Cerca

Expo2015

Milano, per la giunta pure la Madonnina è un problema

Milano, per la giunta pure la Madonnina è un problema

Per la giunta Pisapia pure la Madonnina diventa un problema. La Veneranda Fabbrica del Duomo ha ordinato la realizzazione della copia della scultura più famosa di Milano, la statua in oro di santa Maria talmente celebre da essere uno dei simboli della città. In vista dell’appuntamento con Expo, l’ente che amministra la prima chiesa milanese vuole portare la “Madunina”, che solitamente “brilet de luntan”, a portata dei turisti. Destinazione ideale del duplicato: piazzetta Reale, di fianco al Duomo. Per Palazzo Marino, però, la faccenda non è cosi facile, anzi. L’idea di avere la Madonnina davanti al Palazzo Reale non piace: ingombra la vista della facciata del museo e crea problemi alle file di visitatori che accedono alle mostre, dicono. Insomma: comporta fastidio. Meglio, per chi governa il Comune, installare la copia della Madonnina in piazza Fontana. Lì non disturberebbe nessuno. E si badi, il problema non sembra essere affatto quello della sicurezza come qualcuno potrebbe pensare trattandosi di un simbolo religioso tanto importante. No, il discorso sembra puramente «tecnico». Il che rende ancora più paradossale la situazione.

Lunedì scorso si è tenuto un incontro tra le due parti. Da un lato la Veneranda Fabbrica, che da novembre, da quando cioè ha pubblicato il programma delle proprie iniziative per Expo, prevede per il 29 aprile l’installazione in piazzetta Reale del duplicato della Statua. La scelta del sito, si legge sul materiale informativo reperibile online, serve a ricordare «l’evento più importante nella storia del monumento», ovvero «l’avvento della Madonnina sul Duomo di Milano».

Dall’altro c’era il Comune, che con la Fabbrica sta discutendo più in generale delle misure da mettere in campo insieme per Expo. A Palazzo Marino la proposta per la collocazione della statua non piace. I rilievi mossi sono due: uno è condiviso con la Soprintendenza, e riguarda il fatto che il duplicato della Madonnina (in via di realizzazione in una fonderia della provincia di Napoli), con l’architettura che lo ospiterebbe, creerebbe un ostacolo visivo verso il Palazzo Reale, sminuendone il ruolo. In seconda battuta, il Comune s’attende per le mostre in programma nel museo del Palazzo un’affluenza nell’ordine delle 50-60mila persone a settimana. In piazzetta, allora, c’è bisogno di spazio per le file in coda alle biglietterie e per l’accesso al sito. Per la Madonnina, icona di Milano e della sua storia, Palazzo Marino ha una controproposta: piazza Fontana. A portata di Duomo e abbastanza centrale perché non si possa dire che il duplicato della statua sia stato sbattuto fuori mano, al contempo in uno snodo tra Missori e l’Università dove c'è via vai di persone ma non si pestano i calli a nessuno.
La situazione è arrivata a un punto di non ritorno. Ora i fatti sono due: o la Veneranda Fabbrica accetta l’offerta del Comune e “retrocede” il manufatto a piazza Fontana, oppure trova una sistemazione per la statua nei suoi spazi. Stando alle posizioni emerse lunedì, l’orientamento del Consiglio d’Amministrazione della Fabbrica è il secondo. «Nessuna polemica», fanno sapere, la Madonnina-bis sarà alloggiata nel Duomo.

L’epilogo della vicenda crea malumore tra le fila dei politici, non solo dell’opposizione. Marco Osnato (Fdi), tuona contro una giunta «pronta a regalare aree ai musulmani, ma che poi non consente alla Curia di posare in maniera provvisoria una copia della Madonnina». Fabrizio De Pasquale (Fi) non capisce un’amministrazione «che in Duomo autorizza qualsiasi cosa, ma poi mette i bastoni tra le ruote a una manifestazione che avrebbe arricchito il valore turistico della piazza». Perplessità anche tra le fila della maggioranza. Andrea Fanzago, consigliere del Partito Democratico, chiede «dove fosse la Soprintendenza quando in piazzetta Reale hanno messo la montagna di Sale o gli aerei dell’aeronautica» e come sia possibile «che non ci siano problemi per l’installazione di sculture falliche in corso Indipendenza, ma saltino fuori per il simbolo di Milano». Filippo Del Corno, assessore alla Cultura, respinge al mittente polemiche che definisce "strumentali": "La nostra è una valutazione tecnica condivisa con la Fabbrica. Siamo orgogliosi della Madonnina, ma per piazzetta Reale abbiamo altre esigenze".

di Roberto Procaccini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Happy1937

    23 Febbraio 2015 - 17:05

    Pisapia sei ai paletti. Non manca molto tempo prima che i milanesi ti rispediscano a casa dopo la tua parentesi fallimentare.

    Report

    Rispondi

  • routier

    23 Febbraio 2015 - 16:04

    Se per il premio IGNOBEL 2015 fossero in lizza i sindaci di Milano e Roma. Sarebbe una bella battaglia !

    Report

    Rispondi

  • esasperata49

    23 Febbraio 2015 - 15:03

    quello del 2009 è stato l'ennesima cavolata fatta da pisapia, provate voi a chiedere di dire Messa davanti ad una moschea, vedete dove vi mandano. tornando alla notizia, la Madonnina no xchè rovina la visuale, il dito medio davanti al palazzo della borsa no, li non da fastidio, quella è arte. Poi vogliamo dirla tutta? le 2 costruzione davanti al Castello Sforzesco, quelle non tolgono la visuale?

    Report

    Rispondi

  • BLACKMAGIC

    23 Febbraio 2015 - 14:02

    Il 17 gennaio 2009. pisapia, aveva concesso il permesso agli islamici, di pregare, sul piazzale antistante al Duomo. Per ore il centro di Milano fu sequestrato da centinaia d’islamici in preghiera che avevano trasformato in una moschea il cuore di Milano. E ora non c’è posto per la Statua della Madonna, relegata al chiuso, dentro il Duomo. MAI il Duomo di Milano ha subito un oltraggio del genere.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog