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La sciagura

L'Aquila, esplode fabbrica di fuochi d'artificio: tre morti

L'Aquila, esplode fabbrica di fuochi d'artificio: tre morti

Una strage in Abruzzo: tre morti carbonizzati, quattro feriti estratti vivi dalle macerie e un uomo ancora disperso. E' il bilancio dell'esplosione di una fabbrica fuochi d'artificio a Tagliacozzo, in provincia di L'Aquila. La notizia è stata riferita dalla Guardia Forestale che insieme ai Vigili del fuoco e a un gruppo di volontari sta operando sul luogo dell'esplosione, nel tentativo di salvare l'ultimo disperso. In tutto ci sono state tre esplosioni, a distanza di pochi minuti l'una dall'altra. Gli interventi delle forze dell'ordine sono stati ostacolati dagli altri botti, che continuavano a scuotere la fabbrica pirotecnica. L'area aerea è stata chiusa per creare un cordone sanitario; inoltre i vigili del fuoco stanno considerando la possibilità di un intervento per via aerea per spegnere i piccoli incendi che si sono accesi attorno alla fabbrica. Resta ancora il dubbio su quante persone fossero all'interno della fabbrica al momento delle deflagrazioni: il titolare, Sergio Paolelli, non ha saputo indicare con precisione quanti fossero al lavoro (di sicuro almeno otto persone).

Le vittime - Mentre continuano le operazioni di soccorso, non si ha nessuna notizia sul ritrovamento del disperso. Secondo quanto si è appreso, i tre uomini che hanno perso la vita sono Valerio Paolelli, figlio del titolare Sergio rimasto ferito, Antonio Morsani e Antonello D'Ambrosio, due dipendenti dell'azienda. Il sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, nel frattempo resta sul luogo per supervisionare l'intera operazione. "Sono stato il primo ad arrivare insieme ai carabinieri, ho visto e sentito il terzo botto sul posto, sembrava un terremoto - ha raccontato - ma ho capito al volo che stava saltando la fabbrica. Conosco bene i titolari, ho preso l'auto, dimenticando il cellulare, e sono andato di corsa sul posto. Finora i soccorsi di vigili del fuoco, carabinieri, polizia e forestale sono stati eccezionali".

I drammi precedenti - L'esplosione de L'Aquila ha anche dei tragici precedenti. Il 25 luglio 2013 avvenne una violentissima deflagrazione verificatasi sempre in una fabbrica di fuochi pirotecnici a Villa Cipressi di Città S. Angelo (Pe). Le vittime furono cinque tra le quali Maurizio Berardinucci, il vigile del fuoco del comando provinciale di Pescara, intervenuto per portare soccorso e morto tre mesi più tardi in seguito alle ferite all’ospedale Gemelli di Roma. Il 12 settembre 2011 un'esplosione si consumò invece ad Arpino, nella fabbrica di fuochi d’ artificio Cancelli del piccolo centro in provincia di Frosinone, costata la vita di 6 persone. 

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    10 Luglio 2014 - 15:03

    nel 92 in Libia esplose la polveriera di Tripoli.Un botto tremendo,una colonna di fumo bianco alta almeno 2000 metri e cui fece seguito una scossa di terremoto fortissima.Peggio è stata l'esplosione della polveriera di Bagdad del 90....Allora abbiamo corso per tutta la notte.

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  • blues188

    09 Luglio 2014 - 19:07

    Sono, queste, le uniche fabbriche (magari neppure legali, ma di frodo) che funzionano al Sudde, ché a loro piace divertirsi. Però il Governo troverà modo di risarcire il danno economico e sociale. Tanto i soldi sono di noi del Nord.

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