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Tragedia ad Agrigento

Esplode un vulcanello: morti fratello e sorella di 10 e 7 anni

Esplode un vulcanello: morti fratello e sorella di 10 e 7 anni

Un'esplosione improvvisa, una colonna di fango che zampilla e schizza come se una bomba fosse caduta sul terreno, il terrore e le grida dei turisti. E la morte di due fratelli, una bambina di 7 anni e un bambino di 10. E' il dramma avvenuto verso le 12.30 nella riserva naturale di Macalube d'Aragona, gestita da Legambiente, dove un cosiddetto "vulcanello freddo" è improvvisamente esploso eruttando gas e fango coinvolgendo una famiglia di Joppolo Giancaxio: la piccola è stata ritrovata subito, mentre il fratellino è stato dato per disperso per alcune ore. Il padre, carabiniere, si è salvato e ha partecipato alle ricerche insieme a carabinieri, polizia e protezione civile. 

Aperta un'inchiesta - La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta, mentre il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha ordinato alla Protezione civile e al dipartimento Ambiente della Regione di sospendere immediatamente gli accessi nella riserva. La Regione ha stabilito di istituire una commissione d'inchiesta sulla gestione della riserva di Macalube di Aragona (Ag) in capo a Legambiente Sicilia fin dal 1996. "Gli ispettori dovranno verificare la presenza di misure di sicurezza", dice all'Ansa il governatore. Gli incarichi saranno affidati lunedì prossimo.

L'area è protetta, ma ci si può andare liberamente - L'esplosione sarebbe avvenuta in una zona in cui è consentito il passaggio delle persone senza alcuna precauzione. Alcune fratture e altri segnali visibili sul terreno indussero il gestore della riserva di Macalube ad Aragona (Ag) a interdire l'area per 15 giorni appena un mese fa. Lo riferisce il direttore della riserva, Mimmo Fontana. "Ad agosto abbiamo registrato delle lesioni e abbiamo deciso di sospendere gli ingressi mettendo dei cartelli, anche se - spiega Fontana - non possiamo impedire l'accesso perché parliamo di una riserva pubblica: noi facciamo da guida a chi lo richiede, ma non possiamo impedire gli accessi, una media di 10mila visitatori all'anno".

Era il compleanno del bambino - La famiglia distrutta nella tragedia ad Aragona stava festeggiando il compleanno di 10 anni del bambino morto sotto la montagna di fango e detriti. Era stato proprio il festeggiato a chiedere al padre di portarlo a vedere quello strano e affascinante fenomeno naturale. Il genitore aveva così deciso di andare nella riserva Maccalube con i due figli.

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Commenti all'articolo

  • tunnel

    28 Settembre 2014 - 11:11

    Ma mi chiedo : non c'era un'altro posto per fare i turisti ? cose allucinanti, soldi buttati via per la sicurezza dei cittadini,troppi Dottori,Ingegneri,architetti, e pochissimi capaci....

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  • blues188

    28 Settembre 2014 - 10:10

    Ma non vedo cartelli indicanti pericolo. Non credo che la gente vada così a casaccio e nessuno ponga avvisi, specie visti certi incidenti. Due ragazzini morti non spingono le autorità a rimediare? Va bene che il posto è in Sicilia, dove le regole non esistono, ma insomma...

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  • primus

    27 Settembre 2014 - 23:11

    Che bandierina metterà questa volta una associazione inutile come Legambiente

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  • rossini1904

    27 Settembre 2014 - 20:08

    Lo gestiva LEGAMBIENTE. Fosse stato un privato, APRITI CIELO! Non bisognava essere EINSTEIN per capire che, prima o poi, si sarebbe verificata una tragedia. Con la Natura non si scherza. Lo dicono proprio loro: gli AMBIENTALISTI. MI aspetto che i PM aprano un bel fascicolo a carico dei responsabili della struttura per OMICIDIO COLPOSO aggravato dalla previsione dell'evento!

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