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Sciatori disperati

Poca neve, valanghe, piste chiuse
Quando il sole è una disgrazia

Poca neve, valanghe, piste chiuse
Quando il sole è una disgrazia

I metereologi ci avevano scommesso: questo inverno sarà il più freddo da anni. Le temperature registrate in queste settimane sembrano però smentire ogni previsione di vento, freddo e neve e anzi, aprono la nostra penisola a un paradosso.
Mentre infatti al Sud la neve è arrivata a imbiancare Napoli, risvegliatasi a Capodanno sotto un leggero manto bianco, al Nord e nelle località montane la primavera sembra già far capolino. Montagne parzialmente spolverate di bianco, impianti chiusi e una stagione sciistica che non sembra aver mai preso davvero il via stanno accompagnando questo gennaio 2015.

A rendere ancora più pazzo l’inverno al Nord, un anticiclone delle Azzorre particolarmente forte che durante tutto il weekend piloterà aria eccezionalmente mite in direzione dell’Italia.
In val Venosta, ad esempio, non si registravano temperature così alte da 60 anni. Ieri, nel pomeriggio, a Laces si sono registrati 21 gradi, il valore più alto mai registrato fin dall’inizio delle registrazione termometriche nel 1956. A comunicare il caldo record in val Venosta è Dieter Peterlin dell’ufficio meteo della provincia di Bolzano che su Facebook ha scritto come «addirittura il 10 gennaio è stato più caldo del 25 agosto 2014».
Ma le temperature da record hanno toccato tutto l’Alto Adige: a 3.328 metri, sulla Cima Beltovo sopra Solda, dove fino a poche settimane fa i termometri segnavano -26 gradi, le temperature sono volate di poco sotto lo zero con un picco a -4 gradi. Temperature che «sarebbero elevate anche in estate» si sono registrate anche in Valle d’Aosta dove a seguito di un importante episodio di Foehn nella bassa vallata, si sono registrati picchi delle temperature massime che hanno portato 24 gradi a Verrès, 11 gradi a La Thuile e Cervinia, 16 a Pré-Saint-Didier e Gressoney Saint-Jean, 20 a Saint-Christophe, 17 ad Aosta. Nel comprensorio della Via Lattea, tra Sestriere e la Francia, si può sciare solo su 100 dei 320 km totali di piste, con neve al 70% programmata.

Il rischio, tuttavia, è che con l’innalzamento delle temperature, aumenti il pericolo valanghe. Nel Tirolo austriaco, il servizio di sicurezza ha esortato scialpinisti ed escursionisti a non intraprendere gite a causa dell’alto rischio.

Valori eccezionalmente miti sono stati registrati anche in Friuli Venezia Giulia e in Piemonte dove ieri i termometri segnavano temperature da primavera inoltrata con Cuneo che è arrivato a toccare i 26 gradi e Torino i 22. Per questo, molti impianti sciistici del Piemonte hanno già visto concludersi l’avventura invernale. È il caso di Bardonecchia, in alta Valle di Susa, dove ieri la massima ha superato i 15 gradi.

E a preoccupare non è soltanto il rischio valanghe. Da Federalberghi fanno sapere che la mancanza di neve non ha aiutato il turismo italiano. «Dopo un andamento piuttosto deludente del movimento turistico degli italiani a Natale e Capodanno, anche l’Epifania ha fatto registrare un numero minimo di italiani in vacanza» ha spiegato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, «questo è un segnale che interpretiamo con preoccupazione per l’anno appena iniziato. Governo e Parlamento devono decidere immediatamente una strategia comune per far rivedere la luce a uno dei settori maggiormente trainanti l’economia e confidiamo in risposte concrete per imprese e mercato».
Le temperature primaverili potrebbero anche nuocere al Made in Italy nel campo agroalimentare. «Le gradevoli temperature primaverili fuori stagione sono accompagnate dalla mancanza di neve sui rilievi alpini che può tradursi in uno scarso riempimento delle falde acquifere, in un probabile abbassamento dei livelli dei bacini lacustri e dei laghi alpini col rischio di siccità estiva in caso di primavera asciutta» ha commentato allarmata Coldiretti. «L’andamento climatico del 2015, se dovesse seguire quello del 2014» continua l’associazione, «potrebbe portare a un inverno “non vero” e a stagioni “non bene identificate” con gravi rischi per l’agricoltura a causa di un risveglio vegetativo anticipato di molte coltivazioni che non sarebbero in grado di sopportare senza danni eventuali e improvvisi periodi di freddo intenso.

Ma con la speranza che finalmente l’inverno arrivi, domenica sera è atteso un veloce peggioramento per la discesa di un fronte freddo dal Nord Europa che porterà temporali su tutta la penisola. Il peggioramento causerà un calo sensibile delle temperature. Ma per vedere il vero inverno, forse, dovremo aspettare fino a fine mese quando correnti più fredde dal Baltico dovrebbero tornare ad interessare il Mediterraneo, riportando scenari più consoni al periodo.

di Marianna Baroli

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