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La sentenza della Cassazione

Il semaforo-trappola, il giallo durerà solo tre secondi: pioggia di multe in arrivo

Il semaforo-trappola, il giallo durerà solo tre secondi: pioggia di multe in arrivo

Che la notizia rischi di avere un impatto devastante per gli automobilisti lo confermano le proteste delle associazioni dei consumatori. Eppure, d’ora in poi non ci sono più dubbi: perché una multa al semaforo sia valida non serve che la durata del giallo sia di 4 secondi, è sufficiente che questo duri minimo tre secondi. A stabilirlo è la sentenza con cui la Cassazione ha ribadito quanto aveva già sancito nel settembre 2014, ossia che tre secondi sono congrui per dare all’automobilista il tempo di decidere se fermarsi o meno. Una sentenza le cui conseguenze rischiano di essere parecchio dolorose per gli automobilisti.

In un Paese che già vanta il poco invidiabile record a livello europeo del maggior incremento di multe negli ultimi cinque anni - secondo l’indagine del centro studi “Antonella Di Benedetto” di Krls Network of Business Ethics per Contribuenti.it, le sanzioni in Italia sono cresciute del 987% contro il 30% di Francia, il 24% di Spagna e l’11% della Germania - l’abbassamento di un secondo del tempo limite per il giallo potrebbe segnare un nuovo picco di sanzioni. «Mi sembra che spesso ci sia l’accanimento da parte delle amministrazioni locali su una normativa per fare cassa anziché cultura ed educazione - afferma Gianmario Mocera, presidente di Federconsumatori Lombardia -. Questa sentenza offre uno spazio a chi, nell’accorciamento di qualche frazione di secondo del giallo, vede un’opportunità che non ha scopi educativi».

In questo senso, è difficile fare previsioni. Quanto accaduto a Milano - con i sette autovelox installati la scorsa primavera dall’amministrazione Pisapia che nei primi cinque mesi hanno staccato oltre 630mila verbali in più in una città che già deteneva il record di capitale italiana delle multe (una media di 170 euro incassati dal Comune nel 2013 per patentato) - non lascia però tranquilli. Non solo. I precedenti in tal senso che arrivano dall’estero parlano chiaro. A Chicago, dove nel 2013 il sindaco Rahm Emanuel aveva accorciato il tempo di durata del giallo da tre secondi a 2,9, gli incassi derivanti dalle multe sono lievitati di otto milioni di dollari. Se dunque in Italia i Comuni decideranno di tagliare il tempo del giallo, chissà quanti automobilisti si ritroveranno a pagare una sanzione da 162 a 216 euro e a perdere ben sei punti sulla patente.

Che poi tre secondi siano il tempo necessario per arrestare un veicolo che viaggia a 50 chilometri orari, come rimarcato dalla circolare del ministero dei Trasporti con cui nel 2007 era stato ribadito che la durata del giallo non potesse mai essere inferiore a tre secondi, fa poca differenza. «È una cosa chiaramente assurda - tuona l’avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons - perché l’essere umano ha bisogno di certi tempi di reazione per fare le cose: per questo motivo il tempo andrebbe addirittura allungato, non diminuito. La diminuzione, al contrario, crea uno stress e un’ansia che sono pericolosi per l’incolumità pubblica».

Effetti collaterali legati al funzionamento di un apparecchio che quest’anno celebra il 90° anno di presenza in Italia. Nato a Cleveland, in Ohio, nel 1914, il semaforo sbarcò nel nostro Paese nel 1925, con il primo esemplare installato a Milano, all’incrocio tra Piazza Duomo, via Orefici e via Torino. Attualmente il suo funzionamento è regolato da norme condivise a livello comunitario che si rifanno alla convenzione internazionale di Vienna dell’8 novembre 1968 e agli accordi di Ginevra del maggio 1971. Ma non in tutti i Paesi il funzionamento è lo stesso: in Germania, per esempio, la sequenza è livemente diversa: verde, poi giallo, poi rosso, poi ancora il giallo assieme al rosso e di nuovo vrde. Mentre in Austria, che perònon è firmatara degli accordi, il verde lampeggia prima di passare al giallo.

Le nuove tecnologie stanno comunque portando una serie di novità. A Lucca, ad esempio, il Comune ha sostituito i semafori a lampadina sulla via principale con apparecchi a led, più luminosi e a basso consumo energetico. Non una rivoluzione sul modello di quella che a Oklahoma City ha fatto allungare i tempi di luce verde e accorciare quelli di rosso, grazie a un sistema wi-fi che monitora i flussi di traffico regolando i tempi di accensione dei vari colori, ma è comunque un inizio.

di Dino Bondivalli

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Commenti all'articolo

  • pantera54321

    21 Aprile 2015 - 12:12

    Sempre leggi contro la gente e la logica della vita.........veramente serve ancora votare?

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  • paolo.caranti

    09 Aprile 2015 - 17:05

    Deve lampeggiare il verde prima del giallo e il rosso prima del verde.in Romania ogni semaforo ha il suo display che da i tempi del rosso e del verde.

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  • paolo44

    19 Gennaio 2015 - 16:04

    Amministratori maledetti, mettono a rischio l'incolumità degli utenti. La regola infatti è che se scatta il giallo mentre stai passando o sei all'altezza del semaforo devi PROSEGUIRE velocemente per liberare l'incrocio, non bloccare la macchina. Invece, con queste trappole tarate ad hoc per fregare la gente , tutti inchiodano con grave rischio di incidenti. Governanti criminali, oltre che ladri.

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    • allianz

      23 Gennaio 2015 - 08:08

      Se la macchina è ferma e scatta il verde non c'è nessun problema.Se invece il verde è gia da tempo segnalato dal semaforo occorre ridurre la velocità per potersi fermare in tutta sicurezza e conseguentemente schivarsi la multa con la decurtazione dei punti sulla patente.

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  • massimo1954

    19 Gennaio 2015 - 10:10

    Sono tutte "tasse facoltative!.Basta rispettare il codice e ad un incrocio anche se dalla mia parte ho il "verde",rallento comunque perché ci potrebbe essere qualcuno che passa con il rosso e fatto l'incidente,come posso dimostrare che io avevo il il verde in assenza di testimoni? Con questa guida,arrivo all'incrocio a non più di 45 km/ora e riesco sempre a fermarmi in tempo.

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