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Il riscatto cercato

Genova, la storia di Abdel Aziz: da giovane promessa olimpica a ladro

Genova, la storia di Abdel Aziz: da giovane promessa olimpica a ladro

Da promessa della maratona a venditore abusivo di fiori e ladro di cellulari. È la storia di Abdel Aziz el Idrissi, un 27enne originario del Marocco, arrestato ieri dai carabinieri con l'accusa di aver preso il telefonino a un motociclista fermo a un semaforo in via XX Settembre a Genova con la scusa di vendergli dei fiori. Idrissi, che oggi vende fiori in centro città, era considerato una promessa dello sport marocchino: è stato vincitore della maratona di Torino nel 2011, undicesimo alle Olimpiadi di Pechino nel 2008 e quarto nella maratona internazionale di Daegu (Corea) nel 2012. Ieri però le sue doti di corridore non sono state sufficienti, visto che è stato inseguito e bloccato dopo pochi metri.

La versione di Adbel - «Non ho rubato, volevo solo vendere fiori ma quello sullo scooter ha cominciato a insultarmi, marocchino di m...torna al tuo Paese. Ci siamo azzuffati, sono scappato, non è vero che il carabiniere mi ha raggiunto, sono io che mi sono fermato», ha spiegato Adbel Aziz alla Stampa. Al di là della sua verità, c’è la realtà di un uomo salito sul podio tante volte e poi finito a vendere fiori per strada e rimasto a vivere nei vicoli del ghetto. «Ma io ci spero ancora: correre la maratona alle Olimpiadi del 2016 per l’Italia. Posso ricominciare ad allenarmi, lo sport è la mia vita. Quando corro mi sento libero, sono il ragazzino scalzo che vinceva le gare a Settet, in Marocco e che qui in Italia non si voleva mai mettere le scarpe». Correre «è quello che ho sempre fatto, a Genova, fin da bambino. Andavo a scuola, poi a vendere i fiori, poi ad allenarmi, poi ancora a vendere i fiori. I miei momenti belli sono stati tutti al campo del Carlini».

La sfida - Era il 1997, racconta alla Stampa, e dopo aver inanellato vittorie alle corse campestri in Marocco scopre lo stadio di atletica e Sergio Lo Presti, oggi ex allenatore, e Mauro Nasciuti, oggi presidente del Cus, scoprono lui. «Io faccio 9 minuti e 30 sui tremila piani» dice il ragazzino, un po’ in francese e un po’ in italiano. Non gli credono, ma dopo tre mesi è di fatto quasi in affido al Cus. Interviene anche un avvocato, l’attuale assessore comunale alla legalità, Elena Fiorini, per cercare di metterlo in regola. «Ho vinto il campionato italiano dei 3 mila, la corsa campestre a Roma, tre titoli italiani» ricorda con orgoglio. Appena liberato, dopo la direttissima per il furto, è tornato al Cus. «Sono un po’ ingrassato, ma farò presto a rimettermi in forma» ha promesso. Perché «se smetto di correre vado fuori di testa».

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Commenti all'articolo

  • capitanuncino

    05 Ottobre 2014 - 07:07

    Chissa' quanto tempo ci mette a percorrere la strada verso il suo lercio paese?

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