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Psicosi Ebola

A Firenze un quartiere isolato per la febbre africana

A Firenze un  quartiere isolato per la febbre africana

Il sangue e gli organi di una persona contagiata da Ebola possono trasmettere il virus prima della comparsa dei sintomi. In Italia, la notizia diffusa dal Centro Europeo per il Controllo delle malattie, ha fatto scattare il blocco delle donazioni per chi negli ultimi due mesi è stato nelle zone a rischio dell’Africa. In Spagna, invece, sta leggermente meglio Teresa Romero Ramos, l’infermiera ricoverata a Madrid. Dall’ospedale Carlos III fanno sapere che la donna è cosciente e riesce a pronunciare qualche parola. Le condizioni, però, restano gravi. E l’allerta massima. Sono finite sotto osservazione altre 3 persone. Si tratta di un’infermiera che aveva curato la Ramos, una parrucchiera che le aveva tagliato i capelli, e una donna delle pulizie dell’ospedale. In tutto sono 17 i pazienti in quarantena. Il governo ha precisato che nessuno di loro, per ora, ha manifestato i sintomi della malattia. Allarme rientrato in Brasile: il cittadino guineano le cui condizioni di salute avevano fatto scattare l’allarme è risultato negativo ai test.

In tutto il mondo - In Liberia, in via precauzionale, i 41 componenti della missione peacekeeping Onu (tra cui 20 militari) sono tenuti sotto osservazione dopo che una persona dello staff la scorsa settimana era risultata positiva al virus. Intanto Christine Lagarde, direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), dice che a breve potrebbero esserci nuovi interventi in soccorso della Guinea (per cui sono già stati spesi 41 milioni di dollari), uno dei Paesi africani più colpiti dall’epidemia. Per ora la Coppa d’Africa di calcio (17 gennaio-8 febbraio - Marocco) è stata confermata anche se il governo del Marocco ne ha chiesto la sospensione. Una decisione verrà presa il prossimo 2 novembre. Ebola spaventa pure gli Stati Uniti. Per intensificare i controlli sui passeggeri in arrivo dalle zone a rischio, l’aeroporto John F. Kennedy di New York ha introdotto i termometri a distanza. Nelle prossime ore lo strumento (oltre a questionari per i viaggiatori) sarà in dotazione anche al Newark Liberty (New Jersey), al Dulles di Washington e all’Hartsfield-Jackson di Atlanta. Anche il governo canadese ha deciso di rafforzare i controlli e ha invitato i connazionali che vivono in Sierra Leone, Guinea e Liberia a lasciare gli Stati. Tornando nel nostro Paese, in caso di pericolo lo scalo di Fiumicino ha pronte ambulanze ad alto bio-contenimento e piazzole riservate dove parcheggiare l’aereo in attesa dell’intervento dei medici.

Paura a Firenze - A Firenze è scattata la psicosi dopo la notizia del ricovero al Careggi di una donna colpita da febbre dengue, malattia tropicale non mortale. Le autorità sanitarie hanno disinfettato strade, giardini e decine di terrazze del quartiere. 

Alessandro Gonzato

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Commenti all'articolo

  • stillipolly

    13 Ottobre 2014 - 15:03

    Chiudere le frontiere SUBITOOOOOO. ALTRIMENTI CI AMMALEREMO TUTTI

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  • spalella

    12 Ottobre 2014 - 15:03

    con un ministro della sanità che ha il Diploma di Liceo, e che è Ammalata di Cattolicesimo e cioè Crede ai miracoli ''E NON ALLA DEA RAGIONE'', cioè a quel sano PRAGMATISMO che invita alla PREVENZIONE, ai CONTROLLI ED al blocco degli ingressi dall'africa, NE VDREMO DELLE BELLE. Spero solo, PER GIUSTIZIA, che i primi a contagiarsi e morire siano proprio queste bestie dannose

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  • fossog

    12 Ottobre 2014 - 13:01

    In italia ogni giorno centinaia di africani viaggiano tra casa nostra e l'africa. In maggioranza sono nigeriani che trafficano in droga e prostituzione, e se ancora nessuno si è infettato è solo una questione di FORTUNA, non di prevenzione, non di controlli. Poi il ''Traditore Alfano'' e il suo padrone vaticano ce ne portano in casa migliaia al giorno. SPERO SI AMMALINO ALFANO E IL VATICANO.

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  • fossog

    12 Ottobre 2014 - 13:01

    In italia ogni giorno centinaia di africani viaggiano tra casa nostra e l'africa. In maggioranza sono nigeriani che trafficano in droga e prostituzione, e se ancora nessuno si è infettato è solo una questione di FORTUNA, non di prevenzione, non di controlli. Poi il ''Traditore Alfano'' e il suo padrone vaticano ce ne portano in casa migliaia al giorno. SPERO SI AMMALINO ALFANO E IL VATICANO.

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