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La sentenza

Stefano Cucchi, il presidente della Corte d'Appello: "Qualcuno l'ha pestato ma non sappiamo chi"

Stefano Cucchi, il presidente della Corte d'Appello: "Qualcuno l'ha pestato ma non sappiamo chi"

"Tutte le volte che un processo si chiude con un’assoluzione, le vittime provano un senso di amarezza perché ritengono che non sia stata fatta giustizia. Ma io, come cittadino, mi sento più tranquillo a sapere che nel dubbio dell’insufficienza di prove, i magistrati hanno scelto di assolvere". Il presidente della Corte d’Appello di Roma, Luciano Panzani, in un'intervista al Messaggero spiega che effettivamente qualcuno ha pestato Cucchi ma ma non si sa chi è stato e quindi la condanna è impossibile. Per questo,  il collegio del suo tribunale che ha deciso di assolvere tutti gli imputati per insufficienza di prove.

Le ragioni dell'assoluzione - A Roma da pochi mesi dopo una lunga carriera a Torino, letti i giornali, ha deciso che era giusto dire la sua Luciano Panzani è quindi intervenuto sulle polemiche seguite alla sentenza di assoluzione di tutti gli imputati coinvolti nell'inchiesta per la morte del giovane arrestato per droga. "E' chiaro che se Cucchi ha avuto delle fratture non se l'è certo procurate da solo e che è stato picchiato. Ma non siamo in grado di dire cosa sia accaduto. E faccio notare che la corte di assise che ha giudicato sul caso è formata da cittadini comuni. Se c'è un caso in cui la giustizia si è espressa in nome del popolo è proprio quando a decidere è una corte di assiste. Ma per condannare ci vogliono le prove". ha continuato il presidente della Corte "e se un giudice ritiene che la prova non è stata raggiunta oltre ragionevole dubbio deve assolvere". Per il presidente quello che bisogna fare è evitare che ci siano altri casi come quello di Stefano Cucchi- "Ogni parte dello Stato deve portare il proprio contributo affinché non ci sia pipù la possibilità che qualcosa vada storto nella detenzione di un cittadino". 

 

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Commenti all'articolo

  • Giovanniv36

    03 Novembre 2014 - 12:12

    dicono cazzate di convenienza. Da faccia da muro. I medici non sono inquisiti per il pestaggio. I pestatori non individuati sono stati già graziati in primo grado. Tutti liberi. I medici sono stati condannati in primo grado per negligenze nell'assistenza dopo il pestaggio. Per aver coperto le responsabilità dei pestatori. Per non averlo nutrito a dovere.

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  • alpaio

    03 Novembre 2014 - 11:11

    Come già rilevato da altri,il problema non è condannare senza prove; questo è doveroso quanto lapalissiano. Ma...Rilevo che la prima relazione sulla carneficina di Stefano fu:morte naturale!! E' scandaloso quanto le connivenze tra potere repressivo ed inquirente siano state pervasive. Questa è la pietra dello scandalo. Qui,come nel caso di Aldrovandi, e di tutti (troppi!) gli altri.Chiaro?

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  • marcolelli3000

    03 Novembre 2014 - 09:09

    ma non spariamo cazzate, che insufficienza? e se fosse stato il contrario vi GARANTISCO che il povero Cucchi sarebbe stato stracondannato.

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  • locatelli

    03 Novembre 2014 - 07:07

    cucchi ma non fu picchiato dai puscer???

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