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Il patto del Nazareno

Frequenze tv, per Rai e Mediaset maxi sconto

Frequenze tv, per Rai e Mediaset maxi sconto

Viale Mazzini e il Biscione festeggiano. L'Agcom ha infatti regalato a Rai e Mediaset un maxi sconto sulle frequenze tv: Raiway e Elettronica Industriale, pagheranno ciascuna 13 milioni l’anno a partire da quest’anno per l’uso dei 5 multiplex che hanno in concessione per la durata di 18 anni. Con l’attuale sistema, che calcola il fatturato editoriale delle società e non le frequenze che utilizzano, Rai e Mediaset versano per il canone delle frequenze tv circa l’uno per cento del fatturato, per cui insieme pagano circa 50 milioni. Ma il sistema è stato, appunto, modificato con il passaggio dal sistema analogico al digitale: la legge n.44 del 2012 che ha convertito il decreto legge ’Semplifica Italia' indica che a pagare il canone per le frequenze siano gli operatori di rete, mentre prima pagavano le società televisive sulla base dei fatturati. La base per la valorizzazione dei mux è stata la cifra pagata da Umberto Cairo nella recente asta delle frequenze per un multiplex (31 milioni). Il calcolo di quanto lo Stato è di come 103,7 milioni di euro nei prossimi sette anni. L'Agcom assicura che verranno recuperati altrove. Dove? Nessuno lo sa. Di certo c'è che la Rai risparmierà almeno 113 milioni e Mediaset almeno 67.


Il canone - Nel provvedimento dell’Agcom si ipotizza anche un ’glide path’ ovvero un percorso di riduzione del canone per quei soggetti che sono considerati ’nuovi entranti'. Come a dire che lo Stato potrà scalare la somma dovuta nei 18 anni di durata della concessione garantendo un trattamento agevolato, se lo riterrà, rispetto a soggetti considerati ’incumbent’ come Rai e Mediaset. Lo scorso 6 agosto l’Autorità per le comunicazioni aveva esaminato i nuovi criteri per il canone annuale delle frequenze, dovuti dagli operatori di rete e non più dalle emittenti, ma aveva deciso di non procedere all’approvazione della delibera, sospendendo di fatto la decisione. L’Agcom aveva indicato ad agosto come motivazione del rinvio l’intenzione del Governo di «adottare modifiche al vigente assetto legislativo della materia nel prossimo mese di settembre». E in effetti non è escluso un intervento del Governo sul canone delle frequenze tv in via legislativa: lo strumento potrebbe essere il decreto sulle materie televisive (incluso il canone di abbonamento alla Rai) che l’esecutivo potrebbe varare per la metà di ottobre. E sono in molti a pensare che ci sia anche questo nel misterioso patto del Nazareno.

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