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L'omicidio di Brembate

Caso Yara, parla un collega di Bossetti: "Fu impassibile col papà della ragazza". Spunta un furgone bianco vicino la palestra

Caso Yara, parla un collega di Bossetti: "Fu impassibile col papà della ragazza". Spunta un furgone bianco vicino la palestra

Dopo la coincidenza univoca di Dna tra le tracce repertate sui vestiti di Yara Gambirasio e i peli e i capelli trovati sopra e intorno al suo corpo, emerge un'altra prova schiacciante contro Bossetti. Ai microfoni di "Segreti e delitti", in onda ieri sera su canale 5, il professor Fabio Buzzi, Responsabile dell’Unità operativa di Medicina legale e Scienze Forensi dell’Università di Pavia, ha mostrato un "fotogramma inedito". In possesso degli inquirenti, la seguenza, mostra un furgone pick up, che potrebbe essere quello di Massimo Bossetti, nei pressi della palestra dove Yara svolgeva attvità fisica. Inoltre, arriva oggi, la testimonianza di un collega di Bossetti che ha detto di conoscere il presunto killer e il padre della ragazza. 

La testimonianza - Secondo il testimone, Massimo Maggioni, il padre di Yara, Fulvio Gambirasio ha incontrato il presunto assassino di sua figlia proprio lì al cantiere edile: "Ci sono stati, da quel che ricordo, sia prima che dopo la scomparsa della ragazza. Anzi, sicuramente". Fulvio Gambirasio, geometra, lavora nei cantieri e si occupa di misurazione delle guaine d’isolamento. "Gambirasio era passato a fare le sue misurazioni anche da noi. Credo prima che gli capitasse quella tragedia — prosegue Maggioni —. Poi era ritornato altre volte, più avanti: a volte c’è da lavorare sulle finiture. E Massimo Bossetti era sempre lì. Mi ricordo che quando Gambirasio arrivava io ero a disagio, cioè mi piangeva il cuore per lui, ero un po' scosso. Ma mi viene anche in mente che Bossetti non batteva ciglio. Non una parola, mai un segnale: era davvero impassibile. Io l'ho conosciuto: quando l'ho visto in manette non ci credevo". Intanto i difensori di Bossetti, depositeranno lunedì un'istanza al Tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione. Uno dei legali, Claudio Salvagni, ha incontrato il presunto assassino in carcere: "E' provato da questa vicenda - ha raccontato - ma convinto della sua innocenza".

 

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