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L'inchiesta di Milano

Expo, Sala: "Chi mi conosce sa che sono incorruttibile"

Expo, Sala: "Chi mi conosce sa che sono incorruttibile"

"Chiunque mi conosce sa che sono incorruttibile, a me non si sono nemmeno avvicinati". È il commissario unico dell’Expo, Giuseppe Sala, non ci sta ad essere oscurato dallo scandalo tangenti che sta coinvolgendo l’esposizione universale di Milano e oggi ha deciso di metterci la faccia, di andare in tv e di dire la sua, staccando dal suo nome qualsiasi ipotesi che il sistema corruttivo individuato dalle inchieste della procura di Milano possa raggiungere anche lui.  "La cupoletta è stata brava a individuare l’elemento debole ed emotivamente debole. Chiunque sa che io sono incorruttibile, e soprattutto lo so io, questo è il motivo per cui non mi si sono neanche avvicinati. Non ha mai provato nessuno, non hanno il coraggio" ha detto Sala che, intervendo a In Mezz’Ora di Lucia Annunziata, ha sottolineato: "Sto passando il mio tempo a difendermi".  Sala quindi ha assicurato di vedere "assolutamente di buon occhio" che al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, vengano dati poteri veri  per combattere il malaffare negli appalti pubblici italiani. Mi auguro -ha aggiunto - che Cantone abbia poteri e che io possa far distinguere ciò che funziona da ciò che non funziona all’Expo"

 

Pieni poteri a Cantone - Anzi per Sala se Cantone rinunciasse "sarebbe un grande problema visto che "è un servitore dello Stato» di primo piano". Il commissario unico dell’Expo è ritornato poi sul faccia a faccia avuto qualche giorno fa con il presidente del Consiglio. "Renzi mi ha rinnovato la fiducia e la determinazione ad andare avanti" ha riferito. Quindi, commentando l’imminente provvedimento anti corruzione che il governo varerà in settimana, Sala ha osservato che «ha ragione Renzi, non dobbiamo aumentare la dimensione dei controlli, ma la loro qualità. Per questo a Cantone devono essere dati dei poteri veri». Sala poi ha ricordato le parole di Napolitano che lo ha esortato a continuare nonostante la tempesta giudiziaria abbattutasi sull’Expo. «Ringrazio il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in un momento difficile è stato quello che mi ha chiamato e mi ha dato il suo sostegno. Gli ho detto che ero a disposizione» e anche a lui «ho  detto che il destino è nelle vostre mani", ha aggiunto.

Sala poi ha colto l’occasione dell’incontro in Tv per spiegare di non aver "mai avuto segnali che la cupola, questa cupoletta di pensionati da prima repubblica stesse tirando dentro Angelo Paris. Paris -ha continuato- era un grigio manager che lavorava anche tanto e nessuno di noi poteva immaginare che stesse cadendo in una zona" grigia ed "il vero segnale" di sospetto, ha prosegueto Sala, "l’ho avuto circa 3 settimane prima che esplodesse lo scandalo, quando Paris «mi ha nominato dei politici". "Paris -ha raccontato ancora Sala- è venuto da me chiedendomi di voler presentare la sua candidatura al bando pubblico di Ilspa (Infrastrutture Lombarde)», per «l suo futuro» professionale. Mi disse -ha aggiunto il commissario unico di Expo- che in quel momento aveva buoni appoggi politici, a destra e a sinistra e anche di persone vicine a Berlusconi".  E ancora: "Quando un mio collaboratore mette tra me e lui un politico, c’è qualcosa che non va, non mi ispira fiducia» ha sottolineato Sala precisando però che non c’erano sospetti sul fatto che ci fossero degli illeciti. Questa cupola di pensionati della prima repubblica -ha detto Sala- ha preso l’anello debole della catena e l’ha  circuito".

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    08 Giugno 2014 - 23:11

    "Chi mi conosce sa che sono incorruttibile" Questa frase mi preoccupa molto. Ponderate gente e poi fra qualche anno ne riparleremo. Chissà quante novità salteranno fuori ....

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