Cerca

Terroristi a casa nostra

Lady Jihad viveva tranquillamente in Maremma. Il Viminale: "Non potevamo fermarla"

Lady Jihad viveva tranquillamente in Maremma. Il Viminale: "Non potevamo fermarla"

Maria Giulia Sergio, 27 anni, di Torre del Greco, convertita all'Islam con il nome di Fatima Az Zahra, ha vissuto qualche mese a Grosseto, in Toscana, nel 2013, insieme al marito albanese Aldo Kobuzi. Ora, lady Jihad, come è stata soprannominata dai media, ha fatto perdere le sue tracce, raggiungendo probabilmente i combattenti in Siria. In Maremma se la ricordano bene quella ragazza italiana con il capo coperto dal niqab.  "Mi ricordo dei capelli castani. In casa non portava il velo", ha raccontato al Giornale una volontaria che aiuta i bambini della famiglia albanese che ha ospitava a Poggioferro la coppia jihadista. "Mi ha chiesto se fossi cristiana per poi dire: 'Io ero cattolica, ma ho abbracciato l'islam perché è una religione più pulita'".

Una coppia normale - Fatima sembrava tranquilla e non ha certo rivelato l'intenzione arruolarsi nella jihad. "Il giorno dopo non ho più visto né lei, né suo marito, ma non ho idea di dove siano finti". Quanto al marito la volontaria racconta che "Aldo era un ragazzo tranquillo, che mi stringeva la mano anche se sono donna. Non ha mai dato segni di estremismo islamico". In realtà, fra la comunità di albanesi della zona ricordano come il giovane non volesse lavorare nelle vigne "perché avevano a che fare con il vino" considerato haram, peccato dall'islam.

Il Viminale sapeva - Del passaggio della coppia jihadista in Toscana era informato anche il Viminale: esiste un rapporto inviato da Grosseto, che dimostra come la i due fossero "attenzionati". Eppure, lo scorso settembre, sono tranquillamente partiti per Roma, dove hanno acquistato un biglietto per la Turchia. Grazie alla filiera albanese della guerra santa poi sono entrati in Siria. Ma gli "addetti ai lavori" si giustificano spiegando che "era impossibile fermarla. L' unico reato contestabile è il reclutamento, ma non la riguardava. Solo adesso si parla del ritiro preventivo del passaporto".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • degama

    19 Gennaio 2015 - 13:01

    Oltro genere di conforto per terroristi.

    Report

    Rispondi

  • aldo42

    19 Gennaio 2015 - 11:11

    Ma che ritiro preventivo del passaporto...queste bisogna inviarle e mai più farle rientrare. Ma che giustizia è ? Se uno delinque viene privato di tutti i diritti e sbattuto in cella a vita, ma da noi fra indulti, buona condotta e cazzate varie neppure si va in galera. Chi vuole essere terrorista, deve essere privato di tutto, anche della cittadinanza italiana. Punto e basta.

    Report

    Rispondi

  • alkhuwarizmi

    17 Gennaio 2015 - 12:12

    In Italia potrebbe arrivare direttamente Maometto per guidare la guerra santa e nessuno se ne accorgerebbe. I cosiddetti servizi di "intelligence" sono pietosi. I controlli degli arrivi e pertenze negli aeroporti sono un colabrodo, per usare un termine tanto vecchio quanto efficace. Le Autorità di Sicurezza non sanno mai nulla, si accorgono sempre dopo. Siamo l'ultimo Paese del mondo.

    Report

    Rispondi

  • allianz

    16 Gennaio 2015 - 23:11

    Mamma mia come si è ridotta questa.Un po di sane sberle date per tempo accompagnate da corposi calci nel deretano forse l'avrebbero salvata.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog