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Processo Ruby, il sospetto trappolone alle olgettine dei giudici: informazioni in cambio di sconti di pena

Processo Ruby, il sospetto trappolone alle olgettine dei giudici: informazioni in cambio di sconti di pena

C'è un sospetto che sta crescendo da giorni tra gli osservatori dei processi a Silvio Berlusconi, alle prese con una nuova offensiva giudiziaria vista l'accelerazione dei processi Ruby 1, Ruby ter, il Tarantini a Bari e quello con De Gregorio a Napoli. In particolare per la Procura di Milano, il soccorso potrebbe arrivare da una delle "olgettine", così come riportato alcuni giorni fa da un articolo su Diva e Donna. Secondo corriere.it da Marysthell Polanco sarebbe partita una lettera, partita dall'indirizzo di casa di un'altra olgettina Aris Espinosa, indirizzata a Ilda Bocassini. Il magistrato, accusa nei processi "Ruby" e "Ruby bis", ha girato la lettera ai pm che si occupano del "Ruby ter", Pietro Forno, Luca Gaglio e Tiziana Siciliano. 

Pressione - Sul settimanale si racconta che: "C'è chi ha preso carta e penna per scrivere a Ilda Bocassini, magistrato simbolo del caso Ruby, per chiedere di essere ascoltata". Un bel trappolone ancora tutto da decifrare che apre due ipotetici scenari. La stretta degli inquirenti sulle ragazze che frequentavano Arcore si è fatta sempre più pressante. Nei giorni scorsi la polizia giudiziaria ha spulciato casa per casa mettendo sotto sequestro denaro e gioielli, ipotetici regali del Cavaliere alle sue ospiti. Clamoroso è il caso di Francesca Cipriani che ha raccontato alla Zanzara la perquisizione in casa e il sequestro di 45 mila euro dal conto in banca, in realtà rivelatisi i risparmi di una vita dei suoi genitori.

Ricatto - La voce sul possibile contatto aperto tra qualcuna delle indagate e la Bocassini potrebbe essere un tentativo di qualche ragazza per spillare altri quattrini a Berlusconi. Il Cavaliere non ha mai fatto segreto di aver riconosciuto 2500 euro al mese alle ragazze ospiti di casa sua, un aiuto a chi per l'improvvisa notorietà negativa dovuta agli scandali aveva perso lavoro e visto allontanarsi gli affetti. PEr i giudici quelle "paghette", proseguite dopo l'inizio del processo, dimostrano che Berlusconi voleva addomesticare la loro testimonianza. Uno scenario poco verosimile e che certamente i legali del Cavaliere non si sognerebbero mai di approvare.

La prova - L'ipotesi più probabile, invece, è che la Procura abbia spolverato vecchi metodi già visti durante Mani Pulite per scucire facili confessioni in cambio di sconti di pena. Come scrive l'Huffingtonpost, ai magistrati manca "il nesso tra pagamento e falsa testimonianza - perché - non basta la traccia dei soldi". Se una o più ragazze arrivasse al punto di confermare le accuse sulle quali da tempo i pm insistono, per l'accusa sarebbe "La prova". Le perquisizioni sono servite per sequestrare anche computer e smartphone e la speranza dei pm è di trovare foto e video. Non ci sarebbe da sorprendersi se presto questi file sbucassero su siti e quotidiani fiancheggiatori, così da aumentare la pressione su chi, soprattutto dopo una perquisizione in casa, esasperata potrebbe assecondare le accuse, nella speranza di liberarsi dalla pressione delle indagini. 

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Commenti all'articolo

  • lodovico.malavasi

    16 Marzo 2015 - 23:11

    Per essere vera giustizia si devono bloccare e sequestrare i conti fino a terzo grado di parentela....... escludendo i nipoti se minori

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  • gianni_miotto

    23 Febbraio 2015 - 19:07

    E' giusto che la Procura cerchi la verità.

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  • gabrisan

    gabrisan

    23 Febbraio 2015 - 19:07

    Forse adesso si capisce perché alla procura di Milano hanno lasciato Bruti Liberati al suo posto, togliendo di mezzo Robledo.

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  • Napolionesta

    23 Febbraio 2015 - 18:06

    Ma non c`e` nessuno in Italia che toglie questa malfamata rossa dalla circolazione? Un Italiano in Germania.

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    • stefanosulas

      25 Febbraio 2015 - 09:09

      Tu rimani nascosto in Germania, dietro al tuo computerino,, che ad arrestare tanti tuoi amici mafiosi ci pensa lei.

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