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La tragedia di Catania

Marika accoltellata dal padre non vuole più dormire: "Ho paura"

Marika accoltellata dal padre non vuole più dormire: "Ho paura"

«Ho paura, non voglio più dormire». Marika, 14 anni, è ricoverata in ospedale. E' riuscita a sopravvivere alla furia omicidia del padre, un uomo di 47 anni, che ha tentato di ucciderla a coltellate mentre dormiva con lei e l'altra figlia nel lettone. La sorellina di Marika, 12 anni, non ce l'ha fatta, ma lei non lo sa. Anche Laura una settimana fa era stata aggredita nel sonno dal genitore, ma è morta subito dopo il soccorso dei sanitari accorsi quando il fratello più grande Andrea, 22 anni, ha bloccato il padre che a sua volta aveva provato ad uccidersi con lo stesso coltellaccio.
Nel suo letto al reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi di Catania, racconta Andrea Galli sul Corriere, ascolta musica. Notte e giorno con le cuffiette alle orecchie riceve le amorevoli cure di medici e infermieri che quando ha chiesto di ascoltare la radio le hanno portato un piccolo impianto, sintonizzato per scrupolo su emittenti che non abbiano giornali-radio. Le canzoni l’aiutano a star sveglia: il sonno porta la morte. Come quella della sorella di cui continua a chiedere notizie. «Vi prego, ditemi come sta». Nient’altro domanda e reclama. Non il cibo, che le viene somministrato in parte artificialmente; non dell’acqua; non di famigliari, non del padre. Una volta ha domandato della mamma, la quale intanto va ripetendo che mai, mai si sarebbe aspettata un epilogo del genere e difende il buon nome della famiglia.
Del resto, come rivela il Messaggero, Laura e Marika erano molto più che sorelle, erano «una cosa sola». Lo scrivevano continuamente su Facebook accanto alle decine di foto che le ritraggono sempre insieme, al mare, sulla spiaggia, a casa, in vacanza: migliori amiche come solo due sorelle possono essere. Inseparabili. Nella vita dove condividevano amicizie, passioni, sogni e futuro. E nella morte. Anche nell’ultimo tragico momento che le ha viste insieme, l’una accanto all’altra, mentre il padre le accoltellava in un raptus di follia.

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