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Il delitto di Brembate

Yara, spunta un nuovo elemento: fu uccisa con un coltello da sub

Yara, spunta un nuovo elemento: fu uccisa con un coltello da sub

L’arma del delitto di Yara Gambirasio sarebbe "verosimilmente compatibile con un coltello da sub. Una lama particolare, con uno spessore significativo, non un cutter". Lo ha annunciato l’avvocato Claudio Salvagni, difensore di Massimo Bossetti, ieri sera durante la trasmissione Quarto Grado, in onda su Retequattro.

Coltellate - Yara aveva 13 anni quando alle 18.43 del 26 novembre 2010 lasciò la palestra di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, diretta a casa, a 700 metri di distanza. Non arrivò mai a destinazione: fu intercettata durante il tragitto ed uccisa da un uomo che dopo quasi tre anni di indagini non ha un volto e un nome. Quel brutale omicidio ancora avvolto dal mistero è stato scoperto soltanto tre mesi dopo, quando il cadavere della giovane atleta fu scoperto in un campo di Chignolo d'Isola, ad una decina di chilometri dal luogo della scomparsa. Era il 26 febbraio 2011 quando i resti furono rinvenuti dopo lunghe ed estenuanti ricerche. Fu chiaro fin dai primi esami autoptici che la giovane era stata uccisa, quasi certamente aggredita a coltellate e colpita con oggetti contundenti.

Nuovi elementi - Già nel novembre scorso il collegio difensivo si era detto convinto che a infliggere otto ferite da taglio e una da punta a Yara Gambirasio non fosse stato un solo soggetto. Il settimanale Oggi, tre mesi fa sosteneva, in base alle considerazioni dei legali del carpentiere in carcere dal 16 giugno, che la ragazzina di Brembate fu uccisa con tre armi diverse: un cutter, un coltello a serramanico e uno con la punta a scalpello. Adesso è arrivato un ulteriore elemento: il coltello da sub. Non solo. Quarto Grado ha dato ieri sera una notizia in esclusiva: sugli abiti di Yara  sono stati rilevati microframmenti metallici, che sarebbero compatibili con le polveri riscontrate sui sedili del furgone di Massimo Bossetti.

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Commenti all'articolo

  • bernardroby

    22 Febbraio 2015 - 07:07

    Cioè dopo anni riescono a capire , forse l'arma utilizzata , e poi scoprono le fibre del sedile del furgone di Bossetti , dopo 3 mesi che indumenti della povera Yara sono stati esposti al vento e all'acqua ? Cioè ma questi sono fuori di testa o cosa ? Purtroppo , come la scuola , la sanità , ed altri compartimenti di stato , alcune procure , sono una macchina mangiasoldi .

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  • zydeco

    21 Febbraio 2015 - 17:05

    In altre parole dopo 5 anni non c'e' una prova definitiva. Non si sa nemmeno quanti parteciparono all'omicidio di questa povera eagazzina. Ogni giorno, dopo tutti questi anni di indagini, salta fuori qualche"clamorosa" notizia. Intanto gli "esperti" di DNA nei commenti hanno condannato il povero Bossetti. Che tristezza e che ignoranza.

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  • soter66

    21 Febbraio 2015 - 17:05

    Non è un presunto colpevole,il DNA è il suo,quella storia del DNA MITOCONDRIALE è una stupidaggine.Bossetti era sul luogo del crimine,ma potrebbe avere avuto dei complici.

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  • pafred

    21 Febbraio 2015 - 16:04

    A me fa paura una cosa: dopo migliaia di DNA fatti a quasi tutta una valle bergamasca si è giunti ad individuare un "presunto colpevole". Si è spesa una cifra imponente e quindi l' assassino non può essere che lui, è stato lui e non si discute. In un paese in cui si fanno perizie , super perizie e se non bastasse stra perizie il solo DNA di Bossetti è sufficiente per condannarlo.

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