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Il delitto di Brembate

Yara, il piano per far scarcerare Bossetti: dna, i peli, i vestiti

Yara, il piano per far scarcerare Bossetti: dna, i peli, i vestiti

E' incentrata sulla mancata corrispondenza tra il Dna mitocondriale trovato sul corpo di Yara Gambirasio e quello nucleare, attribuito a Massimo Bossetti, l'istanza di scarcerazione che verrà presentata oggi dal legale del muratore, Claudio Salvagni. Ma non solo. Nell’istanza la difesa ripercorre le tappe di questa vicenda giudiziaria - dal no del gip e dei giudici del Riesame di Brescia alla scarcerazione - fino al ricorso in Cassazione (l’udienza è il programma il prossimo 25 febbraio) focalizzando l’attenzione sulle nuove perizie dell’accusa in cui si evidenzia, oltre ai dubbi sul Dna,l’assenza di peli e capelli di Bossetti sul corpo della vittima; così come sugli abiti, gli attrezzi e il furgone sequestrati all’indagato. Nuovi elementi, "fatti nuovi sopravvenuti", che consentono alla difesa di potersi rivolgere nuovamente al giudice dell’udienza preliminare chiedendo la scarcerazione di Bossetti e in subordine una misura meno restrittiva. "In un Paese civile sarebbe già libero", ha detto l'avvocato Salvagni al Messaggero che ha anticipato la battaglia che si svolgerà in aula, quando scaduti i termini per l' immediato, si procederà con rito ordinario davanti ai giudici della Corte d' Assise.

Dna - Il legale di Bossetti, in carcere dal 16 giugno per l'omicidio della piccola ginnasta di Brembate, ha ribadito che se non c'è una corrispondenza tra il dna mitocondriale di "Ignoto 1" trovato sul corpo di Yara e quello di Bossetti, "da qualche parte c'è un errore e di fronte al dubbio che tutto ciò possa aver preso una piega strana, secondo me Bossetti deve essere rimesso in libertà, per rispetto dei cardini del nostro diritto: la presunzione d'innocenza". D'altra parte Carlo Previderè, consulente della pm Letizia Ruggeri, nella sua relazione sostiene che la quantità di mitocondri varia da persona a persona e poiché la traccia lasciata da "Ignoto 1" è mista (sangue della vittima e sangue dell' omicida) ciò può aver prodotto risultati anomali. Ad esempio il dna mitocrondriale di Yara potrebbe aver coperto quello di chi l'ha uccisa. In più c'è l'effetto deterioramento: secondo la prima analisi dei Ris quel reperto è troppo esiguo e rovinato per essere attribuito a qualcuno, perciò non è stato preso in considerazione.

Il furgone - Altro elemento su cui punta la difesa di Bossetti, secondo la ricostruzione del Messaggero, è la mancanza di tracce di Yara sul furgone e sull'auto del muratore. I Ris hanno smontato entrambi i mezzi e nessun elemento conferma quanto sostiene l'accusa, cioè che Bossetti abbia caricato la ragazzina sul suo Iveco Daily prima di buttarla stordita nel campo di Chignolo d'Isola. Nè sono stati trovati sul corpo di Yara reperti piliferi (capelli, peli, fibre) appartenenti al sospettato. E ancora: in sette mesi di indagini non sono emersi contatti tra la ragazzina e l'uomo. Gli inquirenti si sono accaniti sulla questione, eppure a quanto pare non si conoscevano. Una conclusione investigativa cristallizzata nell'ordinanza con cui il Tribunale di Brescia, a ottobre, ha negato la scarcerazione al manovale. "Massimo Bossetti ha sempre negato di aver conosciuto Yara; nemmeno sono emersi indizi di una frequentazione tra l'indagato e la ragazzina. Si impone quindi la deduzione che il contatto tra i due - comprovato dalle citate tracce biologiche - si sia verificato dopo la scomparsa dell'offesa".

Pubblica gogna - "Nonostante una perizia firmata da Carlo Previderè, consulente dell’accusa, abbia evidenziato dei palesi errori nell’analisi delle tracce del Dna rinvenuto sul corpo di Yara, la Procura persista nel colpevolizzare Bossetti, sebbene sia ormai evidente che le lunghe e costose indagini non abbiano portato ad alcuna prova decisiva per la sua incriminazione". Lo afferma il criminologo investigativo Ezio Denti, che fa parte del pool difensivo di Massimo Giuseppe Bossetti. "Fa specie realizzare - spiega - che in Italia dove, teoricamente, si discute del giusto processo e del sistema di garanzie a favore di chi è imputato, l’opinione pubblica e tutti gli addetti ai lavori, sin dall’arresto di Bossetti, si siano orientati nel presumerne la colpevolezza, anziché l’innocenza, senza nemmeno conoscere il contenuto delle indagini e degli atti di causa". Per Denti "le mostruose forze messe in campo dalla procura, che dovrebbero essere strumento di tutela della giustizia e mezzi per la scoperta della verità, si sono rivoltate contro un cittadino qualunque, diventando, per lo stesso, strumenti di ingiustizia e sofferenza". E se la tesi innocentista della difesa, dopo la "pubblica gogna", dovesse mostrarsi corretta "come si potrà superare - si chiede - il dramma personale e familiare che Bossetti ha affrontato e dovrà affrontare in futuro?". E al momento opportuno "si vedrà cosa avranno da dire tutti coloro che hanno visto in lui ’il diavolo' o lo hanno additato - conclude Denti - come 'l’assassino'".

I tempi - Tutti questi elementi consentono alla difesa di potersi rivolgere nuovamente al giudice dell’udienza preliminare chiedendo la scarcerazione di Bossetti e in subordine una misura meno restrittiva. Da oggi, quando l’istanza arriverà sul suo tavolo, il giudice ha cinque giorni di tempo per decidere se rimettere in libertà o meno Bossetti.

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Commenti all'articolo

  • umberto2312

    10 Febbraio 2015 - 14:02

    Sono sempre più convinto che la gestione della giustizia sia in mano a degli incapaci .Magistratura in primis.

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  • acerbo6142

    09 Febbraio 2015 - 17:05

    Posso comprendere che nell'immediatezza dei fatti si possono verificare degli errori compulsati dalla concitazione dei delegati alle indagini, anche se il P.M. ed il G.I.P. rimangono indirizzati. A bocce ferme, come suol dirsi, non è comprensibile che si affermi il "convincimento" del Giudice e non anche le prove a favore dell'indagato, che va liberato, senza ammannire " pericoli non sorretti.

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  • aldo delli carri

    09 Febbraio 2015 - 14:02

    viva bossetti, abbasso la procuraaaaaaaaaaaaaa

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  • salvio53

    09 Febbraio 2015 - 14:02

    arrestate i magistrati e fategli rimborsare tutte le spese inutili sostenute

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