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L'inchiesta di Napoli

Napoli, il verbale del carabiniere indagato: "Il colpo è partito"

Napoli, il verbale del carabiniere indagato: "Il colpo è partito"

"Ho visto quel ragazzo che tremava, mentre cadeva a terra. Ho provato a tastargli il polso". Il quotidiano Repubblica pubblica il verbale dell'interrogatorio del carabiniere dalla cui pistola, l'altra sera, è partito il colpo che ha ucciso Davide Bifolco. L'appuntato è sotto accusa per omicidio colposo e sotto osservazione di uno psicologo Il militare ha 32 anni e undici anni di esperienza, undici al reparto Radiomobilie. . Il carabiniere racconta cosa è successo quella sera, quando con i suoi colleghi ha visto i tre ragazzi in fuga all'alt cadere dallo scooter. Uno di loro scappa e viene inseguito da un collega carabinieri, lui si ritrova solo con due sospetti e spiega agli inquirenti: . "Sono inciampato. Perché avevo la pistola con il colpo in canna? Credevo fossero armati. Avevo nella destra la mia arma con il colpo in canna (all'altezza del cordolo dove Davide era caduto e stava rialzandosi, ndr), e con la sinistra cercavo di bloccare il soggetto con il giubbotto rosso che stava per scappare di nuovo (l'amico della vittima, salvatore Triunfo, ndr ) ". Il carabiniere, secondo quanto scrive Repubblica nel primo interrogatorio dice: "Voglio precisare che io non ho mai puntato la pistola né contro quel giovane, né contro gli altri presenti". Il suo obiettivo, l'obiettivo di tutta la squadra era trovare un latitante che ancora non si trova, ed è il terzo che manca all'appello.  Agli atti c'è anche la testimonianza del suo caposquadra che coincide. E' stato poi sentito Domenico Triunfo, il diciottenne fermato con Davide che dice molti: "Non so". 

La ricostruzione - Quella sera cercavano un  uomo che aveva violato gli arresti domiciliari e che era stato segnalato su uno scooter. Il carabiniere e il suo collega sono di servizio a Soccavo perché è stato segnalato a poca distanza dal Rione Traiano l'uomo che cercano da febbraio. I militari si appostano, dalla centrale arriva la segnalazione che si trovi "in sella a un Honda Sh".  "All'altezza del viale Traiano - spiega i carabinieri al pm vediamo quel ciclomotore con tre persone a bordo. Li inseguiamo, arriviamo fino al senso rotatorio di via Cinthia e quando loro svoltano, io riconosco seduto proprio in mezzo il soggetto: Equabile". Ed è a quel punto che il carabiniere scorgerebbe anche qualcosa di metallico. "Vedo una sorta di scintillìo, che proviene da qualcosa di metallico, il soggetto ce l'ha nella sinistra". Poi la corsa dura, "loro cercano di superare il cordolo dello spartitraffico, noi gli stiamo dietro, quando lo scooter perde velocità e si arena noi ormai non riusciamo a fermarci e finiamo per toccarli e farli cadere". A questo punto il terzo uomo scappa inseguito da un militare, l'appuntato di 32 anni resta con Davide e con Triunfo.  "Preciso che in quella circostanza esco dall'auto con la pistola nella destra e il colpo in canna per difendermi. A quel punto, con la mano sinistra trattenevo con la mano sinistra il soggetto che cercava di divincolarsi e con la destra tenevo l'arma. A quel punto sono inciampato sul marciapiede e stando per cadere, ho inavvertitamente fatto esplodere un colpo. Appena mi sono accorto dell'esplosione ho visto l'altro ragazzo che tremava, cadere". 

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Commenti all'articolo

  • silviob43

    09 Settembre 2014 - 19:07

    La legge in Italia è uguale x tutti . Al nord se si sbaglia si paga. Al sud tutto è lecito. In 3 su un motorino, senza casco e non si fermano al alt. Allora Napoli appartiene a un'altra Italia???????????????????

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  • rintintin

    08 Settembre 2014 - 18:06

    meglio il carabiniere vivo...questo è certo

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    • elihipnotikpoison

      09 Settembre 2014 - 11:11

      Di certo io vedo solo che non hai cervello. ;)

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  • natiliberi

    08 Settembre 2014 - 15:03

    sto con il carabiniere...

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  • dagre76

    08 Settembre 2014 - 11:11

    Sintesi: Quando un carabiniere uccide senza motivo è sempre "partito un colpo accidentamente". Quando un carabiniere uccide per un motivo è il suo lavoro. Quando un carabiniere muore, è un eroe.

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