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La svolta

Caso Cucchi, il procuratore di Roma: "Pronti a riaprire le indagini"

Ilaria Cucchi

Dopo l’assoluzione in appello, il caso Stefano Cucchi potrebbe riaprirsi. Il legale dei familiari, infatti, ha annunciato che presenterà in Cassazione "ulteriori elementi che orienteranno il processo". Ma soprattutto, ora, il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, ha detto di essere pronto a incontrare la famiglia, forse già lunedì, e a valutare eventuali novità. "Se emergeranno fatti nuovi o comunque l’opportunità di nuovi accertamenti, la procura sempre disponibile, come in altri casi, più o meno noti, a riaprire le indagini. Per quanto mi riguarda - aggiunge Pignatone - incontrerò volentieri, come già altre volte in passato, se lo vorranno al mio rientro in sede, i familiari di Stefano Cucchi e il loro difensore. Se dalle loro prospettazioni e dalla lettura della sentenza di appello emergeranno fatti nuovi o l’opportunità saremo disponibili a cercare nuove prove nel rispetto, ovviamente, delle regole dettate dalla legge". Pignatone ha poi aggiunto che "non è accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia, non per cause naturali, mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello Stato".

"Pronti a riaprire le indagini sulla morte di Cucchi"
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  • encol

    03 Novembre 2014 - 13:01

    Questa è l'Italia dei "pulcinella" e li paghiamo pure profumatamente-

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  • etano

    03 Novembre 2014 - 11:11

    Quel rigurgito umano era già morto prima che l'arrestassero. Tossico, pusher e delinquente. Ora cosa vorrebbero? Rovinare delle persone che fanno il loro lavoro facendolo diventare un eroe e un martire? La sorella e la famiglia sembra abbiano dimenticato che era quell'individuo. E ora per accontentare la delinquenza (ovviamente di sinistra) anche i magistrati in barba alla legge cambiano rotta.

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  • etano

    03 Novembre 2014 - 10:10

    Quella specie di delinquente tossico pusher era già morto prima ancora che l'arrestassero e ora vogliono farlo diventare un eroe e un martire. Peccato che in Italia non esista una Polizia come in altri Paesi che nessuno puo' permettersi di criticare, offendere o aggredire sia a 1/2 stampa che tv che a volte anche fisicamente. La Legge sarebbe sicuramente più rispettata.

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  • rossini1904

    03 Novembre 2014 - 08:08

    Pazzesca l'idea di riaprire le indagini. Contro chi? Contro persone diverse da quelle che sono state giudicate innocenti dalla Corte d'appello? E questi ultimi che fine faranno? E se si riaprono le indagini vuol dire che chi le ha fatte prima è stato un asino? E quali conseguenze ha subito sul piano disciplinare?

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