Cerca

Indagato

Tangenti Mose, Giorgio Orsoni patteggia a 4 mesi: torna a casa e non si dimette da sindaco

Tangenti Mose, Giorgio Orsoni patteggia a 4 mesi: torna a casa e non si dimette da sindaco

"Non mi dimetto. Mi addolora la distanza presa da alcuni, mi sono sentito offeso". A otto giorni dall'arresto per le tangenti Mose, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni torna in libertà, pur restando ancora indagato. Lo ha confermato all'Ansa l'avvocato difensore di Orsoni, Daniele Grasso, che aveva fatto istanza al gip Alberto Scaramuzza. Il giudice avrebbe ritenuto, anche dopo l'interrogatorio del sindaco, che non vi fossero più esigenze cautelari per il primo cittadino accusato di finanziamento illecito. Ora Orsoni, come ha confermato anche il prefetto, può tornare a ricoprire la carica di sindaco. Le dimissioni sarebbero atto politico significativo, ma il vincitore delle Comunali 2010 per ora non ci pensa: "In questi anni da sindaco - precisa - mi sono fatto molti nemici, questo è lo scotto che sto pagando". E sul grande accusatore Giovanni Mazzacurati di Consorzio Nuova Venezia taglia corto: "E' un millantatore".

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • 15 Giugno 2014 - 10:10

    al TG quando Orsoni è stato intervistato i tagli delle sue frasi scomode erano sin troppo evidenti - chissa', ma io sospetto che abbia detto: io non ho preso soldi, sono finiti nelle casse del partito... e allora perche' i giudici non applicano il "teorema" di chi non poteva non sapere ?? Ma guarda guarda ancora una volta una dimenticanza !! Che vergogna !!

    Report

    Rispondi

  • ivosevic.mila

    13 Giugno 2014 - 11:11

    a casa!

    Report

    Rispondi

  • piero1939

    13 Giugno 2014 - 08:08

    quando l'arroganza è accompagnata dall'immoralità e dalla spudoratezza siamo difronte ad un mostro civile senza eguali. le giustificazioni di questo tipo sono inammissibili. se queste sono le leggi credo bisogna cambiarle senza indugi.

    Report

    Rispondi

  • rdygua

    12 Giugno 2014 - 22:10

    Oltre al fatto che ha lucrato sfruttando imprenditori che per lavorare hanno pagato tangenti, giustifica il tutto come se rubare per il partito sia un' attenuante e dopo aver patteggiato la pena ritorna al suo incarico pubblico nelle cui vesti ha commesso il fatto e si sente pure offeso se qualcuno lo critica.Ha ragione in questo paese dovrebbero dargli pure la medaglia al valore. Vergognoso !!!!!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog