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Tangenti, arrestati due ispettori dell'Agenzia delle entrate

Tangenti, arrestati due ispettori dell'Agenzia delle entrate

Hanno chiesto una mazzetta a un ristoratore romano per ridurre la multa della verifica fiscale. Così due ispettori dell’Agenzia delle Entrate - Giuseppe
Costantini, di 57 anni, e Gian Piero Giliberti, di 40 - sono stati arrestati su disposizione del gip del Tribunale di Roma, Simonetta D’Alessandro, accusati di concussione. Secondo quanto accertato dalla procura di Roma i due funzionari, arrestati dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza, hanno svolto una verifica fiscale in un ristorante di via di Priscilla contestando una presunta evasione fiscale di un milione e 100mila euro e hanno chiesto una "mazzetta" di 28mila euro poi ridotta a 25mila. La somma doveva essere consegnata nello studio del commercialista del ristoratore che però si è rivolto alla Guardia di Finanza denunciando l’accaduto. I finanzieri, coordinati dal pubblico ministero Mario Palazzi, hanno organizzato alcuni servizi di intercettazioni telefoniche e ambientali ma i due ispettori all’appuntamento si sono insospettiti e hanno evitato di ritirare il denaro che era stato pattuito. Però in un’intercettazione compiuta dal Gico delle Fiamme gialle i due ispettori parlando tra loro dicono: "È annata bene" e poi "per fortuna che i soldi non l’ho presi... per fortuna".

Sono numerose le verifiche fiscali compiute negli ultimi anni dai due ispettori in questione e per questo la procura di Roma verificherà se si siano resi responsabili di episodi analoghi. Oltre al reato di concussione dovranno rispondere anche di falso e truffa ai danni dell’Agenzie delle Entrate per aver indicato nel verbale della verifica fiscali orari nei quali è emerso che si trovavano invece a chilometri di distanza. «Quando i cittadini denunciano fenomeni concussivi - sottolinea la Procura di Roma -, in tempi rapidissimi i fatti vengono accertati e i responsabili assicurati alla giustizia».

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Commenti all'articolo

  • highlander5649

    30 Luglio 2014 - 14:02

    quello che si fa in italia non è un *ACCERTAMENTO* fiscale desunto da docuumentazione CERTA (DA CUI DERIVA IL TERMINE ACCERTARE) documentazione che può essere invenuta in loco , vera o fasulla o falsificata e che sia poi registrata o meno. in assenza di documenti (fatture, estratti conto bancari, libri contabili) tuto il resto è pura PRESUNZIONE

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  • FUORIDALLEPALLE

    30 Luglio 2014 - 13:01

    magari con un attimo di tempo in più l'articolo avrebbe chiarito ( sapendolo) che il metodo di accertamento della "presunta " evasione era basato sul consumo di pasta annuo diviso per il peso medio a piatto desunto da una fotografia presa su internet. Sistema definibile molto a ca..o.!!! SI TRATTA DI PURA ESTORSIONE PRATICATA DA BEN NOTI DELINQUENTI.

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