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Parla Graziano Stacchio

Il benzinaio eroe: "Non volevo uccidere, ma sparerei ancora al rapinatore"

Il benzinaio eroe: "Non volevo uccidere, ma sparerei ancora al rapinatore"

"Se avessi voluto veramente ucciderlo, mi creda, avrei sparato diversamente: ho il porto d’armi da cinquant’anni e il bandito era a venti metri da me. Invece ho premuto il grilletto con freddezza, ho mirato alla gamba. E se lui fosse rimasto a terra, se non si fosse messo alla guida dell'auto, oggi forse sarebbe ancora vivo".

Graziano Stacchio, 65 anni, parla della sparatoria di martedì scorso davanti alla gioielleria Zancan - a pochissimi metri dal suo distributore, a Ponte di Nanto (Vicenza) - nella quale è morto il nomade pluripregiudicato Albano Cassol, 41 anni.

Perché gli ha sparato?
"Perché mi stava uccidendo. Ho avuto paura di morire, che potessero ammazzare anche mia moglie, che gridava disperata: non voleva mettersi al riparo finché io ero lì fuori".
Racconti la sparatoria.
"Tenevano sotto tiro la cassiera, hanno cominciato a sparare contro Roberto, il titolare della gioielleria. A quel punto ho voluto attirare l’attenzione su di me: ho esploso un colpo in aria ma non sono stato preso sul serio. Allora ho sparato contro l'auto dei rapinatori per fargli capire che non erano proiettili di gomma. Ma in macchina in quel momento non c’era nessuno, lo voglio sottolineare".
Quindi il colpo contro Cassol. Cosa ha pensato in quel momento?
"Che stavo per morire. Ma ripeto, non ho alzato il tiro: potevo colpirlo al petto, non l'ho fatto".
C’è chi dice che la reazione è stata spropositata.
"Se lui avesse usato i pugni, l'avrei fatto anch'io. Se avesse tentato di picchiarmi con un bastone, ne avrei preso uno anch'io. Invece ha usato un'arma e io ho fatto altrettanto. Ho il porto d’armi da una vita ma non avrei mai pensato di usarlo per colpire una persona. Il fucile peraltro non l'avevo nemmeno comprato io".
E chi?
"Me l'aveva regalato un amico. Lo tenevo custodito in un armadietto di ferro dentro al distributore".
Quanto tempo è passato prima che sparasse ai rapinatori?
"Li vedevo davanti alla gioielleria che buttavano giù la porta. Sentivo i clacson delle macchine dei passanti, l'allarme che suonava. Pensavo alla povera ragazza dentro al negozio. A quel punto ho deciso d’intervenire".
Rifarebbe tutto?
"Sì. Come dicevo, se Cassol fosse rimasto a terra forse sarebbe bastato un laccio emostatico. Se sei ferito non scappi, stai fermo, non ti metti al volante. Mi permetta…".
Prego.
"Se una persona fa così, non ha rispetto né per la sua vita né per quella degli altri".
Lei ora vive sotto scorta. Teme ritorsioni?
"La pattuglia mi rassicura ma non ho paura, perché lo sanno pure i parenti e gli amici di Cassol che non volevo uccidere".
Chi la conosce parla di lei come una persona pacifica.
"Credo molto in Dio. Non ho mai fatto male a nessuno. Ho fatto della solidarietà una delle mie ragioni di vita. Nel 1984 ho salvato una ragazza che stava annegando in un canale. Sono donatore di sangue. Ho fatto l'alpino. Nel 2000 sono stato nominato Cavaliere dal presidente della Repubblica per le mie attività di solidarietà".
Cosa farebbe se in questo momento avesse davanti i familiari di Cassol?
"Abbraccerei la vedova e i bambini. Penso che la signora non sapesse cosa faceva suo marito, altrimenti l'avrebbe denunciato. E i bambini sono innocenti. Mi scusi, ma se penso a mia nipote adesso mi viene da piangere"
Come si sente?
"Sono a posto con la coscienza, perché so di aver agito per il meglio, ma provo tanto dolore. Una cosa così ti segna per sempre. In famiglia siamo mortificati, ma confidiamo nella giustizia".

di Alessandro Gonzato

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Commenti all'articolo

  • alex333al

    11 Febbraio 2015 - 21:09

    fossi stato io al suo posto l'avrei freddato due volte il delinquente, questa gente è meglio che sparisce. E' da tener presente che se il ladro poteva ammazzare il benzinaio non avrebbe esitato

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  • semiserioso

    11 Febbraio 2015 - 08:08

    "rifarebbe tutto?"... e menomale che almeno uno c'è in Italia che dimostra di avere ancora le palle d'acciaio!!! però, la prossima volta, mirare più in alto..in mezzo alle gambe per intenderci...così da impedirgli di scappare...e tentare di salvargli la vita..in mezzo ai tormenti della gran colpa...

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  • jborroni

    10 Febbraio 2015 - 21:09

    e non alle gambe, per essere sicuro.......

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  • scorpione2

    10 Febbraio 2015 - 21:09

    allianz, allora stacchio non ha sparato due colpi e quarda caso la fortuna ha avuto il tempo di ricaricare la doppietta e sparare ancora mirando alle gambe perche' ha il portodarmi da 50 anni,invece il malvivente doveva essere un deficente in fatto di armi,perche' con un arma da guerra in mano non riesce a colpire un bersaglio da 20 metri.non ti sembra che alcuni passaggi non coincidano?

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