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Note amare

Schettino, il paroliere di Julio Iglesias scrive una canzone per lui

Belfiore, autore di "Se mi lasci non vale", difende Capitan Codardo: "Non giudicate il mare, basta un attimo per sbagliare"

Schettino, il paroliere di Julio Iglesias scrive una canzone per lui

di Leonardo Iannacci

Si intitola Non giudicate il mare e, al primo ascolto, quasi non si comprendono le incredibili sfumature del testo e lo sconcertante senso della composizione. Soltanto riascoltandola, una, due, tre volte, si comprende il significato vero di questa canzone: una difesa in musica dell’operato di Francesco Schettino, il comandante della Concordia, la nave da crociera che il 13 gennaio 2012 naufragò dopo aver speronato gli scogli lungo la costa dell’isola del Giglio. La tragedia causò la morte di 30 passeggeri, due i dispersi. Schettino - ritenuto responsabile perché nei momenti della tragedia, pare si stesse intrattenendo con una ragazza moldava e, poi, lesto ad fuggire dalla Concordia a bordo di una scialuppa - e il primo ufficiale Ciro Ambrosio, furono arrestati con l’accusa di omicidio plurimo e abbandono della nave. Attualmente si trovano agli arresti domiciliari.

 Il copyright di questa canzone, partiamo da qui: l’autore del testo è Gianni Belfiore, un song-writer di vaglia: negli anni ’70 e ’80 raggiunse un successo stellare firmando alcuni dei brani più conosciuti di Julio Iglesias. Se mi lasci non vale il più noto. Iglesias cantava e Belfiore scriveva canzoni, inframmezzando questa fortunata partnership artistica con momenti di amicizia intensa («Ci siamo voluti bene, poi lui ha preso altre strade...», racconta Belfiore). Oggi, l’autore di quei successi torna d’attualità con questa incredibile Non giudicate il mare, da lui firmata ma cantata da un misterioso artista che si firma Anonimo Spagnolo. Una certezza: questo anonimo non è Iglesias anche se le atmosfere latine non mancano. Il tema fa scalpore: basta ascoltare il testo, davvero sorprendente: «Si vive con la vocazione di fare il comandante… Ti trovi sul ponte di comando… La solitudine ti morde il cuore… Il mare come gli umori di una donna che hai voluto troppo amare…» (di nazionalità moldava? aggiungiamo noi). E ancora: «Basta un attimo e un minuto per sbagliare e annullare tutti i sacrifici di un’intera vita… Il trabocchetto del destino… Si vive con quella macchia nera nella memoria… Una sadica maledizione che non vuole gloria… Non giudicate il mare….». Da rimanere attoniti. Non ci vuole un’aquila per capire che quel comandante è Schettino, anche se nella canzone non viene fatto il suo nome. «Una premessa: non l’ho composta per stupire ma per spiegare», racconta Belfiore. «Io vengo dal mare, negli anni ’60 e ’70 ero arruolato nella marina mercantile con il grado di ufficiale capo-guardia. Controllavo che tutto andasse bene durante una navigazione. Tra il 1966 e il 1976 ho lavorato sulla Raffaello, prima come ufficiale e poi come responsabile dell’intrattenimento di bordo durante le crociere. Lì mi sono appassionato alla musica e, quando ho lasciato la marina, sono diventato autore. Questo per dire che ho competenza in fatto di vicende marittime». Chiediamo però, davvero incuriositi, a Belfiore come mai gli sia venuto in mente di scrivere questa incredibile arringa in musica di Schettino: «Non giudicate il mare, che ho autoprodotto, ha unito le due grandi passioni della vita: il mare e la musica. Una difesa di Schettino? Non solo, è una canzone che cerca di spiegare le difficoltà che si incontrano a mare aperto. Se, poi, volete la mia opinione personale, eccola: Francesco ha avuto meno responsabilità di altre persone che sono state coinvolte nella tragedia del Giglio». E il comandante che, nei versi della sua canzone, incredibilmente pare una vittima sacrificale, un innocente perseguitato dalla legge? Non sarebbe stato più politically correct aggiungere nel testo una «reprise» di Se mi lasci non vale, stavolta cantata dalla nave al suo comandante mentre se la dava a gambe levate? «Ha avuto sfortuna nell’incidente, poco prima dell’avvicinamento al Giglio gli sono state fornite coordinate sbagliate. 

La responsabilità è dell’ufficiale che gli ha girato dati sbagliati. Conosco bene l’Isola  e la manovra che ha fatto speronare la nave contro gli scogli è stata una tragica fatalità. Ne sono convinto». A tal punto da scriverci sopra una canzone. Al pubblico - visto che Non giudicate il mare sarà in vendita tra breve sul web e l’idea di tirare in ballo Schettino pare soprattutto un’astuta mossa pubblicitaria - l'ardua ma non difficile sentenza.

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Commenti all'articolo

  • gilucas

    21 Gennaio 2013 - 13:01

    Il Capitano che abbandonò la nave che affondava con gente a bordo: mica facile trovarne un'altro sulla faccia della terra. Giusto dedicargli qualcosa.

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  • eovero

    21 Gennaio 2013 - 11:11

    questi sono i risultati di una italia che fa schifo.... i baciati alle mani ridono!!

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