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Terrorismo e Islam, l'allarme di Angelino Alfano: "In Medio Oriente 53 foreign fighters partiti o passati dall'Italia"

Terrorismo e Islam, l'allarme di Angelino Alfano: "In Medio Oriente 53 foreign fighters partiti o passati dall'Italia"

Quello che è successo in Francia può succedere anche in Italia. Due dei tre terroristi islamici francesi che hanno ucciso 12 persone a Parigi nell'assalto alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo sono da anni vicini agli ambienti dell'Islam estremista e radicale. Uno dei due era stato arrestato nel 2008 perché coinvolto in un sanguinoso attentato e prima di organizzare il massacro di mercoledì 7 gennaio avevano trascorso alcuni mesi in Siria a combattere tra le fila dei jihadisti. Un "percorso formativo" condiviso insieme a 53 "foreign fighters" che dall'Italia si sono recati in Medio Oriente abbracciando la lotta armata prima contro Bashar Assad e poi contro l'Occidente. Tanti sono infatti i combattenti stranieri, considerati il pericolo maggiore, censiti ufficialmente nel nostro Paese su "oltre tremila partiti dall'Europa. 

"Foreign fighters come i mafiosi" - I 53 attenzionati dai nostri servizi di sicurezza, ha spiegato il ministro dell'Interno Angelino Alfano a Unomattina, su Raiuno, non sono italiani ma hanno avuto a che fare con l'Italia nella partenza o nel transito. Conosciamo la loro identità e sappiamo dove si trovano". Per i foreign fighters, ha spiegato il ministro "abbiamo pronta una legge che prevede l'applicazione di norme chiamate misure di prevenzione personale usate per il controllo di polizia nei confronti dei sospettati di mafia e di agire al tempo stesso sulla rete e sul web spesso utilizzato come veicolo per reclutare e addestrare". Per garantire il livello di sicurezza nel nostro Paese contro eventuali attacchi terroristici "abbiamo fatto tutto quello che c'è da fare. Abbiamo rafforzato la sicurezza davanti a tutti quegli obiettivi che riteniamo sensibili, e diramato una circolare a tutti i prefetti e i questori di tutta Italia". Anche se la decisione del Ministero della Difesa di diminuire il numero di soldati a presidio degli obiettivi sensibili forse non aiuta ad aumentare il senso di sicurezza.

"Dividere religione e criminali" - Dopo i fatti terroristici c'è il rischio che si diffonda l'islamofobia. Per Alfano lo si può arginare "dividendo le questioni criminali da quelle religiose. Quelli che hanno agito a Parigi sono delle bestie. Bisogna distinguere queste persone da coloro che liberamente senza inneggiare alla violenza professano la loro religione".

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Commenti all'articolo

  • mab

    09 Gennaio 2015 - 19:07

    L'uomo RANA ha già fatto figure di m....a e tutti sappiamo che non capisce un c.......o, quindi meglio si occupino altri della sicurezza.

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  • itas50

    09 Gennaio 2015 - 14:02

    fare prevenzione !!! ......eliminarli prima che possano solo pensare di entrare in azione !! Riappropriamoci della NOSTRA Italia !!

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  • primulanonrossa

    09 Gennaio 2015 - 14:02

    Cosa potremmo mai fare in Italia se cominciasse a mettersi veramente male con questi qua? Al massimo potremmo fagli delle pizze con parecchio strutto, insomma pesanti da digerire o suonagli il mandolino fino ad ammazzarlo di noia.

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  • gianni modena

    09 Gennaio 2015 - 09:09

    alfano tu non hhai ancora capito che l-islam e- violento , basta pensare al fatto che arrivati in Italia chiedo alle autorita"" di togliere i crocefissi dalle scuole perche questo li disturba o di eliminare le cerimonie di natale , questa per me e- violenza nei miei confronti in casa mia . cosa accadrebbe se noi chiedessimo loro di distruggere il sasso nereo che hanno in arabia ???

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