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Coppia diabolica

Parla il ragazzo aggredito con l'acido: "Mi sono sentito bruciare il viso"

Parla il ragazzo aggredito con l'acido: "Mi sono sentito bruciare il viso"

È stato avvicinato da una donna che indossava un piumino bianco, aveva il volto coperto da una sciarpa e un atteggiamento minaccioso. Quando la ragazza gli ha lanciato del liquido, istintivamente si è protetto con una mano, ma il viso si è comunque bagnato e ha iniziato a bruciare. Questa è la sequenza dell’agguato che Pietro Barbini, sfregiato con l’acido dall’amica Martina Levato e dall’amante di lei Alexander Boettcher, ricostruisce davanti agli investigatori della polizia e al procuratore aggiunto Alberto Nobili nel corso di un lungo colloquio in ospedale a Niguarda, dove il ragazzo è ricoverato dal giorno dell’aggressione.

Triangolo morboso - Nella sua testimonianza Barbini descrive per filo e per segno il suo rapporto di amicizia, sfociata poi in un amore platonico, con Martina quando entrambi frequentavano il liceo Parini. Recentemente la situazione si era evoluta, il rapporto con la ragazza si era fatto più stretto e Barbini era stato coinvolto in una sorta di triangolo morboso di cui facevano parte anche l’amica delle superiori e il suo amante, Alexander Boettcher, che lo avevano contattato più volte con sms, messaggi sui social network e su WhatsApp. Barbini ha anche raccontato del nuovo amore di Martina, Alexander, che la ragazza chiamava "l’amministratore delegato" e con il quale aveva rapporti intimi e morbosi.

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