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Repubblica accusa

Tangenti Mose, la Minutillo: "Mazzetta da 500mila euro per Giulio Tremonti"

Tangenti Mose, la Minutillo: "Mazzetta da 500mila euro per Giulio Tremonti"

"C'era una mazzetta da 500mila euro per Giulio Tremonti". E' Repubblica a tirare in ballo l'ex ministro dell'Economia nell'esplosiva inchiesta veneziana sulle tangenti per il Mose, che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di 35 tra politici, imprenditori ed ex militari della Finanza, con il coinvolgimento di pezzi da Novanta come il sindaco Pd di Venezia Orsoni e il senatore di Forza Italia ed ex governatore Giancarlo Galan, sulle cui manette dovrà pronunciarsi il Parlamento. Il quotidiano di Ezio Mauro sottolinea che Tremonti non è indagato, ma che "i pm veneti stanno pensando di ascoltarlo come persona informata dei fatti". Potrebbe accadere presto, già nelle prossime settimane.

La versione della Dogessa Minutillo - Tutto nasce dall'interrogatorio della segretaria di Galan, Claudia Minutillo, rilasciato il 14 luglio 2013. La Minutillo, la Dogessa testimone chiave dell'inchiesta, ha messo a verbale che "tra i destinatari delle somme raccolte da Mazzacurati vi erano omissis e Marco Milanese, uomo di fiducia di Tremonti. A quest'ultimo era destinata la somma di 500mila euro che l'ingegner Neri conservava nel suo ufficio al momento dell'ispezione della Guardia di Finanza". Un po' d'ordine: secondo gli inquirenti, Marco Milanese, ex collaboratore di Tremonti già coinvolto nell'inchiesta napoletana sulla P4, è indagato per una mazzetta da 500mila euro incassata per sbloccare i fondi Cipe sul Mose. Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova che costruisce il Mose, anche lui tra gli arrestati, si sarebbe in altre parole attivato per ottenere 400 milioni di euro di fondi dal Ministero del Tesoro. Il tramite con Milanese, secondo i pm, sarebbe stato Roberto Meneguzzo, ad della Palladio Finanziaria pure lui finito in manette. L'affare si sarebbe chiuso il 14 giugno 2010, nella sede di Palladio Finanziaria.

"Diedi i soldi a Milanese in una scatola" - Quei 500mila euro, ha ricordato la Minutillo, "Neri (stretto collaboratore di Mazzacurati, ndr) li aveva nel cassetto, da consegnare a Milanese per Tremonti, e li buttò dietro l'armadio" un attimo primo dell'arrivo dei finanzieri. "La Finanza sigillò l'armadio ma la sera andarono a recuperarli - ha continuato la segretaria di Galan nell'interrogatorio del 2013 - e furono poi consegnati a Milanese il 7 giugno 2010". Un altro pezzo grosso coinvolto nell'inchiesta, l'ex presidente della Mantovani Piergiorgio Baita, in un suo interrogatorio ha riferito di un incontro con lo stesso Tremonti, a Milano negli uffici della Palladio. Subito dopo quell'incontro, sarebbe arrivato l'altro con Milanese, per la consegna dei soldi "in una scatola". "Mi dice che si adopererà - ha ricordato Mazzacurati a proposito del collaboratore del ministro - e che pensa di riuscire... Poi mi ha detto solo grazie, mi ha sorpreso questa cosa, perché è un po' imbarazzante anche...". Il via libera del Cipe arriverà il 13 maggio 2010 (prima, dunque, di quegli incontri) e la destinazione al Mose dei 400 milioni qualche giorno dopo. Nelle 700 pagine dell'ordinanza, spiega poi Repubblica, non c'è traccia né prova che quei soldi siano arrivati nelle mani dell'ex ministro. Ma nel dubbio, secondo la lezione del quotidiano diretto da Ezio Mauro, meglio sbattere Tremonti in prima pagina. 

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Commenti all'articolo

  • massimo1954

    05 Luglio 2014 - 22:10

    Possibile che dal 1994 i politici sono nell'occhio della Magistratura e continua questo andazzo?Non sarà perché anche se scoperti,si faranno solo qualche anno ai domiciliari?Certo che Tremonti quando non era al governo,il suo "libro bianco" sulle tasse,mi aveva fatto ben sperare...!

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  • jborroni

    04 Luglio 2014 - 20:08

    Il Giulietto e' gia' in coda per la galera!!!

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  • imahfu

    21 Giugno 2014 - 21:09

    Ora sappiamo chi é la concausa della grave crisi...PDL e FI

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  • Francis71

    09 Giugno 2014 - 13:01

    Grazie per aver chiarito. Povero Tremonti, attaccato da qual giornalaccio di partito.

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