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L'analisi

Sicilia e investimenti, trasporto pubblico al bivio: la sfida tra aziende locali ed estere

Sicilia, luogo di confine e crocevia di culture, da sempre aperta al via vai di mercanti e viaggiatori. Qui i trasporti acquistano un'importanza strategica, soprattutto in un contesto caratterizzato da pendolari, alta affluenza di turisti, e forte esodo – specie di giovani – che diventa una migrazione inversa durante le feste. In Sicilia sono due i modi efficaci di muoversi: il trasporto pubblico su gomma o l'auto privata. Le ferrovie non sono una valida alternativa e gli aerei ormai costosi. Ad oggi l'asfalto è l'unica chance per oltre 5 milioni di siciliani che utilizzano servizi per lo più gestiti da aziende private e per una parte minore dall'azienda pubblica AST, che fa capo alla Regione. Servizi che godono di alto apprezzamento dalla clientela, come dimostra il basso ricorso al sostegno pubblico che in Sicilia è la metà del resto d'Italia (1 euro/km autobus, contro una media nazionale di 2,2 euro/km autobus). Chi vuole entrare in Sicilia è attratto dall'attuale organizzazione vincente delle linee. 


Nel 2015 scadranno gli accordi degli affidamenti e la Regione si troverà ad un bivio: raddoppiare gli stanziamenti per adeguarli a quelli delle altre regioni dove si sono fatte le gare, oppure dimezzare i servizi ai cittadini per rendere sufficienti gli stanziamenti. Interessi vari spingono per un'apertura del mercato a nuovi soggetti, anche stranieri, gruppi dalle spalle larghe sono riusciti ad entrare nei mercati locali acquisendo aziende del posto, come già accaduto in altre regioni.

In Sicilia esiste però un'opportunità: 80 imprese private locali che hanno sviluppato un modello di business vincente, divenuto fonte d'ispirazione per numerose realtà, anche estere, basato su un'organizzazione consolidata con prestazioni che rispondono puntualmente alle esigenze dei consumatori, grazie all'utilizzo ottimale delle risorse e al dialogo continuo con la clientela. Una conoscenza profonda e capillare del territorio che incentiva gli incassi e consente di coprire il 50% dei costi di produzione con la sola vendita dei biglietti. Insomma, un osso duro per nuove realtà esterne con mire sul settore e un prezioso alleato per i servizi e le casse della Sicilia. La Regione Sicilia che cosa deciderà?

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