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Il piano del consumatore

Equitalia, cartella esattoriale da 87 mila euro: il giudice applica la legge e la riduce a 11

Equitalia, cartella esattoriale da 87 mila euro: il giudice applica la legge e la riduce a 11

È la rottamazione degli studi di settore? Forse. Quegli odiosi meccanismi che, specie negli ultimi anni di crisi, hanno creato più di un problema alle partite Iva oltre che alle piccole e medie imprese, potrebbero finire in soffitta. A dare una spallata, ieri, allo strumento creato per accertare e determinare i redditi di imprese, lavoratori autonomi e professionisti è stata Rossella Orlandi: se un imprenditore ha motivi seri, certi e documentabili per non adeguarsi allo studio di settore non deve adeguarsi. Quello che ha detto il direttore dell’agenzia delle Entrate per certi versi non è una novità clamorosa: tuttavia se a parlare in questi termini è il numero uno del fisco italiano il quadro cambia drasticamente. Il messaggio «politico» è forte.

Addio studi di settore - Nel dettaglio, Orlandi ha spiegato che gli studi di settore «non sono uno strumento catastale, ma uno strumento di accertamento e nessuno è obbligato a pagare per reddito che non ha. Se siete convinti che i vostri dati siano corretti non adeguatevi». Più che un chiarimento (del quale non ci sarebbe bisogno), quello di «lady fisco» pare un invito: verificate bene i vostri conti e lasciate stare gli studi di settore. Se ci sarà una profonda riforma è presto per dirlo. In ogni caso, è evidente il tentativo di Orlandi di «umanizzare» l’amministrazione tributaria cercando di migliorare il dialogo tra Stato e cittadini. Obiettivo evidente anche quando il numero uno del fisco ha parlato della nuova dichiarazione dei redditi precompilata: «l’agenzia delle Entrate non ha mai fatto campagne terroristiche» sul nuovo 730. «Mi auguro che questa importante riforma - ha aggiunto- venga portata a fondo», ma «bisogna evitare contrapposizioni che non servono a questo Paese. Vorrei chiedere a tutti uno sforzo grande per provare a fare ognuno il massimo». Staremo a vedere.

La storia - Frattanto, altre buone notizie per i contribuenti sono arrivate da un tribunale, quello di Busto Arsizio in provincia di Varese. I magistrati lombardi, grazie all’azione dell’avvocato Pasquale Lacalandra, hanno dato semaforo verde a uno dei primi casi in Italia di «piani del consumatore» abbattendo un debito fiscale di una impiegata in cassa integrazione dell’87%, da 86mila euro a 11mila euro. La questione ruota attorno a una legge approvata nel 2012 sulla «composizione della crisi da indebitamento». Si tratta di norme poco conosciute che hanno di fatto introdotto nel nostro ordinamento il «fallimento» delle persone fisiche e dei piccoli imprenditori, vale a dire l’accertamento di situazioni di bilanci «familiari» in rosso, tecnicamente si parla di «squilibrio economico tra i pagamenti da effettuare e il patrimonio del debitore». Un po’ quel che accade quando un’azienda alza bandiera bianca e si avvia una procedura concorsuale.  Come funziona? «Le procedure - spiega l’avvocato Lacalandra - riguardano i debitori non soggetti al fallimento (piccoli imprenditori, professionisti, privati in genere, ecc.)». E quali sono i vantaggi? «Il procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento - dice l’avvocato - permette di rivolgersi al tribunale con una proposta che, se accolta, diventerà vincolante per i creditori, anche se non si prevede il pagamento integrale di tutti i debiti». Nel caso deciso dalle toghe di Busto Arsizio è stata data una sforbiciata a una cartella esattoriale di Equitalia. Con un taglio dell’87% che è quasi da incorniciare.

di Francesco De Dominicis
twitter@DeDominicisF

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Commenti all'articolo

  • ricerchina

    16 Febbraio 2015 - 17:05

    Ho recentemente comprato un libro sull'argomento che consiglio a chi volesse saperne di più sui dispositivi legislativi che consentono ciò che è stato possibile alla signora. Si chiama "Il sovraindebitamento civile e del consumatore", di Sarcina, 2014. Sono cose che si devono sapere

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  • routier

    30 Gennaio 2015 - 09:09

    La signora Orlandi dice che non bisogna adeguarsi ad un accertamento fasullo: (studi di settore). E brava la signora "fisco" . Degna del premio Nobel per l'economia: HA SCOPERTO L'ACQUA CALDA !

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  • semiserioso

    29 Gennaio 2015 - 20:08

    finalmente si sono accorti che bisogna "umanizzare" il fisco...come mai?..se ogni giorno chiudono circa mille medie e piccole aziende, lorsignori hanno deciso che le rimanenti aziende non vanno ulteriormente strozzate...

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  • romamaccio

    29 Gennaio 2015 - 13:01

    Qualcuno come l'avvocato,li ha riportati con i piedi per terra! anche se il carrozzone della publica amministrazione non sarà daccordo per il timore di perdere qualche privileggio.

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