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Giustizia

Boccassini nel mirino del Csm: rischia azioni disciplinari

Ilda Boccassini

È un «rapporto di collaborazione critico» quello tra la Dda di Milano, guidata da Ilda Boccassini, e la Direzione nazionale antimafia, «caratterizzato da una limitata disponibilità al coordinamento da parte della prima con la seconda». Lo scrive la Prima Commissione, proponendo al plenum di archiviare la pratica aperta al Csm sui rapporti tra le due Procure, ma con la contestuale trasmissione degli atti al pg di Cassazione e al ministro, titolari dell’azione disciplinare, e alla Quinta Commissione, competente sulle conferme in incarichi direttivi.

Rapporti difficili - La Commissione, che ha approvato la proposta del relatore Mariano Sciacca (Unicost) all’unanimità, rileva che «le oggettive criticità riscontrate rispetto all’inserimento degli atti nel procedimento e, in particolare di quelli delle indagini preliminari nel sistema informativo centrale da parte della Dda di Milano e la generale carenza dei flussi informativi riferibili alla Dda di Milano, protrattasi anche nel periodo ricompresi tra il 2010 e il 2013 impongono di disporre la trasmissione degli atti alla Quinta Commissione referente e ai titolari dell’azione disciplinare per ogni eventuale valutazione di competenza».

Le accuse di Spiezia - Al centro della vicenda, i rapporti tra Boccassini e il pm della Dna Luigi Spiezia, fino a qualche tempo fa magistrato di collegamento tra la ’superprocura' e la Dda milanese. Spiezia, che in audizione al Csm parlò di una «carenza quasi assoluta di informazioni», è stato poi sostituito dalla collega Anna Canepa, che lo aveva preceduto nelle funzioni di collegamento con i pm antimafia di Milano. La Prima Commissione - il plenum si pronuncerà probabilmente già la prossima settimana sulla questione - non ravvisa «ipotesi in alcun modo significative» rispetto alle sue competenze: «l’intervenuta sostituzione del dottor Spiezia al coordinamento investigativo con il distretto di Milano si inscrive senza dubbio nell’ambito di un rapporto di collaborazione critico», anche se la sostituzione avvenne «a fronte di espressa richiesta formulata dallo stesso magistrato al procuratore nazionale antimafia, motivata anche dalla volontà del magistrato di dedicarsi appieno al settore delle relazioni internazionali». Le «criticità» evidenziate da Spiezia nei rapporti con la Dda di Milano «trovano riscontro nelle relazioni predisposte dal magistrato che lo ha preceduto nell’incarico», si legge nel documento approvato dalla Commissione: Canepa, infatti, nel febbraio 2010 aveva «evidenziato che la dottoressa Boccassini manifestava perplessità connesse a ragioni di sicurezza e riservatezza in relazione alla implementazione della banca dati nazionale».

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    03 Luglio 2014 - 22:10

    Mi dispiace dirlo ma in questo paese dove tutto E' MOLTO POCO CHIARO E NON DEMOCRATICO, non sarà che re Giorgio ha ben manovrato le sue marionette con promesse che però potrebbero contorcersi contro ? Ilda che ti hanno promesso per essere scorretta nel tuo operato?

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  • albinoalbanofree

    03 Luglio 2014 - 19:07

    Il dilemma è magistrati veramente imparziali? Qualche dubbio c'è in questa Italia che proprio democratica non è . E' una democrazia con il trucco in mano alle lobby . Se ne parlava negli anni ottanta e qualcuno negava. Se ne parla oggi e il minimo denominatore tra prima seconda , terza repubblica o qualsivoglia è che cambia tutto per restare tutto immutato. Non cambiare stesse tasse da pagare.

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  • gregio52

    03 Luglio 2014 - 18:06

    Se questa volta san Giorgio, ci mette lo zampino penso che potremmo anche amputarglielo e a pieno diritto. Pensasse ad andarsene fuori dalle palle e finisse di proteggere una Magistratura di parte e marcia sino all'osso.

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  • Barbarello

    03 Luglio 2014 - 17:05

    San Giorgio,provvederà a mettere tutto a tacere.

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