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Il bel Renè ci ricasca

Vallanzasca di nuovo in manette: ha rubato roba di scarso valore al supermercato

Renato Vallanzasca

Mentre era in permesso premio ha tentato di rubare della merce di scarso valore in un supermercato: per questo Renato Vallanzasca è stato arrestato dai carabinieri ieri sera a Milano. Il famigerato "Renè", ammesso al regime della semibilbertà nel carcere di Bollate, ieri sera intorno alle 20 è stato sorpreso da un addetto all’antitaccheggio di un supermercato milanese «per aver cercato di allontanarsi dopo avere sottratto merci di scarso valore». Un furto da 70 euro, un paio di boxer, cesoie e concime per piante: alla cassa avrebbe pagato alcuni alimenti ma non gli oggetti nascosti in una borsa. Fermato da una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri di Milano, l’ex bandito della ligéra, la vecchia mala milanese, è stato arrestato per furto aggravato ed è stato processato per direttissima.  Il Tribunale di Milano, che stamattina lo ha giudicato ha deciso che Vallanzasca torna a essere un ergastolano definitivo. Dopo il furto al supermercato di ieri sera i giudici hanno deciso di revocare la semilibertà che era stata concessa al bandito della mala milanese, oggi 64enne. 

Ancora un supermercato - Per Renato Vallanzasca autore a partire dagli anni settanta di numerosi sequestri e condannato, complessivamente, a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione, è sempre il supermercato ad essere ’galeotto'. Le cronache riportano, infatti, che la sua prima interruzione nell’ascesa della carriera criminale de ’il bel Rene« avvenne nel 1972 dopo una rapina ad un supermercato. Allora ad arrestarlo furono gli uomini della squadra mobile di Milano, diretta da Achille Serra. Ieri sera l’ultimo furto, sempre in un supermercato milanese e per questo nuovamente arrestato. Ma la sua ’carrierà inzia già dalla giovane infanzia. La sua ’biografia' racconta infatti che, a soli otto anni, con un compagno cerca di far uscire da una gabbia la tigre di un circo che aveva piantato il tendone proprio nelle vicinanze di casa sua. Il giorno successivo Vallanzasca viene prelevato dalla polizia e portato al carcere minorile Beccaria. Ben presto, diventa protagonista delle cronache, del tempo con la Banda della Comasina che a quei tempi si contrapponeva alla gang di Francis Turatello. In poco tempo, grazie ai furti e alle rapine, Vallanzasca accumula ingenti ricchezze e inizia a condurre e ad ostentare un tenore di vita molto sfarzoso.

Il curriculum di René - Il suo ’curriculum’ carcerario passa inizialmente per San Vittore, rendendosi responsabile di vari tentativi d’evasione falliti, risse e pestaggi. Per questo cambia 36 penitenziari. Ma alla fine riesce a evadere. Dopo la fuga, durante la sua latitanza, Vallanzasca riesce a ricostituire la sua banda. Con essa mette a segno una settantina di rapine a mano armata che lasciano dietro di sè anche una lunga scia di omicidi. L’evoluzione della gang è segnata dal periodo dei sequestri di persona. Dopo l’ennesima fuga, dopo uno scontro a fuoco, in cui persero la vita 2 poliziotti, Vallanzasca riesce a scappare e trova rifugio a Roma, ma dopo pochi giorni, viene rintracciato e catturato. Tutto ciò quando ancora non ha compiuto 27 anni. Tornato in carcere, decide di sposarsi con una delle tante ammiratrici che gli scrivono. Come suo testimone di nozze, Albert Bergamelli del clan dei Marsigliesi e come ’compare di anelli' l’ex arcinemico Francis Turatello. Nel 1980, Vallanzasca si rende protagonista di un nuovo tentativo di evasione dal carcere milanese di San Vittore. Ma nella fuga, quando ormai era per le strade della città, Vallanzasca viene ferito e catturato. È il 1981 quando nella prigione di Novara, si rende protagonista di un’ennesima rivolta carceraria durante vennero uccisi alcuni collaboratori di giustizia. Vallanzasca fu in questa occasione protagonista della barbara uccisone di un ex componente della sua banda. Scatta per lui il regime di carcere duro. Riesce però ad evadere nuovamente nel 1987, scappando rocambolescamente attraverso un oblò del traghetto che da Genova avrebbe dovuto portarlo al carcere dell’Asinara, in Sardegna. Pochi mesi dopo viene ripreso. Tornato in galera tenta un’altra volta la fuga, nel 1995, questa volta dal carcere di Nuoro. Dal 1999 è rinchiuso nella sezione dell’alta sicurezza del carcere di Voghera. Dal 2005, dopo aver usufruito di un permesso speciale di tre ore per incontrare l’anziana madre, ha formalizzato la richiesta di grazia, inviando una lettera al ministro di Grazia e Giustizia. L’anno dopo, gli viene notificata la mancata concessione della grazia da parte del Capo dello Stato e Vallanzasca continuerà quindi a scontare la sua pena nel Carcere di Opera a Milano.Nel 2008 si risposa e dal 2010, tra s può usufruire del beneficio del lavoro esterno.

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Commenti all'articolo

  • farfallabianca

    16 Giugno 2014 - 08:08

    Non capisco perché questo individuo sia fuori dal carcere con una condanna di 4 ergastoli. Qualche responsabile dovrà pure pagare anche se si tratta di 2 mutande o no?

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  • flikdue

    15 Giugno 2014 - 13:01

    Che triste epilogo per il "boss della comasina" !!!

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  • routier

    15 Giugno 2014 - 08:08

    Con quattro ergastoli da scontare è libero in licenza premio ? Ma per la magistratura è normale questo ? E mi fermo quì perchè non amo il turpiloquio.

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  • blu521

    14 Giugno 2014 - 13:01

    Vabbè ma allora perché cota sta ancora alla regione Piemonte dopo averci fatto pagare i mutandoni verdi?

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