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L'appello fascista dei ricchi grazie a Mondadori che ora vogliono sabotarla

L'appello fascista dei ricchi grazie a Mondadori che ora vogliono sabotarla

Storicamente, firmare appelli e manifesti, per gli intellettuali, non è quasi mai un’idea brillante. E non serve riandare con la memoria al famigerato «Manifesto della razza» del 1938 o allo sciagurato appello contro il commissario Calabresi del 1971 (anche se poi certi nomi, da Umberto Eco a Nanni Balestrini, si ripetono immancabilmente); si parva licet..., basta sfogliare il Corriere della Sera di ieri, dove Eco, sempre in prima fila quando si tratta di attaccare Silvio Berlusconi o quello che lui ama chiamare «Ur-Fascismo», ha pensato bene di riunire attorno a sé ben 47 scrittori e autori per intimare che il matrimonio Mondadori-Rcs, come quello tra Renzo e Lucia (e l’esempio non sembra dei più felici...), «non s’ha da fare».

Ebbene, nel merito, cioè sull’opportunità dell’acquisto della Rcs Libri (vale a dire Adelphi, Archinto, Bompiani, Fabbri, Rizzoli, Bur, Lizard, Marsilio e Sonzogno) da parte della Mondadori, si può e si deve discutere. La nascita di un colosso editoriale che avrebbe il 40% del mercato italiano pone in effetti dei problemi - ma certo, tra i tanti, non quello di rendere prevedibili i premi letterari: il vincitore dello Strega, tanto per fare un esempio, è ogni volta annunciato... E sorge comunque il dubbio che, senza il Cavaliere di mezzo, con la Mondadori in mano a un Del Vecchio o a un Benetton, oppure con una Feltrinelli o un gruppo GeMS interessati all’acquisto, tutto questo polverone non si sarebbe alzato.

Epperò, la vera stonatura nell’appello in questione - perché, diciamolo, ogni persona di buon senso preferisce vedere in testa alle classifiche dei bestseller le Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli (Adelphi) piuttosto che le Cinquanta sfumature di grigio della James (Mondadori) - è data dai nomi di alcuni firmatari. Personaggi che finora, nel senso proprio di quest’anno (2015), hanno pubblicato in lungo e in largo per Mondadori ed Einaudi (pecunia non olet, anche se qualcuno di loro avrà il coraggio di dire che è stato lui a far ricco Berlusconi, mica il contrario...), talvolta sono stati anche lanciati proprio da questi marchi, e all’improvviso si rendono conto che non fa più radical-chic. Gli esempi sono numerosi: ben 18 su 48. Vediamoli.
Il regista palermitano Roberto Andò nel 2010 ha scritto - con Moni Ovadia (che curiosamente, chissà perché, manca nell’elenco) - Shylock. Prove di sopravvivenza (per ebrei e non) per Einaudi. Lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, un vero poligrafo, è appena riapprodato in libreria con Creatura di sabbia (Einaudi tascabili), ma i suoi libri per Einaudi dal 1993 a oggi sono almeno una decina. Il giornalista Pietrangelo Buttafuoco ha conosciuto il successo di pubblico e critica nel 2005 con Le uova del drago (Mondadori) e nel 2014 ha fatto il bis, sempre presso la casa di Segrate, con I cinque funerali della signora Göring. Anche la genovese Rossana Campo, partita con le mutande di Feltrinelli, è appena gioiosamente finita in Mondadori con Felice per quello che sei. Confessioni di una buddhista emotiva.

Il triestino Mauro Covacich punta a vincere lo Strega 2015 con La sposa (Bompiani), ma ha in curriculum vari volumi per Einaudi, a cominciare da L’esperimento (2013). Così come il giornalista e traduttore Mario Fortunato: per esempio Amore, romanzi e altre scoperte. Clamoroso poi il caso di Paolo Giordano. Scoperto da Mondadori e portato al trionfo (Strega a soli 26 anni) con La solitudine dei numeri primi e nel 2014 rilanciato da Einaudi (Il nero e l’argento). E cosa dire del grande vecchio della nostra letteratura Raffaele La Capria, storico autore Mondadori da Ferito a morte al Meridiano con le Opere? Anche Silvana La Spina e la scrittrice per ragazzi Lia Levi pubblicano regolarmente con Mondadori, mentre Dacia Maraini vanta anche libri con Einaudi. Il regista Mario Martone per il suo Il giovane favoloso. La vita di Giacomo Leopardi ha scelto Mondadori, così come per i suoi pensieri filosofici Michela Marzano (capace di pubblicare chez Silvio persino Sii bella e stai zitta. Perché l'Italia di oggi offende le donne).

Aldo Nove e Chiara Valerio, invece, per santificare il 2014 hanno optato per Einaudi, rispettivamente con Addio mio Novecento e Almanacco del giorno prima. Mentre Giorgio Van Straten, già autore per gli Editori Riuniti de L’impegno spaesato. Decalogo di un uomo di sinistra, per la sua Storia d’amore in tempo di guerra, visti i tempi di crisi e dato che il cuore sarà pure a sinistra ma il portafogli è sempre ben piazzato a destra, si è rifugiato a Segrate. E infine per entrambe le case editrici, Mondadori ed Einaudi, hanno pubblicato più volte sia il poeta Nanni Balestrini sia il cantautore Franco Battiato.
Tutti pronti ora a stracciarsi le vesti per le piccole case editrici in procinto di essere trangugiate dal solito Moloch. Che ridere...

Miska Ruggeri

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Commenti all'articolo

  • goodvin60

    23 Febbraio 2015 - 12:12

    In effetti sembra una cosa ridicola. Odiare Mondadori solo perché è di Berlusconi. Solite cretinerie italiane. Un grande editore che concorre sul mercato internazionale non è forse auspicabile? Ciao.

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  • routier

    23 Febbraio 2015 - 08:08

    Ho consultato i titoli della mia biblioteca domestica (circa cinquemila volumi) ma dei 48 nomi ne ho trovati solo un paio. Evidentemente sono un ignorante incolto !

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  • Argonauta

    23 Febbraio 2015 - 06:06

    L'arma degli stupidi è sempre quella arroganza e stupidità.

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