Cerca

Il delitto di Bergamo

Yara, Bossetti: "A Brembate per incontrare mio fratello". Ma viene smentito

Massimo Giuseppe Bossetti

Passano i giorni, escono nuovi particolari. Il caso è quello di Yara Gambirasio, l'arresto di Massimo Giuseppe Bossetti, "ignoto 1", il presunto killer della ragazzina di Brembate. Nel carcere di Bergamo, l'uomo racconta la sua verità: "E' vero - afferma -, andavo a Brembate, ma io Yara non la conosco. Ci andavo spesso perché lì abita mio fratello e c'è il mio commercialista. Ma avete sbagliato, l'assassino non sono io", continua a ripetere al giudice Ezia Maccora, che però non viene convinta, e infatti firma un'ordinanza di custodia cautelare per omicidio aggravato dai motivi di crudeltà e dalla minorata difesa della vittima che aveva soltanto 13 anni.

Contraddizioni - E proprio le dichiarazioni sul fratello e sul commercialista, usate per spiegare la sua presenza a Brembate, rischiano di compromettere ulteriormente la posizione di Bossetti. Il sospettato, infatti, viene smentito da chi ha chiamato in causa. Fabio Bossetti, il fratello, ha spiegato agli inquirenti che "con mio fratello ci vediamo di rado perché è un tipo solitario. Veniva pochissime volte, io non sono mai andato a casa sua". Quindi le parole del commercialista, altrettanto cauto: "Sarà venuto una volta al mese, quando mi portava le fatture da registrare".

Le televisioni - Eppure Bossetti non molla, racconta che "sono passati quattro anni, però ricordo i miei movimenti di quel giorno perché sono un tipo metodico". Ma un'altra sua dichiarazione accende altri sospetti: "Ricordo che cosa feci quella sera perché passando di fronte al centro sportivo vidi furgoni con grosse parabole e ne fui attirato. Era il 26, o forse il 27 novembre", racconta. Una circostanza che però è falsa: la sparizione di Yara fu denunciata dal padre, Fulvio Gambirasio, solo la mattina del 27, e le televisioni non arrivarono prima di domenica 28 febbraio. Dunque, Bossetti, su questo punto o sta mentendo o ricorda male.

Telefonino - Infine, a stringere il cerchio attorno a lui, c'è sempre il fattore del cellulare: il giudice gli contesta che dopo l'ultima telefonata alle 17.45 del 26 novembre 2010 il telefonino è rimasto muto fino alle 7 del mattino. Bossetti si giustifica così: "Da qualche settimana il cellulare non funzionava bene, la batteria non reggeva e infatti poi l'ho cambiato. Quella sera posso averlo spento e messo inc carica per riaccenderlo la mattina successiva prima di andare al lavoro. Del resto a casa ho il telefono fisso". Frasi che però non convincono gli inquirenti.

Gli ultimi sms - Inoltre spuntano altre ipotesi sugli ultimi momenti di vita di Yara: secondo gli investigatori la 13enne sarebbe stata in macchina con il suo assassino proprio mentre scambiava dei messaggi sms con la sua amica Martina. Tre sms, prima che Yara scomparisse per sempre: una circostanza che fa pensare al fatto che la piccola non si sentisse in pericolo al fianco del killer, che evidentemente aveva conquistato la sua fiducia. Altro tassello da aggiungere al puzzle complicato è quello dell'arma del delitto, che manca e non è mai stata individuata. Da casa di Bossetti, per svolgere tutti gli esami possibili, sono stati sequestrati coltelli e arnesi di ogni tipo, sui quali gli investigatori non si sono limitati a cercare tracce di sangue con il luminol.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • clairegallaher

    23 Giugno 2014 - 11:11

    Gli SMS potevano essere stati mandati dall'assassino dal telefono della vittima, per allontanare sospetti e tardare l'allarme della sua scomparsa. Un testimone ha detto di aver sentito delle gride proveniente da un furgone bianca quella sera. Non credo che la vittima stesse facendo degli sms una volta salita, o fatto salire, sul furgone. Una storia davvero triste.

    Report

    Rispondi

  • VincenzoAliasIlContadino

    23 Giugno 2014 - 09:09

    Ai soloni Sinistrorsi,piace Obama e non la libertà di espressione,affermata solennemente all'art. l'Art.1 della Costituzione che vale e tutela tutto il Popolo yenkee?Pensaci Giacomino,se non sei un Giacobino!http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2014/06/23/perche-non-creare-un-banco-per-dati-biometrico-europeo-per-acciuffare-i-criminaliventi-domande-ai-magistrati-del-caso-yara-panorama/

    Report

    Rispondi

  • numetutelare

    23 Giugno 2014 - 09:09

    Che dire, il DNA é un macigno... vero é che questa fretta di chiudere il caso con un colpevole quasi perfetto. Sarebbe un bel regalo alle istituzioni ed alle forze dell'ordine. Sulla magistratura stenderei un velo... I cani avevano avuto fiuto, uno screening su chi operava nell'edilizia nel raggio di 10 km era una cosa troppo furba da fare???? Avremmo evitato anni di ricerche e denari.

    Report

    Rispondi

  • Peo

    22 Giugno 2014 - 11:11

    Wow che prove.... L'unica che potrebbe essere buona - e che incastrerà certamente il personaggio se il colpevole è lui - è qualche traccia riconducibile a Yara negli attrezzi in suo possesso in casa. Anche se il caso di Unabomber - Zornitta dovrebbe far pensare. Sono andati troppo avanti e hanno speso troppi soldi per NON avere ormai UN colpevole...E Bossetti potrebbe essere "perfetto".

    Report

    Rispondi

blog