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Selvaggia

Tecno-somari, maniaci e stalker
Che sputtanamento su Facebook

Tecno-somari, maniaci e stalker
Che sputtanamento su Facebook

In queste giornate così meste e di giusto tributo alla satira volontaria, mi sembra giusto concedere un po’ di spazio anche alla satira involontaria. Se pensate che l’apice l’abbia toccato Rita Dalla Chiesa che qualche notte fa augurava un dolce sonno ai suoi numerosi follower scrivendo «Buonanotte a chi non ha nessuno che gliela dia», scatenando così l’ilarità generale, vi sbagliate di grosso. Il meglio della comicità involontaria sul web lo trovate nel centro assistenza di Facebook, nella sezione forum e domande, ovvero quel luogo in cui gli utenti chiedono soluzioni per i loro problemi relativi all’utilizzo del social. Provate a scorrere la pagina e rimarrete affascinati dall’impro-babilità delle domande.

Intanto, l’italiano è un optional. Si va da problemi di esorcismi virtuali, tipo «Come posso chiudere il mio profilo fb che si sono imposessati?», a questioni che svelano quanto i social siano fondamentali nella carriera, tipo: «Perche non mi fa giocare al pocher?» o «Non riesco a giocare a SCHEFville, mi appare sempre REFLESH, aiuto!», fino all’utente timorata di Dio che lancia l’allarme: «Ho la bacheca invasa da porcherie porno poste da sconosciuti, come faccio?». Ma le più grandi soddisfazioni ce le regala l’eroico Sessa Lello, il quale in un’epoca in cui tutti gridano all’invadenza della privacy pure se uno ti sbircia il giornale sulla metropolitana, pur di avere il suo vecchio account in cui non riesce più ad entrare, è disposto a tutto e scrive: «Non avrei nessun interesse di impossessarmi di un accaunt non mio..capisco le vostre accortenze ...ma essendo non pratico, vi prego di aiutarmi in modo molto semplice....vi spedisco i miei documenti? vi do il mio numero di casa a me intestato? vi ripeto, lellosessa è mio...help e come vi dicevo sono tre anni che nn lo uso, o perso la password, la parola chiave e la passwuord del’ imeil!». Sempre in tema di dati sensibili, non posso non segnalare anche la mirabolante domanda di un utente: «Come faccio a far riapparire la privacy pubblica?».

Poi ci sono i geni della tecnologia, quelli di fronte ai quali anche la nonna ottantasettenne che cerca di cambiar canale con l’ipod è Bill Gates. Si va da quelli che chiedono «Voglio aggiungere una nuova immagine profilo intera, no quadrata, ma come?» o «Non c’è la possibilità di far rimanere la foto profilo rettangolare?», a quelli che non si capisce se abbiano un problema tecnico o di amnesia fulminante e domandano angosciati «Ho cancellato per errore il mio anno meraviglioso, come posso fare per riaverlo?». Eh, sali sul campanile della parrocchia in una notte di bufera e vedi se al primo fulmine ti riesce un salto temporale.

Ed è un vero e proprio fulmine di guerra anche l’utente con il dubbio amletico «Perché facendo la ricerca, a certe persone accanto al nome esce Torino?». Mah, forse perché è la loro città? Poi c’è il paranoico: «Se uso add me fast avrò delle conseguenze?». Come no, tra le prime cause del contagio da Ebola c’è il contatto con fluidi corporei e l’utilizzo incauto di add me fast. Interessanti poi gli Sherlock Holmes 2.0. : «Come posso segnalare un utente di facebook che è ricercato dalla polizia?». Che uno dice: non sarà più facile trovare il commissariato all’angolo che il centro assistenza Facebook? Poi ci sono quelli che da Facebook più che il tasto «Mi piace» vorrebbero quello «Mi piacerebbe sapere se c’ho le corna» e chiedono «Come posso fare per sapere se la mia ragazza si scrive con qualcuno su facebook?» o anche «Voglio entrare nella pagina di mia madre defunta!», che voglio dire, sarebbe corretto chiedere di disattivarla la pagina, non di entrarci per poi scoprire magari che mamma si scambiava selfie in topless col vecchietto del quarto piano.

Poi ci sono le mogli che senza Facebook attraversano grosse difficoltà matrimoniali: «Salve, hanno rubato l’account a mio marito, è come se non ci fosse più, che posso fare?». Boh, tipo provare a parlarvi? Affascinante anche il mondo dei mitomani: «Posso invitare a mettere mi piace alla mia pagina anche quelli che su fb non sono miei amici?» (come no, un miliardo e mezzo di utenti nel mondo invitati a mettere mi piace sulla pagina “I nostalgici di Julio Cesar”). Ma ha una sua degna rappresentanza anche il mondo dei sondaggisti («È possibile sapere la residenza dei Mi piace?» o «Come faccio a sapere chi è il millesimo Mi piace?»), degli stalker («La signorina Donatella Stelvie lavora per Facebook?»), di quelli che dovrebbero farsi due domande sul perché di certi algoritmi di Facebook e chiedono «Perché tra le persone che potrei conoscere vengono fuori pornostar?» e di quelli che domandano a Facebook che lavoro fanno («Sono un Osteopata, vorrei creare una pagina, ma non so in quale categoria mettermi!») .

Esilaranti poi coloro che litigano con Facebook, come se fosse un essere umano in carne ed ossa lì davanti a loro. Appartengono a questa categoria di psicotici i moralizzatori («Come potete far sì che le persone pubblichino delle cose cattive?» o «Perché non rimuovete una pagina che offende la morale umana?», che potrebbe alludere a tutto, a una pagina che inneggia all’Olocausto come a una che contiene degli estratti dell’ultimo libro di Chiara Gamberale), ma anche i confidenziali incazzati («Perché mi impedite l’amicizia con Maryury Lisbeth Uribe che conosco benissimo?». Ovviamente Maryury l’avrà bloccato, ma vaglielo a spiegare), i campanilisti («Perché Buccinasco non è presente tra i luoghi di nascita predefiniti?»), i grandi polemisti («Ma pensate che il mondo sia pieno di scemi??»), le vittime degli animalisti («Ho una macelleria con annesso macello, non penso di fare niente di offensivo, perché mi segnalano?»). Ma il genio assoluto è lei, la signora Mariella Nicoloso Lamesa, che con tanto di foto profilo da bella signora col cappello da matrimonio degli Winsor, si rivolge a Facebook lanciando il suo grido di dolore per la sua privacy anagrafica calpestata: «Ho il lucchetto per anno di nascita ed è sempre visibile, questo è un ABUSO!». Non mi stupirei se entro fine mese la signora Mariella si arruolasse nelle fila di Anonymous e distruggesse Facebook, pur di non farci sapere la sua età.

di Selvaggia Lucarelli

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Commenti all'articolo

  • silviopilone

    12 Gennaio 2015 - 09:09

    Di satira volontaria o involontaria si è fatto, a volte, il pieno.

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  • silviopilone

    12 Gennaio 2015 - 09:09

    E' proprio della satira, volontaria o involontaria, che si è fatto il pieno, meglio adeguare commenti a toni meno ironiaci e forieri di contributi migliori a qualche dibattito, la satira è divertente, a volte, ma va' usatain modo misurato e consapevole, casomai solamente da chi pssiede un repertoria datto per utilizzarla esente abusi e adeguatamente.

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