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L'inchiesta di Brembate

Massimo Bossetti, depositata la perizia sul pc: cercava tredicenni vergini

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Massimo Bossetti, depositata la perizia sul pc: cercava tredicenni vergini

I giudici hanno appena respinta la richiesta di scarcerazione per il muratore di Mapello. Massimo Bossetti, in carcere con l'accusa di avere ucciso la piccola Yara Gambiarasio. Adesso emergono nuovi particolari dalla perizia informatica svolta sul suo pc. La relazione informatica è stata depositata in procura e - secondo quanto scrive Repubblica - dimostra che Bossetti frequentava siti porno. In  particolare le parole più usate nelle sue ricerche erano "13enni", "vergini", "rosse" e "sesso con gli animali". Secondo il pm Letizia Ruggeri, titolare delle indagini, questi sarebbero ulteriori indizi contro Bossettti. Non solo. Sempre stando a quanto racconta il quotidiano Repubblica Bossetti cercava di "pulire" le sue ricerche cancellando cache e file compromettenti anche con programmi ad hoc. Secondo le indagini dei periti sul suo pc, l'ultima ricerca di ragazzine su internet risale a due settimane prima del suo arresto: il 29 maggio del 2014. Bossetti cercava anche fatti di cronaca nera. E si informava sul caso di Yara Gambirasi.. Nel suo pc una traccia porta anche a Tgcom24 e a un articolo che parlava della ricerca di ignoto 1, quello che poi avrebbe appunto preso il suo nome.

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Commenti all'articolo

  • bernardroby

    19 Febbraio 2015 - 07:07

    Solo un deficiente può tirare in ballo destra o sinistra in un caso del genere ? A dimostrazione della pochezza mentale stereotipata di certa gente che parla solo per luoghi comuni ! Cresci che e ora !!!!!! Per la serie coda di paglia , se cerchi la verità sei complice , se infami qualcuno sei un santo ? I sinistri non sono gli incidenti ma il cervello di certa gente , e non parlo dei mancini .

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  • calimero63

    13 Febbraio 2015 - 08:08

    sono cose che pressochè tutti i maschietti fanno...un conto è "cercare" sul web,fosse pure cose disdicevoli,un altro conto è uccidere una ragazzina.

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  • pasiel

    13 Febbraio 2015 - 02:02

    Certo che qui in Italia la presunzione di innocenza,non esiste più,basta guardare la vita in diretta,comunque ogni provider archivia gli indirizzi in un archivio log ,basta che un giudice ne faccia richiesta per averli senza stare li a dire che cercano tracce nel PC anche se la ricerca è in incognito,i provider hanno sempre gli indirizzi,la verità per me che questi menano il cane per l'aia

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