo ma semplicemente perché una e considerata scuola calcio (Lombardia uno) l’altra scuola calcio qualificata (Forza e Coraggio) … ti invito a ve

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