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Altro che Jobs act

Alla Fiat di Melfi in 20 hanno rinunciato al lavoro: troppa fatica in catena di montaggio

Alla Fiat di Melfi in 20 hanno rinunciato al lavoro: troppa fatica in catena di montaggio

C'è una scena epica accaduta allo stabilimento Fiat di Melfi che vale simbolicamente più di mille Jobs act. Un ingegnere neoassunto, tra i 300 appena imbarcati da Sergio Marchionne dopo il successo di Jeep Renegade e Fiat 500X, stava lavorando alla catena di montaggio. Poi il raptus: ha preso il paraurti che aveva in mano e lo ha scaraventato per terra. Basta, stop, quel lavoro non era proprio fatto per lui e non è stato il solo a gettare letteralmente la spugna.

Ingegneri ribelli - Mentre a Melfi si preparano ad accogliere altri 700 nuovi arrivi, dopo i primi 300, circa 20 giovani entrati in azienda come operai, scrive Repubblica, hanno abbandonato. "Sociologicamente - dice Roberto Di Maulo del sindacato Fismic - è una percentuale significativa", dal Lingotto minimizzano: "Non sono certo grandissimi numeri, appena si è diffusa la notizia delle nuove assunzioni a Melfi siamo stati sommersi dalle domande di lavoro. Ne sono arrivate decine di migliaia".

Incomprensione - Il problema sta tutto nei requisiti richiesti ai candidati: meno di 30 anni, diploma con voto minimo 85/100 o laurea. E sono proprio i secondi casi ad aver ceduto prima di tutti, per lo più laureati in ingegneria che non si aspettavano di finire a sporcarsi le mani nella catena di montaggio: "Ma nelle fabbriche moderne - spiega Fedinando Uliano della Fim - la distinzione tra colletti bianchi impegnati negli uffici e tute blu addette alla produzione è ormai superata". C'è chi dà la colpa ai ritmi di lavoro più serrati, richiesti dalla Fca e accettati dai sindacati per stringere i denti e tenere in piedi la baracca. Sta di fatto che gli ingegneri non se l'aspettavano quindi di fare gli operai, ma questo gruppo aveva un futuro di carriera e "diventare in futuro un team leader" secondo Uliano. I laureati forse si aspettavano di entrare da subito come impiegati, un misunderstanding avrebbe detto Marchionne. Con la disoccupazione giovanile al 40%, l'ultimo problema per l'azienda sarà trovare sostituti.

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Commenti all'articolo

  • Paolo84TO

    20 Marzo 2015 - 17:05

    Il problema è che questi pagliacci prima ti promettono le cose e poi si nascondono dietro un misunderstanding... Imparate a non prendere per il culo la gente e a dire le cose come stanno! assumere under 30 solo per ottenere bonus fiscali promettendogli cose che non verranno mai date... Solo bravi a cavalcare la crisi. Siamo arrivati al punto che per fare l'operaio bisogna avere la LAUREA?!?!?!?!?

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  • Paolo84TO

    20 Marzo 2015 - 16:04

    Bravi.. trattate la gente come se fosse l'ultima delle merde... bravi. Sempre più disgustato da questi fantocci. abbiate almeno il coraggio di chiamare le prese per il culo per quello che sono e non illudete i giovani che aimé sperano ancora di trovare un po di serietà e dignità in questa "società moderna".

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  • cosimodigiuseppe

    10 Marzo 2015 - 21:09

    Se aumentassero l'età più di qualcuno che ha famiglia e.non lavora verrebbe...o.no? Che ne pensate voi

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  • nellomaceo

    09 Marzo 2015 - 19:07

    Ma come si permette alla Fiat tutto questo.Se Mediaset avesse trasportato la sua sede fiscale in inghilterra i magistrati avrebbero denunciato ed arrestato Berlusconi.Questo .........schifo.....purtroppo in Italia persiste per gli intoccabili.Due sono le mafie,la mafia e l-antimafia, Sciascia lo aveva intuito e scritto....

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