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Il delitto di Garlasco

Alberto Stasi: "Vi racconto la mia vita dopo la morte di Chiara"

Alberto Stasi: "Vi racconto la mia vita dopo la morte di Chiara"

Dopo la condanna a 16 mesi per l'omicidio di Chiara Poggi, parla Alberto Stasi. In un'intervista a Il Giorno  racconta che spesso va a parlare con la sua ex fidanzata sulla sua tomba. "Pensavo che sarei stato bene, che sarei tornato com’ero prima, allegro, spensierato, portandomi, ovviamente, sempre nel cuore il pensiero di Chiara. Più che altro cercavo di convincermi che stavo bene, che sarebbe stata questione di tempo e che la tristezza sarebbe passata. Ma non passava. I mesi scivolavano via e io ero sempre spaventato, esausto. Adesso è ancora peggio". E ancora:  "La mia vita non è facile. Affronto tutto giorno per giorno  perché sarebbe troppo opprimente per me anche solo pensare a ciò che potrei dover ingiustamente affrontare". Dice gli piace "ricordare i nostri momenti felici  vado spesso a trovarla al cimitero. Vado a trovarla, le parlo come si fa con una persona alla quale si vuole molto bene, ma che non è più qui. Faccio lo stesso con mio padre".

I genitori di Chiara - Stasi non ha alcuna intenzione di darsi per vinto. Nella sua intervista si dice convinto che prima o poi tornerà a parlare con i genitori di Chiara. "All’inizio di tutto eravamo molto vicini - adesso c’è questo abisso di dolore che ci separa, che è cresciuto durante questi lunghi anni di processi. Decine di volte ho pensato di avvicinarli e mi piace pensare che lo stesso abbiano pensato loro. Non l’ho fatto perché ho paura che loro la considerino una strategia legale o mediatica. Non voglio che pensino questo di me. Non ho ancora avuto la forza di piangere, di metabolizzare la perdita di Chiara, ma spero tanto di incontrarli nuovamente, un giorno, senza impormi sul loro dolore. Probabilmente adesso è troppo presto: continuano a pensare che io sia colpevole ed è una cosa che mi fa un male enorme".

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Commenti all'articolo

  • brunom

    26 Febbraio 2015 - 18:06

    Troppi per un innocente, troppo pochi per un colpevole. La giustizia italiana funziona poco e male, questo e' un altro esempio.

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  • etano

    26 Febbraio 2015 - 13:01

    Era evidente che i giudici rossi tentassero con ogni mezzo anche illegale di condannare Stasi perché è di buona famiglia anche se non c'è nulla di sicuro come prova. Amanda è negli States e sappiamo tutti come è stata torturata dalla polizia per costringerla a confessare ciò che non ha commesso, Hanno voluto calmare i caproni dopo la condanna (giusta) al negro rudy perché è il vero,colpevole.

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  • alvit

    26 Febbraio 2015 - 13:01

    continua a godere guardando scarpe, scarpette e sandalini, sai che pippe puoi farti? I bimbi ti attirano sempre, letamaio ambulante.Vai a marcire in galera, luogo che meriti.

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