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Il naufragio del Giglio

Costa Concordia, al via l'operazione "galleggiamento": impegnate 500 persone

Costa Concordia, al via l'operazione "galleggiamento": impegnate 500 persone

Il temporale della notte sul Giglio non ha influenzato le operazioni per il rigalleggiamento avviate sul relitto della Concordia naufragata davanti all’isola nella notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012. La ’fase 9’ delle 34 in cui è suddiviso il programma si è appena conclusa; dopo l’arrivo del traghetto delle 8.30 è partito il blocco del traffico navale della durata di sei ore e si passerà alle fasi 10 e 11 che precedono il rigalleggiamento vero e proprio. Lo comunica la Regione Toscana in una nota. Lo scafo della Costa Concordia si solleverà di poppa e poi sarà riequilibrato a prua; arriverà a rialzarsi di circa un metro e mezzo, l’atto successivo sarà poi lo spostamento del relitto dalla piattaforma in direzione est per circa trenta metri. Lo scafo, a detta dei tecnici, sta risultando 'leggero' sull’appoggio: un buon segno, perché il distacco è considerato uno dei momenti più critici per la tenuta della struttura. «Per ora tutto sta andando secondo il programma previsto - ha dichiarato la presidente dell’Osservatorio per il recupero Maria Sargentini - anche sul versante della tutela ambientale. L’Osservatorio ha chiesto sicurezze nei piani proposti da Costa e dal Consorzio Titan-Micoperi e siamo ottimisti. Mappature e monitoraggi effettuati in questi due anni e mezzo sia fuori che dentro, e che abbiamo man mano intensificato, tranquillizzano; e al momento non si vedono parametri che facciano sospettare aspetti di criticità. Certo si verificheranno fuoriuscite di acque interne quando la nave si solleverà, sono inevitabili, ma non ci sono elementi per pensare a sversamenti particolarmente pericolosi. E comunque abbiamo predisposto presidi a garanzia della sicurezza che consentono di guardare all’operazione con una certa tranquillità».

I NUMERI - Il relitto della Costa Concordia è lungo 300 metri e pesa più di 114 tonnellate. Nel processo di costruzione di tutte le strutture previste per le operazioni di parbuckling (il raddrizzamento della Concordia) e di rigalleggiamento, avvenute il 17 settembre 2013 sono state utilizzate più di 30mila tonnellate di acciaio, equivalenti a quattro volte la Tour Eiffel. Il costo totale dovuto all’incidente della Concordia «supera un miliardo di euro, ma è destinato a salire, perchè non comprende l’operazione di oggi, nè il trasporto a Genova, nè la demolizione, nè il recupero e il ripristino del sito. Credo che alla fine si arriverà a 1,5 miliardi di euro», ha detto l’ad di Costa Crociere, Michael Thumm, in conferenza stampa all’isola del Giglio.

LE PIATTAFORME - Ci sono sei piattaforme: le tre più grandi misurano ciascuna 15x5 metri. Se poste tutte e sei in fila avrebbero una lunghezza equivalente a una volta e mezzo quella di un regolare campo di calcio. Sono sorrette da 21 pali, ciascuno del diametro di un metro e sei centimetri, conficcati nella roccia granitica e una profondità media di 9 metri. 

LE CATENE - Ci sono 56 catene di cui 22 installate sul lato dritto e che, passando sotto il relitto, sono ancorate al sistema di hold back towers. Ciascuna catena misura 58 metri di lunghezza e pesa 26 tonnellate.

IL FONDALE ARTIFICIALE - Il fondale artificiale è composto da più di 1.180 sacchi di malta cementizia che, complessivamente, hanno un volume di più di 12mila metri cubi e pesano più di 16mila tonnellate.

GLI SPONSONS - Sono 11 e fabbricati in acciaio e sono installati sul lato dritto del relitto: i due più grandi sono installati orizzontalmente mentre i restanti 9 verticalmente.

I BLISTER TANKS - Fabbricati in acciaio e installati alla prora del relitto, i due blister sono collegati l’uno con l’altro tramite una struttura tubolare. Misurano una lunghezza di 23 metri e un’altezza di 20 metri ciascuno e complessivamente hanno una profondità di 36 metri. Tutta la struttura pesa 1.700 tonnellate, l’equivalente di sette volte e il peso della statua della libertà.

LA FLOTTA NAVALE - Vengono utilizzati 22 mezzi navali e 8 chiatte. Il ’Leone' e il ’Micoperi30’ sono le due più grandi. Il Micoperi30 è lungo 122 metri, l’equivalente della Cattedrale di Notre Dame de Paris. Il ’Leone' è lunga 160 metri e mezzo, l’equivalente del Colosseo.

LE PERSONE - Sono 500 le persone che lavorano al progetto, di cui: 120 subacquei, 70 addetti ai lavori di saldatura e carpenteria, 60 tecnici e piloti, 60 addetti alla logistica e alla sicurezza, 50 ingegneri, 140 membri dell’equipaggio impegnati a bordo di 30 mezzi navali e 10 biologi provenienti dall’Università La Sapienza e di Genova. Sono ventisei le nazionalità delle persone che lavorano al progetto.

IL CAPO - Nicholas Sloane, l’uomo che ha raccolto la sfida di ruotare la Costa Concordia e di farla rigalleggiare, ha una lunga esperienza nel settore: ha lavorato oltre 27 anni nel recupero in mare e offshore nel settore petrolifero, occupandosi del salvataggio e della rimozione di relitti in tutto il mondo. Nel corso della sua carriera, Sloane è intervenuto, nel ruolo di Salvage Master, in numerose grandi operazioni di recupero tra Pakistan, Arabia
Saudita,Yemen, Emirati Arabi, Stati Uniti, Australia, Papua Nuova Guinea, Brasile, Messico, Africa e Hong Kong. È anche uno abituato a stare sotto i riflettori e in molti casi è stato esposto a un’intensa pressione politica, ambientale e pubblica, come in occasione degli interventi su AD-19, Tasman Spirit, Jolly Rubino, IkanTanda, Treasure, Sealand Express, CP Valour e Kota Kado.el 2011 si è occupato della petroliera Brillante Virtuoso, attaccata e incendiata dai pirati al largo di Aden, per passare successivamente al recupero della piattaforma petrolifera Jupiter-1 di fronte alle coste messicane. Nel 2012 si è occupato del naufragio della portacontainer Rena davanti alla Nuova Zelanda, per iniziare subito dopo la collaborazione con il team di recupero della Costa Concordia. Attualmente Sloane vive a Somerset West, Città del Capo, con la moglie Sandra e i tre figli (Nicola e Johnathan di 17 anni e Julia, 10 anni). Cinquantadue anni, golfista appassionato, pur con modesti risultati, si diletta anche nella vela e nell’escursionismo ed è estimatore di vini di tutto il mondo.

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Commenti all'articolo

  • attualità

    15 Luglio 2014 - 10:10

    Forse era meglio fare un gran falo' della concordia .Si risparmiavano tanti soldoni....Adesso staremo a vedere il primo scandalo per smantellare questa nave a chi tocchera' andare in galera per appropriazione di denari.

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  • Delta7

    15 Luglio 2014 - 00:12

    Magari dico una sciocchezza, ma non è che sarebbe costato meno seppellire il relitto sotto un sarcofago di cemento, creando uno scoglio, un mini isolotto da alberare ? I tempi sarebbero stati certamente più brevi e si sarebbero salvaguardati panorama, inquinamento e portafoglio.

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