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Minaccia terroristica

Caccia ai due uomini dell'Isis: sono libici e pericolosi

Caccia ai due uomini dell'Isis: sono libici e pericolosi

A Londra il Daily Telegraph scrive che l’Isis intende infiltrare i propri uomini sui barconi che dalla Libia arrivano in Italia, ma a Roma siamo già oltre: in una nota che l’Arma ha inviato alle stazioni dei carabinieri della città si legge che nella capitale sono presenti, da qualche giorno, due «soggetti islamici pericolosi, sospettatati di terrorismo». Dei due - scrive il settimanale Espresso, che ha dato la notizia - esistono anche gli identikit: uno è sotto i 30 anni, con i capelli corti, l’altro più giovane, alto e con le treccine. Si ignorano i loro nomi. Si sa però che si sono recati in un’armeria della Capitale (e non al mercato nero, come invece si era capito in un primo momento) per acquistare un giubbotto antiproiettile e un visore notturno. Non armi vere e proprie, quindi, ma questo non tranquillizza affatto gli inquirenti: il timore, infatti, è che le armi da fuoco siano già in loro possesso, e che giubbotto e visore servano a completare l’equipaggiamento necessario per un blitz. Proprio il tentativo di acquistare il materiale - non riuscito perché l’armiere si è rifiutato di venderlo - li avrebbe traditi. Durante questa trattativa i due si erano presentati come cittadini libici. Da allora è iniziata la caccia all’uomo. Si sospetta che i due siano ancora nella Capitale: le ricerche si stanno concentrando nei quartieri multietnici come l’Esquilino e il Pigneto. «Caso rintraccio», si legge nella nota dell’Arma, «fermarli con le dovute precauzioni, perquisirli sul posto e accompagnarli in caserma». 

Mentre la realtà corre più veloce che nelle pagine di un romanzo, la politica si muove con i tempi biblici dell’ordinaria amministrazione. Non c’è ancora traccia, infatti, del testo ufficiale del decreto antiterrorismo approvato dal governo il 10 febbraio. La cosa è stata rimarcata da Nicola Molteni, responsabile sicurezza della Lega, al convegno organizzato ieri dal sindacato autonomo di polizia Sap. «Sono passati dieci giorni, l’allarme terrorismo è sempre più concreto e quel decreto ancora non è stato pubblicato. Ci piacerebbe sapere», incalza Molteni, «se è quello che ha raccontato Alfano in conferenza stampa o se contiene altre cose. Per ora, sappiamo solo che dopo gli attentati di Parigi la Francia ha aumentato di 700 milioni la spesa nel settore antiterrorismo e ha previsto l’assunzione di 2.680 agenti ed esperti di intelligence, mentre il governo italiano non ha stanziato un euro in più».

Quando sbarcherà in Parlamento, il provvedimento dovrà affrontare numerosi emendamenti. A cominciare proprio da quelli della Lega: Matteo Salvini intende fare proprie le sei proposte per la sicurezza e la lotta al terrorismo illustrate ieri dal Sap e spedite nei giorni scorsi a Matteo Renzi. Per rafforzare gli organici e metterli in grado di affrontare le nuove minacce il sindacato chiede lo sblocco totale del turn over; il mantenimento dei 251 presidi di Polizia che il governo intende chiudere; l’assunzione di coloro che hanno già superato il concorso di selezione ma non sono stati assunti; di colmare - tramite concorsi interni già fatti - il gap dei novemila sovrintendenti mancanti all’appello; l’assunzione di tutti coloro (circa tremila) che sono stati dichiarati idonei al concorso da ispettore e - infine - l’organizzazione di un corso stabile anti-terrorismo, destinato a tutti i 12.000 operatori di Volante e dei Reparti prevenzione crimine. Al momento infatti sono appena 320 (cioè i Nocs e i Gis) gli uomini addestrati a colpire un bersaglio in movimento, cioè ad affrontare situazioni simili all’attentato compiuto nella sede di Charlie Hebdo, e ancora di meno sono quelli che sanno come reagire dinanzi a un attacco biochimico o nucleare. Il costo delle proposte illustrate da Gianni Tonelli, segretario del Sap, è pari, a regime, a 44 milioni l’anno.

È probabile che anche altri partiti facciano proprie, tutte o in parte, queste richieste. Ieri sono state condivise infatti da Forza Italia, tramite Maurizio Gasparri, e da Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d’Italia. Molto più cauto Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, il quale ha promesso comunque «una robusta riorganizzazione della dislocazione e dell’organizzazione delle forze dell’ordine».

di Fausto Carioti

 

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Commenti all'articolo

  • tizi04

    19 Febbraio 2015 - 10:10

    ma no per pinocchio basta comunicare loro che se ne devono andare dall'italia, dare il foglio di via ed e` fatta. Magari gli si puo`fare una piccola paternale, ma senza offenderli minimamente, nominare la loro religione o i loro usi e costumi, insomma una bella pacca sulle spalle evia.Poi loro si recheranno alla frontiera e se ne andranno.E` cosi` facile!Non possono dare una ripassata alla boldri?

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  • TOCAI

    19 Febbraio 2015 - 09:09

    Quando i buoi sono scappati, chiuderanno le porte. Questa è la politica del PD , NCD e SEL. Che Dio ce ne scampi e liberi da questo letame di persone, che in meno di un anno hanno disastrato e infestato la nostra Italia con la politica buonista del migrante bisognoso. Ma dove trovano tutti quei soldi in dollari per farsi traghettare ? Forse sono pagati dalle organizzazioni sinistrosse di casa.

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