Cerca

La testimonianza

Omicidio Garlasco, la vicina di casa: "La bici che ho visto era un'altra"

Omicidio Garlasco, la vicina di casa: "La bici che ho visto era un'altra"

Il ricordo è ancora nitido nella memoria della vicina di casa della famiglia Poggi. Il suo racconto, in oltre sette anni, è rimasto inalterato. Via Pascoli a Garlasco, mattinata di lunedì 13 agosto del 2007. Dalla casa della figlia, a fianco di quella dei Poggi, Franca Bermani scorge una bicicletta nera da donna. È davanti al villino di Chiara. Sono le 9.30 o giù di lì. L'ora in cui Chiara apre, senza sospetto, la porta all'assassino. Una bicicletta nera da donna. Diversa, ripete Franca Bermani senza esitazioni, da quella che dopo sette anni è stata sequestrata alla famiglia di Alberto Stasi, unico imputato per l'omicidio della fidanzata.

La bici - "Quando ho visto la bici non potevo sapere cos'era successo. L'ho guardata perché era un vecchio modello, come quella marca Frejus che avevo a quindici anni. Il mio papà me l'aveva comprata perché andavo a lavorare a Vigevano. Solo che la mia era un colore verdone mentre quella era nera. Erano uguali, a parte il colore e la retina della ruota dietro, la mia era più grande, per proteggere le gonne. Pensavo che in giro non ce ne fossero più. La sera, quando ho saputo di Chiara, mi è venuto come un 'lume' della bici della mattina. Ho 79 anni, ma mi ricordo bene". Un "lume" che in Franca Bermani è rimasto acceso. Ha visto le immagini della bicicletta nera da donna degli Stasi. È la stessa di quella mattina? "No, certo che no. La bicicletta che ho visto aveva il manubrio diverso, più grande. Aveva le molle metallizzate sotto il sellino e un portapacchi dietro, cromato, piccolo, come quello dove si mettono i giornali. Invece la bicicletta che hanno fatto vedere in televisione aveva il portapacchi lungo e nero". Il ricordo della giornata è incancellabile. "Di solito, in quel periodo anche Chiara era via. Andavo io a dare da mangiare ai suoi mici. Quando ho visto la bici nera ho pensato: 'Magari Chiara è stata fuori ieri sera, che era domenica, e questa mattina sono già andati a disturbarla'. Non sapevo neanche che avesse il fidanzato. Alle cinque e un quarto del pomeriggio mi ha chiamato mia figlia che era tornata dal mare: 'Hanno ucciso Chiara'. Allora ho pensato a quella bici".

L'altra testimonianza - Nella puntata di "Quarto Grado" trasmessa venerdì sera su Retequattro, è stata intervistata un'altra vicina di Chiara Poggi che ha sostenuto di avere scorto davanti alla villetta di Chiara Poggi una bicicletta nera da donna, simile a quella descritta dalla Bermani e diversa da quella di Stasi. Era il periodo marzo-aprile del 2007. Facile prevedere battaglia in aula sulla bici nera da donna sequestrata dopo essere rimasta in tutti questi anni nel magazzino del padre di Alberto Stasi. In una memoria del giugno scorso, l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, parte civile per i Poggi, sostiene che fra la bici nera da donna della famiglia Stasi e quella da uomo di Alberto furono scambiate le pedivelle. Lo studente (è la tesi di Tizzoni) usò la bici da donna per raggiungere la casa di Chiara e compiere l'omicidio. Quando seppe che la bici era stata notata, le tolse la pedaliera che montò sulla sua bicicletta da uomo bordeaux. Su un pedale era rimasto il Dna della vittima. Il processo riprenderà il 15 ottobre alla prima Corte d'Assise d'Appello.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fausta73

    16 Ottobre 2014 - 15:03

    In Italia gli omicidi non esistono, si "omicidiano" da soli

    Report

    Rispondi

  • frabelli

    16 Ottobre 2014 - 14:02

    Ma qualcuno ha mai provato a cambiare le "pedivelle" di una bici? Così, tanto per capire. Non è affatto una cosa semplice. Se poi le testimonianze delle due donne che dichiarano che le biciclette non sono uguali a quelle viste il giorno del delitto, di cosa stiamo parlando??

    Report

    Rispondi

blog