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Il blog del predicatore che attacca anche "Libero"

Il blog del predicatore che attacca anche "Libero"

La «Scienza del Corano» di Anass Abu Jaffar prevede, oltre a uno scontato «Je ne suis pas Charlie», anche una fatwa online: «che Iddio punisca questi Individui che hanno offeso il nostro profeta». Lo seguono in tanti, su Facebook.

Da un po’, in coincidenza con le attenzioni della magistratura che lo ha indagato per reclutamento con fini di terrorismo anche internazionale, il 26enne se n’è tornato nel suo Paese d’origine, il Marocco, dopo aver vissuto e predicato per anni a Belluno. Al Veneto rimane ancora legato. Tanto che in questi giorni sta diffondendo un appello a firmare una petizione per chiedere le dimissioni dell’assessore regionale al Lavoro e all’Istruzione, Elena Donazzan, di Fratelli d’Italia. La accusano per una lettera scritta ai presidi il 7 gennaio, nella quale giudica necessaria, dopo il massacro alla redazione di Charlie Hebdo, «una condanna morale che deve scaturire dal profondo di una coscienza comune e che dobbiamo sviluppare nel luogo della educazione collettiva che è la scuola». Lo trova opportuno «anche alla luce della presenza dei tanti alunni stranieri nelle nostre scuole e dei loro genitori nelle nostre comunità. Soprattutto a loro dobbiamo rivolgere il messaggio di richiesta di una condanna di questi atti, perché se hanno deciso di venire a vivere in Europa, in Italia, in Veneto devono sapere che sono accolti in una civiltà con principi e valori, regole e consuetudini a cui devono adeguarsi e la civiltà che li sta accogliendo con il massimo della pienezza dei diritti, ha anche dei doveri da rispettare». Da notare che già prima dell’invito, spiega la Donazzan al telefono con Libero, «il preside di un istituto professionale aveva iniziato il dialogo con i propri studenti musulmani proprio su questo tema. Dopo la mia lettera, me lo ha voluto scrivere». Se i dirigenti scolastici condividono la scelta, c’è anche un mondo che si rivolta contro l’idea di schierarsi contro il terrorismo.

Come se la terrorista fosse lei, la attaccano perché si è permessa di citare il caso di «quel padre italiano, accoltellato due giorni fa nel veneziano da un ragazzino di 14 anni tunisino, per difendere il proprio figlio aggredito a scuola con atti che chiamiamo "bullismo». L’uomo è finito in coma e l’aggressione, commenta l’assessore, «è sintomatica di un’escalation. Testimonia l’esistenza di una progressione. E se ho indicato le comunità di immigrati c’è una ragione: per chi proviene da una cultura a cui non appartiene la violenza, non c’è bisogno di prendere le distanze». Forse non basta nemmeno più chiedere adesioni di principio, conclude l’assessore, invocando «leggi speciali e misure per il controllo delle moschee».
Eppure non condannano il gesto di violenza, ma l’assessore che si è permessa di denunciare il clima di odio. Su di lei, Anass Abu Jaffar avrebbe «tanto da dire ma ringrazio Allah per la pazienza e dico solo che Iddio porti la sua giustizia». Suona quasi come una condanna a morte: «Io non mi devo giustificare. Invito questo assessore a riflettere su ciò che ha chiesto. È come se io chiedessi agli italiani di firmare e condannare la mafia, le crociate, qualsiasi crimine commesso da un italiano o da un cristiano».

Per chiudere il cerchio, nel mirino della «Scienza del Corano» finisce anche Libero, con la prima pagina dell’8 gennaio e il titolo: «Questo è l’islam», quasi fosse la prova che in redazione «la libertà di parola la usano solo quando gli conviene». Gli utenti in un italiano zoppicante commentano che si tratta di «un gruppo di mercenari pagati della cia e solo i fessa credeno a queste film». Peccato che la realtà sia più orrenda

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • alkhuwarizmi

    15 Gennaio 2015 - 12:12

    L'Occidente ha ciecamente adottato l'abito del politically-correct (progressista, multiculturale, multietnico, pacifista, etc. etc.) senza capire la portata spaventosa del fanatismo islamico e il potere devastante che il grido "Allah Akbar" esercita sui musulmani. Migliaia di vittime dal 2001 ad oggi non sono bastate. La guerra tra poveri, l'imperialismo e così via sono castronerie per imbecilli.

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  • etano

    15 Gennaio 2015 - 12:12

    un islamico onesto e moderato è un islamico morto.

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  • Happy1937

    15 Gennaio 2015 - 08:08

    E Angelino lo lascia libero? Bisognerebbe riportare in vita Scelba.

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  • routier

    15 Gennaio 2015 - 08:08

    Gli islamici non sono europei e non lo potranno mai essere. Si comportino da ospiti rispettosi o saranno cacciati a furor di popolo. La misura è ormai colma e temo a presto moti di piazza di "caccia all'islamico"

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