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I verbali

Morte Loris, Veronica incastrata dalla madre e dalla sorella

Veronica Panarello

Accusata dell'omicidio di Loris, suo figlio: ora Veronica Panarello si trova in carcere. Ma più che le telecamere, ad incastrarla è stata la famiglia: la madre e la sorella, per la precisione, le accusatrici di Veronica. Sono rispettivamente Carmela ed Antonella che, stando ai verbali dei Carabinieri, hanno dipinto un quadro della madre spietato. E, soprattutto, le due donne mostravano di aver capito cosa era successo sin dal principio.

"Non abbiamo colpa" - Si parte da lunedì scorso, due giorni dopo l'omicidio. Al telefono la sorella di Veronica dice alla madre, poco dopo che Veronica era stata portata al Mulino dove fu ritrovato Loris: "Vicino a dove, indovina?". E Carmela, la madre, risponde: "No, vicino a dove non lo so". Così la sorella di Veronica rincara: "Dove andava a prendere l'acqua, lì è stato trovato il bambino, lì mi hanno fatto passare. Lo sai come mi sono sentita?". E ancora, la sorella di Veronica rincara: "In poche parole lei ha potuto prendere al contrario con la macchina e andarsene a Donnafugata". Insomma, aveva immaginato tutto. E la madre delle due, sempre al telefono, tenta di consolarla con queste parole: "Ma noi non abbiamo colpa, Linuzza, se questa è un'alienata".

"Dammi mio figlio" - Già, per la madre, Veronica è un'"alienata". Sempre la madre, agli inquirenti, avrebbe poi spiegato: "Io e mio marito ci siamo subito accorti che Veronica sin da bambina soffriva di manie persecutorie, che era aggressiva e violenta e, infatti, sin dall'età di sette anni, quando ci trovavamo in Liguria, è stata seguita da uno psicologo. Ma con il passare del tempo si è rifiutata di sottoporsi alle visite". Emergono poi altri particolari agghiaccianti: sabato, il giorno dell'omicidio, Veronica accusò la madre di averle rapito il figlio. Come racconta Il Mattino, quando Veronica arrivò accompagnata dai carabinieri a casa della maddre, le intimò: "Dammi mio figlio". Che però, intanto, era morto, in quel mulino. E, infine, quelle parole della sorella Antonella sulle fascette al centro dell'inchiesta, quella che per lei fu "una sceneggiata" di Veronica. Una serie di parole, una serie di circostanze e di indizi che fanno pensare che sin dal primo giorno la madre e la sorella di Veronica avessero immaginato che dietro all'orrore poteva davvero esserci Veronica.

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Commenti all'articolo

  • gio.for

    15 Dicembre 2014 - 18:06

    Ci sono i video,ci sono le intercettazioni,ci sono le prove ,sia pure indiziarie..tutto porta alla madre..Anch'io non sono stata amata,compresa,aiutata in momenti difficili ma non per questo ho ucciso qualcuno ,,men che mai mio figlio... Se è pazza va curata ..ma in un manicomio criminale

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  • txyleo

    10 Dicembre 2014 - 12:12

    solo il Signore sa quanto ha sofferto questa donna, ora che paghi il suo debito e venga curata da un bravo psicologo

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  • bettely1313

    10 Dicembre 2014 - 10:10

    per gli inquirenti è più facile dare credito a due becere scellerate che fare indagini serie per capire come è morto Loris. Come possono gli inquirenti collegare l'omicidio di Loris dalla parte di sua madre con risentimenti che portano a una infanzia difficile della madre di Loris a causa proprio della sorella e della madre? L'avvocato della madre ha ragione, si deve ricominciare capire la verità

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  • pinodipino

    10 Dicembre 2014 - 10:10

    Ormai è chiaro e documentato che ad uccidere il bambino sia stata la madre ed allora io mi chiedo come è possibile che in tutte queste terribili storie di madri che uccidono i propri figli ci siano questi avvocati tipo Villardita che continuano a difendere l'indifendibile? Ma quando escono dal cono di visibilità che gli da' il caso in questione, non si sentono degli AUTENTICI PEZZI DI MERDA???

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